Sei uno studente e vuoi lavorare nella comunicazione online?

lavoro comunicazione onlineDa questo blog mi scrive ogni tanto qualche studente universitario che vorrebbe lavorare nella comunicazione online. Chi mi contatta lo fa per avere consigli su come iniziare la propria carriera lavorativa.

Non so se sono una persona adatta per questo genere di responsabilità – quando ho iniziato io l’università, Internet nemmeno esisteva! –, ma siccome mi occupo di scrittura e lo faccio anche sul web, un’idea di massima di come funzionano le cose ce l’ho.

Siccome ho ricevuto in questi giorni un altro paio di richieste, mi è venuta voglia di scriverci un post. Un post in cui dico la mia su quel che farei oggi se io fossi uno studente universitario e sognassi una carriera da comunicatore nel mondo del web. Magari questo mio post potrà essere utile a qualcuno oppure potrà generare un po’ di sano dibattito nei commenti.

Per prima cosa, dobbiamo intenderci sul significato dei termini: comunicazione è una parola molto generica. Può voler dire un sacco di cose, anche troppe. Quando io penso alla comunicazione, penso alla scrittura. In particolare, mi viene da pensare al web writing, al blogging, al community management, al content marketing. Insomma: per me, il mondo della comunicazione sul web è indissolubilmente legato alla parola scritta. E alla sua efficacia. Della serie: i tuoi messaggi funzionano? Il tuo target li apprezza? Risolvi i problemi delle persone della tua nicchia? Il tuo lavoro di business writer impatta sul ROI? Bene, allora fai comunicazione sul web, e la fai nel modo giusto.

Certo, esistono anche altre vie di comunicare sul web. Per esempio, esiste tutta una galassia di professioni legate al web design e alla web usability. Oppure mi vien da pensare a tutti i professionisti che si occupano di digital marketing, pianificando campagne di e-mail marketing o progettando landing page. Insomma: la scrittura non è il solo mezzo possibile per fare comunicazione sul web. Ma è il primo che mi viene in mente, soprattutto perché sono un business writer.

Quindi, quando parlerò di comunicazione sul web in questo post, mi riferirò alle professioni online che sono legate strettamente alla scrittura.

Ecco, fatta questa premessa, ora vorrei mettermi nei panni di uno studente universitario che un domani vuole lavorare nell’àmbito della comunicazione sul web. Come pianificherei il mio ingresso nel mondo del lavoro in questo settore? In sostanza, queste sarebbero le strategie e le tattiche che metterei in campo, fin dal primo anno di università:

 

1. Studierei bene l’inglese

Ecco uno dei miei rimpianti più grandi: aver studiato il francese anziché l’inglese alle scuole medie e al liceo. Non che abbia qualcosa contro il francese, ma questo mi ha impedito di apprendere da adolescente l’inglese, una lingua che sappiamo esser ben più usata nel mondo del lavoro.
Così, ho dovuto rimediare più avanti e da solo: ho studiato l’inglese attraverso alcuni corsi e attraverso lo studio fai da te. Alla fine l’ho anche imparato – nemmeno troppo bene –, ma dopo i venticinque anni.
Conoscere l’inglese è assolutamente indispensabile se vuoi lavorare sul web. Perciò, se fossi uno studente universitario e volessi diventare web writer, web content editor o community manager, cercherei di padroneggiarlo. Altrimenti, non potrei consultare le fonti in maniera autonoma e rimarrei – in misura più o meno ampia – tagliato fuori dal flusso delle informazioni che contano.
Una piccola nota personale. A me sarebbe piaciuto studiare anche il tedesco. Chissà com’è il panorama del web da quelle parti. Sarà più o meno valido rispetto a quello italiano? Se mi legge qualcuno che conosce il tedesco e che lavora sul web, mi lascia per favore un commento per dirmi come stanno le cose lì? Grazie!

 

2. Aprirei un blog

Sì, lo so: sono veramente fissato su ‘sto punto. Rischio sul serio di diventare noioso.  😀  Eppure sono convinto che creare un blog personale possa essere di grande aiuto per uno studente che ha l’ambizione di lavorare sul web. Lo trovo fondamentale per almeno due motivi.
Il primo motivo è che mettere online un blog consente di sperimentare che cosa voglia dire curare un progetto editoriale sul web. Per la serie: finché non lo fai, non saprai mai come funziona e non ti scontrerai mai con tutti i piccoli-grandi problemi che ci stanno dietro.
Ecco, aprire un blog spinge a confrontarsi con le regole del web writing, con la SEO, con la web usability e con l’arte di promuovere i propri contenuti sui social network. Si tratta di una palestra di allenamento insostituibile.
Il secondo motivo per cui costruirei un blog tutto mio è perché aiuta a fare personal branding. In effetti, mettere online il proprio diario personale permette di farsi conoscere. E anche di farsi apprezzare, se si è bravi. È senz’altro un modo intelligente di scrivere un pezzo del proprio curriculum vitae, mettendolo sotto gli occhi di tutti – basta semplicemente che digitino nel browser l’URL del blog.
Se consideriamo anche l’eventuale apertura di una pagina dedicata sui social network, ecco che lo studente-blogger può veramente farsi un bel po’ di pubblicità a costo praticamente zero – al netto dei soldi spesi per la connessione Internet e del tempo impiegato per creare contenuti di qualità e promuoverli online.
Ecco perché, se fossi uno studente universitario con l’ambizione di una carriera lavorativa nella comunicazione online, aprirei un blog insieme ai relativi profili sui social network.

 

3. Non mi farei illudere dal mito della creatività

La scrittura sul web è una questione di tecnica, non di creatività. Probabilmente sono esagerato, ma credo davvero che la fantasia, l’estro, l’immaginazione – dategli il nome che volete – nel web writing trovino poco spazio.
Chi crea contenuti di qualità dev’essere efficace, trasmettere concetti al target, fare content marketing che funziona, essere virale, incidere sul ROI. La creatività libera da ogni vincolo lasciamola alla scrittura creativa, tenendo però presente che anche lì serve tantissimo mestiere.
Io la vedo proprio così.
Quindi? Qual è la morale di questo terzo punto? Se fossi uno studente universitario che desidera lavorare nel web, più che alla creatività, punterei a imparare bene le basi del web writing, cercherei di capire i meccanismi di funzionamento dei social media, mi divorerei i migliori libri sul digital marketing. Insomma: mi creerei solide basi tecniche sulla comunicazione online e su come viene impiegata nel business.
Un’altra cosa non trascurabile: mi concentrerei anche sul miglioramento del mio italiano. Esprimersi in maniera più chiara e più corretta ci rende più efficaci. Ma anche più autorevoli. E l’autorevolezza giova in maniera clamorosa alla nostra immagine.
Per farla breve: io mi farei il mazzo per imparare le basi tecniche della scrittura per il web e quelle della comunicazione online in genere. La creatività la lascerei a chi ha davvero genio creativo – cosa che, comunque, per me significa riferirsi a gente del calibro di David Ogilvy e di Emanuale Pirella!

 

4. Mi rassegnerei alla formazione continua

La qual cosa sfocia spesso nell’auto formazione. In effetti, lo sappiamo bene: sul web, le cose cambiano in continuazione. E bisogna rimanere in pari con questi cambiamenti, per non farsi sorprendere dalle curve a gomito che ogni tanto si trovano disseminate lungo il percorso!  🙂
Dunque, da bravo studente che dopo la laurea vuol lavorare nella comunicazione online, mi rassegnerei a studiare per il resto della vita lavorativa!  😀  Non è infatti possibile fare altrimenti. Chi vuole un’occupazione tranquilla non deve cercare lavoro sul web. Punto. Meglio dunque verificare con anticipo – e con onestà – la propria propensione ai cambiamenti.
In conclusione: sei uno che accetta le novità e che ha tempi di apprendimento rapidi? Benvenuto nel web! Sei invece uno che è terrorizzato dall’idea di mettere continuamente in discussione ciò che ha imparato? Il settore della comunicazione online può rivelarsi troppo frenetico per te: pensaci bene.

 

5. Imparerei la SEO

Cercherei di padroneggiare almeno le basi di questa disciplina, che non sono poi così impossibili da apprendere. Nello specifico, mi sforzerei di imparare almeno i rudimenti della SEO on page. Per quella off page basterà (!) creare ottimi contenuti di qualità.  🙂
Imparare a fare search engine optimization è importante, perché permette di far guadagnare visibilità ai propri contenuti nelle ricerche organiche su Google. In poche parole: grazie alla SEO, i contenuti web che produciamo si posizioneranno meglio su questo motore di ricerca. Fantastico, vero?
Attenzione però a non credere che la SEO sia la soluzione a tutti i problemi di marketing e di visibilità sul web. Non è così. Ricordate infatti che – anche in ottica SEO! – la tattica migliore è sempre e solo una: scrivere contenuti di valore per il target.
In pratica: se create contenuti di gran valore per la vostra nicchia – mi riferisco a post o articoli che risolvono problemi reali alle persone –, avrete un vantaggio enorme rispetto a chi si limita a scrivere solo per i motori di ricerca. Una cosa, quest’ultima, che a lungo andare può essere addirittura controproducente.

 

6. Non lavorerei gratis

Su questa cosa proprio non transigo. Il lavoro va pagato. Sempre. Si può discutere sul quanto – in base alle capacità dimostrate –, ma ci dev’essere un compenso. Altrimenti è sfruttamento. Quindi, non accetterei di fare alcun lavoro gratis nella comunicazione, seppur in cambio di esperienza e di visibilità.
Se devo lavorare gratis, tanto vale allora che apra un secondo blog in una nicchia remunerativa. Mi spiego meglio. Parlo di mettere online un secondo progetto, totalmente sganciato dal blog personale. Nel blog personale parlerei ovviamente della mia vita di studente e della mia passione per la comunicazione sul web. Il nuovo progetto mirerebbe invece a soddisfare i bisogni di una nicchia remunerativa – occorre aver l’abilità di scovarla. Questo secondo progetto mi permetterebbe di guadagnere soldi, per esempio con gli annunci testuali e i banner pubblicitari di Google AdSense.
Se fossi bravo, in capo a un anno o due potrei mettere insieme cifre mensili nell’ordine delle centinaia di euro. In più, aprendo un secondo sito o blog, avrei un altro progetto web tutto mio in cui sperimentare e acquisire visibilità personale.
Una cosa importante. È evidente che il web è un mezzo di comunicazione in cui i cambiamenti sono veloci. Ma per guadagnare online occorrono tempo e fatica. È impossibile mettere in Rete un sito web e guadagnare molti soldi dopo poche settimane. Ci vogliono lavoro, costanza e bravura. Su questo è bene non illudere nessuno.
Perciò, il momento giusto per creare un secondo progetto web – ma anche il primo, quello del blog personale sulla comunicazione – è… il prima possibile! Per la serie: prima il progetto va online, prima si potrà monetizzare.
Riassumendo: se io fossi uno studente universitario che vuole un giorno lavorare sul web, aprirei già al primo anno di università non solo il mio blog personale, ma anche un progetto online – almeno uno – più commerciale. Una volta laureato, se ho fatto le cose per bene, mi ritroverei senza l’ansia di accettare qualsiasi lavoro – e a qualsiasi condizione economica! – pur di fare esperienza. Perché avrei comunque una fonte di introiti dal mio progetto parallelo.
Ma non è finita. L’aver aperto e gestito per anni due progetti web mi avrebbe permesso di accumulare esperienza spendibile nel mercato del lavoro subito dopo la laurea!
Insomma: se potessi tornare ai tempi dell’università, sapendo che il mio futuro è creare contenuti per il web, cercherei di essere strategico! La strategia è infatti tutto, o quasi!
Ma c’è anche un altro motivo per cui non accetterei mai di lavorare gratis. Ho notato che, nella vita, il valore che attribuiamo a noi stessi finisce immancabilmente per essere il valore che anche gli altri ci attribuiscono. Questo significa che, se abbiamo carenze di autostima, gli altri – a meno che non siano nostri parenti o amici strettissimi – non faranno granché per rivalutarci.
Lo stesso mi sembra succedere nel mondo del lavoro. Il valore che dai alla tua professionalità è spesso quello che le attribuirà il mercato. Quindi, che valore professionale dovrebbero mai darti se sei uno che si svende?

 

Ecco, questi sono i sei comportamenti che metterei in pratica se avessi vent’anni e se fossi uno studente universitario che ha l’ambizione di lavorare nella comunicazione online dopo la laurea.

Tu come la vedi? Secondo te, la mia strategia e le mie tattiche possono dare buoni frutti? Soprattutto se sei uno studente che ambisce a trovare lavoro sul web, lascia un commento qui sotto! Di’ come la pensi e che cosa stai facendo tu per la tua futura carriera lavorativa!

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14 pensieri su “Sei uno studente e vuoi lavorare nella comunicazione online?

  1. Federica

    Ciao Alessandro 🙂
    Bell’articolo, chiaro ed efficace! Forse io dovevo aprire prima il mio blog e non all’ultimo anno universitario, però dai meglio tardi che mai, no? Con questo articolo mi hai dato fiducia e mi hai fatto capire che quello che sto facendo è molto probabilmente corretto ai fini della mia carriera lavorativa. Quindi… grazie! A presto Fede

    Rispondi
    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Federica!

      In realtà, quando penso a te, vedo una ragazza che sta facendo un sacco di cose utilissime per la propria carriera lavorativa. Non solo hai aperto un blog con contenuti di notevole qualità, ma padroneggi la comunicazione sui social. Il tuo impegno (e i tuoi risultati) sono molto al di sopra di quelli dello studente medio: davvero bravissima!

      (E vedrai che, fra un po’. mi scriverai parlandomi delle belle cose che sono successe grazie alla tua volontà e alla tua passione).

      Rispondi
      1. Federica

        Wow che dire? Sono senza parole!! Grazie davvero di cuore per la stima e le belle parole che hai sempre nei miei confronti! Appena mi laureo e so cosa sarà di me, sarai il primo a cui lo comunicherò e ti sarò sempre grata per la fiducia che riponi nei miei confronti! Grazie ancora 🙂

        Rispondi
  2. Ludovica De Luca

    Ciao Alessandro! 🙂
    Credo che per imparare a comunicare sul web in maniera efficace ed anche coinvolgente siano indispensabili tutte le accortezze e gli strumenti che tu hai perfettamente indicato.
    Su un punto, però, mi trovi in disaccordo: perché sei convinto che estro e fantasia nel web writing trovino poco spazio?
    Sicuramente la tecnica è fondamentale e trascurarla non porterà lontano, ma girovagando per la Rete possiamo facilmente imbatterci in un esercito di piccoli cloni intenti a scimmiottare i grandi del settore. Non credi che essere creativi in questo caso potrebbe essere d’aiuto nel trovare prima e comunicare poi la propria identità e la propria personalità? Non pensi, inoltre, che la fantasia sia indispensabile per riuscire a emozionare e a coinvolgere chi ci segue? Ovviamente, il presupposto da cui invece parto io è che la creatività non appartiene solo ai geni creativi, che di sicuro stanno su di un livello altro rispetto al nostro.

    A rileggerti,
    Ludovica

    Rispondi
    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Ludovica!

      Che bello ritrovarti qui! 🙂

      La mia diffidenza verso la creatività nasce dal fatto che, se vogliamo, “creatività” è una parola ancor più generica di “comunicazione”. Che vuol dire in fin dei conti esser creativi? Esiste una definizione di creatività? Non lo so.

      Quello che so è che spesso nel web si fa un uso fin troppo disinvolto di termini come “creatività”, “fantasia”, “arte” ecc. Non di rado, viene scomodato anche l’aggettivo “geniale”. E questa per me è l’apoteosi. 🙂

      Probabilmente, il vero motivo della mia allergia a usare la parola “creatività” va cercato nel fatto che sono una persona pragmatica. Sono un vero e proprio Tedesco. Quindi sono sbilanciato verso la tecnica. Questo mi porta a considerare la scrittura come un mestiere prettamente tecnico, non creativo. Per me, chi lavora con le parole è più vicino all’architetto o all’ingegnere che non al creativo. Boh, sarà che ho fatto studi scientifici.

      E poi ho degli standard di riferimento elevatissimi, nella vita come nel lavoro. Mi suona malissimo definire il mio lavoro come “creativo”. Che si dovrebbe dire allora di un Emanuele Pirella o di un Bruno Munari? So di esser esagerato, ma io prendo come riferimento sempre il top.

      In sostanza, non escludo che quella che ha ragione sei tu. Ma io, ogni volta che sento parlare di creatività, metto la mano sul calcio della pistola. 🙂

      Mi ha fatto piacere leggerti! Complimenti per il tuo lavoro, ti seguo, sei bravissima!

      Rispondi
  3. Martina

    Che bello, certi articoli ti colpiscono e ti incoraggiano a continuare a fare quello che stai facendo. Ecco perché adoro il web!! Grazie mille per questo articolo, davvero illuminante. Io ormai ho finito (da qualche mese) l’università e per fortuna ho trovato lavoro proprio nel campo web marketing, ma vorrei qualche chiarimento in merito al mio personal brand online.

    Ho aperto il mio blog personale, un blog in cui comunico tutto quello che imparo giorno dopo giorno, è un diario (settimanale più che giornaliero, per motivi di tempo) dove scrivo principalmente di web marketing. Nei vari articoli che leggo si parla di quanto sia importante aprire un blog che si riferisca ad una nicchia precisa, ad un target specifico e non generico di utenti. E ogni volta vado in confusione in quanto il blog che ho creato l’ho fatto per me stessa in primis, e poi come una sorta di curriculum pubblico, utile sia per chi si occupa già di web marketing ma soprattutto utile per le aziende che cercano una persona da inserire in ufficio marketing, per esempio, oppure per avviare progetti online interessanti relativi alla loro azienda….insomma, mi riferisco un po’ a tutti alla fine.

    La mia preoccupazione è di sbagliare strada facendo così, però ci credo in quello che sto facendo, lo miglioro, lo aggiorno, lo coccolo sempre, un po’ come se fosse figlio mio 😀
    Tu cosa ne pensi a riguardo? Cosa mi consigli? Grazie!!

    Rispondi
    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Martina! 🙂

      Innanzitutto: grazie di aver apprezzato questi miei consigli, sei gentile! E complimenti per aver trovato subito lavoro in questo campo: sei brava!

      Cerco di rispondere al tuo quesito. Secondo me, quello di cui parli è un falso problema. Mi spiego meglio. È normale che uno apra un blog anche per far vedere se e quanto ci sa fare in una nicchia. È il motivo per cui anch’io ho aperto questo blog.

      Questo è la ragione principale per cui chiunque si butta nel blogging. E – per come la vedo io – non può essere considerata un’operazione di posizionamento in una particolare nicchia, ma puro e semplice personal branding.

      Poi, dopo questo, arriva sì il momento in cui occorre scegliere la nicchia a cui rivolgersi. E nel tuo caso mi sembra che tu l’abbia fatto con precisione: il tuo pubblico è chi abbia interessi nel web marketing. Troppo generica come nicchia? Non credo proprio. Tu fai conto che, in questo blog, parlo di comunicazione sul web, ma faccio rientrare in essa anche la SEO (‘sti contenuti bisognerà pur renderli visibili) e la web usability (‘sti contenuti bisognerà pur renderli facili da consultare).

      Insomma: né tu né io abbiamo creato un blog che parla di cucina ma che poi, in realtà, pubblica contenuti di moda! 🙂

      Io penso pertanto che tu sia in realtà molto focalizzata. E che quelle che a te sembrano divagazioni che escono dalla nicchia siano invece un normale spaziare all’interno di una nicchia – quella del web marketing – che è per definizione piuttosto ampia e formata da un target variegato.

      Poi, non tralasciare un altro fatto. Il tempo – e quindi l’esperienza sul blog – sarà un grande maestro. Sarà lui a guidare la linea editoriale, un giorno. Un po’ come succedeva a Tolstoj: a chi gli chiedeva come andasse la redazione del suo romanzo Anna Karenina, rispondeva che bisognava chiederlo ad Anna, perché s’era completamente impadronita del romanzo ed era ormai lei a scrivere! 🙂

      Non so se ti ho risposto: fammi sapere. Quello che invece so bene è che sei molto brava: sei una blogger efficace e il tuo blog è niente male. Ora ti seguo!

      Ciao!!!

      Rispondi
      1. Martina

        Mi hai risposto perfettamente!
        Come tu dici, sarà anche il tempo che detterà legge sulla linea editoriale da intraprendere e in questo concordo con te del tutto 🙂
        Per quanto riguarda il discorso dei contenuti si, hai ragione, l’argomento principale è uno e dunque un pubblico preciso. Guardandola da questo punto di vista mi viene in mente che per esempio, nessuno dei miei amici “reali”, quelli che vedo tutti i giorni, conoscono queste cose o ne hanno un certo interesse. Questo per dire che effettivamente per ogni business c’è un pubblico e dunque una nicchia, poi è ovvio, con il tempo uno tende magari a specializzarsi su determinati aspetti e diventare un esperto in certe materie.

        Ti ringrazio anche per i complimenti 🙂 Sono fantastici stimoli per continuare su questa strada, adoro il web perché è ricco di persone bravissime ma soprattutto disponibili, pronte all’ascolto e competenti come te! Grazie davvero 🙂

        Rispondi
        1. Alessandro Scuratti Autore articolo

          Sì, infatti: non aver l’ansia di controllare perfettamente la linea editoriale. Vedo che il timone della barca già ce l’hai saldamente in mano: a questo punto, il più è fatto e puoi anche abbandonarti alla corrente di tanto in tanto.

          E poi non puoi prevedere quali argomenti del web marketing ti appassioneranno in futuro. Può essere che, accumulando esperienza lavorativa, certe cose ti appassioneranno più di altre, e proprio di quelle finirai per parlare più spesso nel blog.

          Ti ringrazio dei complimenti che mi fai, sei gentile. Tutti i professionisti in gamba che conosco sono anche persone disponibili, che ci tengono a che anche gli altri si realizzino e possano trovare la loro strada. Un mio amico australiano dice: “Se non siamo qui per darci una mano l’un l’altro, che siamo qui a fare?”. Non è bontà, ma umanità.

          Ciao Martina!

          Rispondi
  4. Francesco

    Ciao Alessandro, complimenti, ottimo articolo! Era esattamente quello che stavo cercando 😉
    Sono uno studente al primo anno di Medicina e credo che il mondo del web sarà per me soltanto un hobby oppure un secondo lavoro.

    Io ho applicato le tue massime circa due anni fa, quando ero ancora al terzo anno di liceo, aprendo un blog personale per imparare e un sito per provare a guadagnare qualcosa.

    Credo di essere partito in anticipo rispetto agli altri ma adesso starei cercando qualcosa di diverso, cioè di far parte di un progetto più grande in cui possa lavorare in team.
    Dato che il web sarà e dovrà essere solo un hobby (voglio fare il medico!) tu cosa mi consigli? Impegnarmi in qualcosa di più grande toglierebbe troppo tempo ai miei studi di medicina?

    Rispondi
    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Francesco,

      Grazie dei complimenti, sei gentile! 🙂

      Tu hai iniziato davvero presto la tua attività di blogger. Ancora meglio! Vedrai che l’esperienza fatta ti sarà utile in futuro.

      Se la tua vocazione è fare il medico, vedo difficile che tu possa dedicare molte energie al web in futuro. Nella vita bisogna avere priorità: la tua è studiare Medicina.

      Non a caso, i medici che conosco fanno “solo” i medici, e non hanno una presenza online significativa. E ci credo: già è impegnativo fare il professionista della Medicina!

      Nonostante ciò, ti propongo tre strade. Valuta però con attenzione se percorrerle, perché il disastro più grosso che potresti fare è diventare dispersivo. Traduzione: in genere, le persone di successo sono monomaniacali, mentre quelle che disperdono le energie in mille rivoli non combinano granché di buono.

      Detto ciò, ecco tre cose che potresti fare per esplorare questa tua passione per il web:

      1) Aprire un blog che parla dei tuoi studi in Medicina. Man mano che ti avvicini alla laurea, il blog si trasformerebbe in un diario di un quasi medico, per poi diventare – con la professione vera e propria – il biglietto da visita di un medico specialista. Insomma: avresti un gran bel vantaggio su tutti gli altri medici!

      2) Contattare la blogger di http://calamoscrittorio.wordpress.com, una ragazza che studia Medicina e che ha la tua stessa passione per la scrittura e per il blogging. Perché non le scrivi e non ti confronti con lei?

      3) Scrivere a Michele di http://www.4writing.it, un ragazzo giovanissimo come te, che ha avuto l’idea di creare un bel progetto web, che si appoggia a un team di persone preparate e appassionate. Potresti provare a chiedergli se c’è spazio anche per te, anche se il tuo futuro è la Medicina e non la comunicazione sul web.

      Ecco, mi vien da pensare a queste cose. Tu che dici?

      Correndo il rischio di essere noioso, chiudo ricordandoti che la vita – per come la vedo io – è fatta di priorità. Ciascuno di noi può fare più cose contemporaneamente, ma ce n’è una che ci riesce meglio delle altre. Quella sarebbe bene che avesse la priorità.

      Ciao! 🙂

      Rispondi
  5. Francesco

    Grazie mille Alessandro! Hai ragione, chi fa troppe cose spesso le fa male.
    Mi piace l’idea del blog sui miei studi in medicina, ci farò un pensierino 😉

    Ti ringrazio ancora per i consigli e complimenti anche per come curi i commenti sul tuo blog e i tuoi lettori, ti informo che oggi hai conquistato un nuovo lettore molto fedele!

    Ciao =D

    Rispondi
    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Grazie mille, Francesco! 🙂

      Sono contento di esserti stato utile! Spero di esserlo stato anche per altri.

      Un post come quello che ho scritto è ciò di cui avrei avuto bisogno quando avevo 19-20 anni. Se non altro, per avere lo stimolo a pormi degli interrogativi e a cercare delle risposte. Ma il web allora non esisteva e ho dovuto fare esperienza direttamente sulla mia pelle. 😀

      Fammi poi sapere com’è andata!

      Ciao!

      Rispondi

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