Scrivere titoli efficaci coi consigli di David Ogilvy!

scrivere titoli efficaciDavid Ogilvy è stato uno dei più grandi pubblicitari che siano mai esistiti. Ho letto tantissimi dei suoi scritti, cercando di rubare quelli che erano i suoi segreti. Quante delle sue indicazioni ho poi trasferito nella mia scrittura online!

Navigando nella pagina Facebook dedicata ad Ogilvy, mi è capitato di leggere il decalogo che riporto a destra – cliccaci sopra per ingrandirlo –, a firma del grande maestro scozzese. Si tratta di sette consigli su come scrivere titoli efficaci.
Diciamoci la verità: le buone indicazioni su come scrivere titoli che funzionano sono sempre le benvenute. In effetti, un titolo è una parte importantissima di qualsiasi comunicazione, sia essa un copy pubblicitario, una e-mail che fa capo a una campagna di e-mail marketing, un contenuto per un sito web, un post per un blog ecc.

La lista di indicazioni di Ogilvy ha attirato la mia attenzione proprio per questi motivi. Ho però cercato di fare qualcosa di più. Qui sotto, riprendo i sette punti dell’elenco, per commentarli e cercare di adeguarli a quelle che sono le esigenze del web writing e della comunicazione online.

Dunque, se sei un creatore di contenuti di qualità, ma hai la percezione che il tuo punto debole siano i titoli da dare ai testi che scrivi per il web, prova a leggere e a meditare sul decalogo di Ogilvy. Di certo, potrai apprezzare l’utilità pratica dei suggerimenti di questo genio dell’advertising, e migliorare la tua capacità di progettare titoli che facciano tuffare i visitatori nella lettura dei tuoi contenuti per il web.

 

  • Il titolo del tuo articolo o del tuo post è la parte più importante del contenuto, almeno al primo impatto. Perciò, fa’ in modo che funga da “buttadentro”, cioè fa’ in modo che spinga i tuoi visitatori a immergersi nella lettura del tuo pezzo.
  • Fa’ che il tuo titolo indichi chiaramente al lettore il premio, il benefit, il vantaggio che riceverà se leggerà il contenuto. Si tratta di immaginare che il titolo funga un po’ da call to action!
  • Come detto, i titoli devono dare informazioni concrete ai lettori, fargli capire che i contenuti gli forniranno dei benefici, se li leggeranno. Insomma: ciascun titolo che crei deve essere messaggero di un valore agli occhi di chi lo legge.
    Ma è bene anche inserire nei titoli qualche elemento di novità, di originalità, qualcosa che risulti spiazzante. Insomma: smettila di scrivere titoli uguali a quelli di tutti gli altri webmaster e blogger. Sii invece originale, sii te stesso, sii diverso dalla massa, sii riconoscibile!
    A tal riguardo, una piccola – ma nemmeno tanto piccola! – chicca in chiave SEO: inserisci nel titolo qualche keyword della tua nicchia. Quali keyword per la precisione? Quelle su cui hai costruito e ottimizzato il tuo contenuto web.
  • Siccome è verosimile che il sito web o il blog ti servano per fare content marketing, ogni volta che crei un titolo prova a metterci dentro – in qualche modo – la USP relativa a quel contenuto. Anche qui: si tratta in pratica di fondere quello che è il valore del contenuto agli occhi del tuo pubblico con il tuo obiettivo di content marketing.
  • Non cadere nella trappola di scrivere titoli che contengono giochi di parole, trucchi a effetto, allusioni letterarie ecc. Un titolo non dev’essere qualcosa di cerebrale o di criptico. Non dev’essere un’occasione per sfoggiare la tua creatività e la tua cultura, presunte o reali che siano. Non è così che si attira l’attenzione dei visitatori di un sito o di un blog. Un titolo dev’essere innanzitutto chiaro, e perfettamente predittivo di ciò che il lettore troverà nel contenuto.
  • In questo sesto punto, Ogilvy spiega che è pericoloso usare le forme negative nei titoli, perché i lettori tendono a ignorare il “non” e a fissarsi sul significato positivo della frase. Mi spiego meglio. Ogilvy dice che, se scriviamo “Il nostro sale non contiene arsenico”, i lettori avranno in realtà il ricordo – una volta allontanatisi dal nostro contenuto – che abbiamo scritto “Il nostro sale contiene arsenico”.
    Confesso di ignorare se quel che dice Ogilvy sia vero e se valga anche per i visitatori online. In linea generale, concordo però sul fatto che sia meglio scrivere un titolo affermativo rispetto a uno negativo, quantomeno perché il primo è più diretto.
  • Evita i titoli cosiddetti “ciechi”. Si tratta di quei titoli che, se vogliamo comprenderne il significato, richiedono per forza la lettura del contenuto a cui si riferiscono. Questo è però un evidente fallimento per un titolo, perché le cose dovrebbero andare proprio al contrario: è il titolo che deve essere perfettamente esplicativo del contenuto web!

 

Ecco, questi erano i consigli di David Ogilvy per scrivere un titolo efficace. Io li ho un po’ adattati a quelle che sono le necessità del lavoro di un web writer. In effetti, molto spesso, quando si crea un sito web o si apre un blog, si viene assorbiti dai dettagli tecnici che queste operazioni comportano. Ma poi quei contenitori bisogna pur riempirli di testi di valore! E i titoli sono un punto su cui non è possibile sorvolare, se si vuol comunicare con successo anche online.

E tu, che ne dici di questi sette suggerimenti? Li trovi utili? Per quella che è la tua esperienza nel web writing, allungheresti la lista con qualche altra indicazione? Se sì, quale?

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