Tariffario francese per web writer e redattori: quante sorprese!

web writer redattoreMi è già capitato in passato di scrivere sui compensi corrisposti ai web writer. Per esempio, ne ho parlato a riguardo di questa infografica, che parla delle cifre che girano negli Stati Uniti. Oggi, vi scrivo di una realtà a noi più vicina: la Francia.

Per il quarto anno consecutivo, Redactrices & Redacteurs, un gruppo su Viadeo che raccoglie tra i suoi iscritti oltre 3.300 redattori e web writer francesi, ha promosso un sondaggio per capire quali siano le tariffe da richiedere ai clienti per i diversi lavori di redazione, sia sulla carta che sul web. La sintesi delle risposte degli oltre 250 partecipanti all’indagine ha portato a formulare un interessante tariffario, che riporto sotto. Tra parentesi trovate la tariffa minima e quella massima richieste.

Tariffario per lavori redazionali per la carta:

  • Pubbliredazionale da 1.500 battute: da 50 a 150 euro (35-200 euro).
  • Articolo da 3.000 battute: da 100 a 350 euro (50-600 euro).
  • Articolo da 6.000 battute: da 200 a 500 euro (100-800).
  • Dossier da 12.000 battute: da 300 a 800 euro (175-1.200).

Tariffario per la creazione di contenuti web:

  • Creazione di 1 contenuto web da 1.000 battute: da 50 a 150 euro (30-150).
  • Creazione di 1 contenuto web da 1.500 battute: da 60 a 200 euro (50-300).
  • Riscrittura di 1 contenuto web da 1.000 battute: da 30 a 60 euro (15-75).
  • Riscrittura di 1 contenuto web da 1.500 battute: da 45 a 60 euro (30-80).

E poi:

  • Community manager: la tariffa giornaliera varia da 300 a 500 euro (300-600).
  • Redattore aziendale: la tariffa giornaliera varia da 200 a 500 euro.

L’indagine ha evidenziato che i prezzi minimi stanno salendo nel mercato francese. A tal riguardo, occorre però dire che in Rete tanti web writer francesi si lamentano della concorrenza che viene dai colleghi di altri Paesi francofoni – soprattutto quelli africani –, che sta spingendo verso il basso i compensi (2 centesimi a parola).

D’altro canto, la forte differenza dei prezzi nel tariffario dipende da molti fattori, come l’offerta delle aziende, la regione in cui l’azienda e il redattore si trovano – a Parigi i prezzi offerti e richiesti sono i più alti –, dall’esperienza del redattore o del web writer. Nei commenti, l’autore che ha pubblicato il tariffario indica che i professionisti del web writing che si fanno pagare caro sono comunque una minoranza.

Inoltre, proprio come accade in Italia, anche in Francia i professionisti della scrittura si sforzano continuamente di far capire l’importanza del contributo che un redattore per la carta o per il web può dare a un’azienda. Insomma: anche tra i business writer francesi uno degli scogli maggiori è far comprendere che la qualità non si improvvisa. E che pertanto va pagata.

Mi sembra però che i business writer francesi siano distanti dalla vergogna che troppo spesso si vede qui in Italia, dove alcuni committenti arrivano a offrire la miseria di 50 centesimi per contenuti web di 250 parole! In effetti, un web writer malgascio – che chiede mediamente 2 centesimi a parola – si farebbe pagare 5 euro per scrivere un articolo di 250 parole, cioè dieci volte tanto! E pensare che 5 euro sono comunque una cifra ben lontana dal rappresentare un compenso adeguato per un web writer che si confronta con il costo della vita italiano!

Un mio commento al tariffario 2013 francese? Prendiamo in considerazione i compensi per il web e facciamo un conto che è approssimativo, ma che ci permette di fare qualche ragionamento concreto. Nella lingua italiana, la lunghezza media di una parola è di circa 5,5 caratteri. Dunque, il tariffario sopra dovrebbe essere riformulato più o meno così nel nostro Paese:

- Creazione di 1 contenuto web da 180 parole: da 50 a 150 euro (30-150).
- Creazione di 1 contenuto web da 270 parole: da 60 a 200 euro (50-300).
- Riscrittura di 1 contenuto web da 180 parole: da 30 a 60 euro (15-75).
- Riscrittura di 1 contenuto web da 270 parole: da 45 a 60 euro (30-80).

Beh, direi che questi prezzi mi paiono un po’ gonfiati, soprattutto nei loro valori massimi. Mi chiedo infatti come si possano pagare cifre così alte per contenuti web così brevi. Consideriamo poi che la valenza SEO di un articolo o di un post di 180-270 parole è praticamente zero! In effetti, per scrivere un articolo o per scrivere un post che abbia concrete possibilità di posizionamento su Google, occorre creare un contenuto di almeno 1.500 parole!

Prendiamo per esempio due miei post che si sono posizionati bene su quel motore di ricerca. Il primo è ottimizzato per la keyword creare un sito, mentre il secondo per quella aprire un blog. Entrambi sono posizionati in prima pagina di Google. E poi ci sono anche altri contenuti che stanno per posizionarsi e che ho ottimizzato per le keyword email marketingviral marketing, landing page storytelling. La lunghezza dei sei post è rispettivamente di 4.336, 1.062, 1.553, 1.726, 4.473e 2.045 parole. Ma quanto avrei dovuto farmi pagare da un’azienda se avessi adottato i prezzi francesi? Di più: l’avrei mai trovato un committente italiano disposto a commissionare lavori così onerosi?  :-)

Senza andare troppo lontano, prendiamo come esempio proprio questo post, che conta quasi 7.000 battute (spazi inclusi). Consideriamo ora il prezzo più basso del tariffario francese per i web writer: 50 euro per 1.000 battute, cioè 5 centesimi a battuta. Questo mio post verrebbe a costare a un ipotetico committente italiano poco meno di 350 euro!  :-)

Tra l’altro, nel tariffario francese si fa riferimento alla sola redazione, cioè alla scrittura dei testi. Ma la scelta delle immagini e la loro ottimizzazione per il web? E poi: chi si occupa dell’ottimizzazione in ottica search engine optimization? E ancora: la qualità dei contenuti è davvero alta? E come la si può quantificare e paragonare?

Prezzi come quelli esposti nel tariffario francese mi sembrano più adatti alla redazione web di contenuti commerciali, come per esempio le landing page o i siti web di e-commerce. In progetti come questi, il conteggio delle battute non ha granché senso, perché conta di più l’abilità di vendere online dello scrittore rispetto alla banale lunghezza del testo commerciale.

Dopo questi dati, sono sempre più convinto che un web writer non dovrebbe mai svendersi. Piuttosto che scrivere contenuti di qualità per 50 centesimi è più redditizio creare un blog personale, e lì parlare del proprio lavoro di business writer. Un blog può essere un grande investimento, perché è come scrivere un curriculum e una lettera di presentazione insieme. Meglio fare esperienza e personal branding con un proprio progetto online che scrivere per pochi centesimi.

Adesso, mi piacerebbe conoscere il tuo parare sui compensi francesi e sulla situazione italiana, e questo soprattutto se sei del mestiere. Più precisamente: a tuo giudizio, sta cambiando qualcosa nella percezione che i committenti hanno dei contenuti di qualità? Oppure tutto è tragicamente come prima?

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