Scrivere online: Jakob Nielsen riletto 13 anni dopo

scrivere onlineSaper scrivere online, cioè padroneggiare le regole del web writing, è fondamentale per creare contenuti di qualità.

Nel 1999, Jakob Nielsen pubblicava Web usability. Un manuale davvero ottimo – la cui lettura mi sento di consigliare ancor oggi –, che affrontava con chiarezza il delicato e centrale tema della web usability. Nel testo, un capitolo era dedicato all’arte di scrivere online, quella che oggi chiamiamo appunto web writing.

A tredici anni di distanza dalla sua uscita, ho ripreso in mano Web usability e sono andato a rileggere quello che Nielsen diceva sulla scrittura online. Qui sotto, riporto una sintesi delle sue tesi e, per ognuna di esse, un mio commento volto a stabilire se, dopo tutti questi anni, qualcosa sia cambiato nel modo di scrivere online.

 

Scrivere online: che è cambiato dal 1999 al 2012?

 

  • Scrivere online implica l’essere succinti. Mai scrivere più del 50% del testo che si sarebbe usato per dire le stesse cose in un documento su carta.
    Non so dire se la regola del 50% sia un limite esattamente valido anche oggi. Però, posso dire che il trend non è cambiato: scrivere online continua a implicare una certa contrazione dei testi rispetto alla scrittura su carta.

 

  • Occorre scrivere testo che si possa capire a colpo d’occhio. Ciò significa che bisogna evitare di pubblicare brani lunghi: nessuno li leggerà mai. Piuttosto, scrivere online significa creare paragrafi brevi e, ogni volta che si può, usare liste puntate.
    Benissimo anche oggi il fatto che un contenuto debba potersi capire a colpo d’occhio. In effetti, scrivere online significa anche mettere il lettore nelle migliori condizioni possibili per comprendere un testo.
    Ma è sull’assoluta necessità di scrivere online testi brevi che le cose sono cambiate. Oggi si può infatti affermare che, più che scrivere stringato, sul web occorre scrivere denso. Che vuol dire? La brevità in sé non è un valore assoluto. Lo è invece una scrittura densa, cioè capace di dare il massimo dell’informazione nel più breve spazio possibile. Già, perché gli utenti web sono disposti alla lettura anche di testi lunghi, purché densi di informazioni utili e pertinenti. Insomma: la brevità a tutti i costi ha smesso di essere – se mai lo è stata! – un obiettivo da perseguire.
    In definitiva, sulla lunghezza dei contenuti web vale questo: se hai davvero qualcosa di utile e di interessante da scrivere online, non importa – almeno entro certi limiti! – quanto scrivi. Perché se sai creare contenuti di qualità gli utenti ti leggeranno volentieri.
    Da ultimo, i paragrafi brevi e le liste puntate o numerate funzionano benissimo anche oggi. Anzi: un bravo web writer sa che non può farne a meno.

 

  • Bisogna spezzare le grandi quantità di informazione su più pagine web, sfruttando le caratteristiche dell’ipertesto.
    Questo consiglio su come scrivere online è valido ancor oggi. I link che portano agli approfondimenti alleggeriscono i contenuti, permettendo al lettore di concentrarsi sulle cose più importanti.

 

  • Occorre strutturare i testi con due o tre livelli di titoli. Si tratta cioè di creare un titolo di pagina, vari sottotitoli e, quando ce n’è la necessità, di usare anche dei sottotitoli di secondo livello.
    Un suggerimento assolutamente attuale per chi vuol scrivere online oggi. Di più: strutturare la pagina web con un titolo H1 e con i sottotitoli H2 e H3 dà vantaggi anche in termini di posizionamento su Google!

 

  • Bisogna evitare i titoli troppo creativi, perché rischiano di essere ambigui o di difficile comprensione. È molto meglio essere semplici e informativi.
    Ragionare così è giustissimo anche oggi. Scrivere online comporta l’obbligo di essere il più chiari possibile. Poche storie: i titoli esageratamente creativi soddisfano solo la vanità di chi li scrive.  🙂

 

  • Per evitare di ritrovarsi con lunghi blocchi di testo, si dovrebbero usare liste puntate o elementi di impaginazione analoghi.
    Tuttora vero, come già detto. L’effetto muro di testo è una calamità da evitare a ogni costo nello scrivere online. Per esempio, quando si ha a che fare con liste di elementi, anziché scriverli tutti di fila, è molto utile creare un elenco puntato o numerato.

 

  • Per scrivere online in modo efficace occorre evidenziare ed enfatizzare le parole importanti. Così facendo, esse attireranno l’attenzione dell’utente web.
    Consiglio fondamentale ancor oggi. Ma come enfatizzare le keyword? Per esempio, si possono usare il grassetto o il corsivo, anche se quest’ultimo è da adoperare con moderazione, visto che è poco leggibile a monitor.

 

  • Poiché i visitatori non vogliono leggere molto, è importante iniziare ogni contenuto web con le conclusioni, mettendo le idee più importanti all’inizio.
    Anche qui non è cambiato nulla: mettere le informazioni più importanti all’inizio è fondamentale anche oggi. Si tratta quindi di continuare a usare il metodo della piramide rovesciata. In effetti, scrivere online significa fare un po’ i giornalisti: occorre dare subito la notizia in pasto agli utenti web.
    Invece, circa l’osservazione iniziale di Nielsen sulla scarsa propensione alla lettura online delle persone, valgono le considerazioni che ho fatto al secondo punto.

 

  • Il testo delle pagine web deve essere allineato a sinistra.
    L’allineamento a sinistra permette la massima leggibilità su monitor. Il giustificato, per quanto elegante possa essere, non dà invece alcun punto di riferimento all’occhio dell’utente web. È perciò da evitare nello scrivere online.

 

Queste le mie considerazioni sulla scrittura sul web oggi in rapporto alle tesi di Nielsen del 1999. Tu che ne pensi? Come è cambiato il tuo modo di scrivere online nel tempo?

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6 pensieri su “Scrivere online: Jakob Nielsen riletto 13 anni dopo

  1. Andrea Spila

    I consigli di Nielsen vanno sempre bene. Nel frattempo però sono nati i social media, per cui aggiungerei l’importanza della social usability, che alcuni chiamano sociability.

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  2. Greta

    Articolo interessante su come scrivere online.
    Posso chiedere in che senso il giustificato “non dà alcun punto di riferimento all’occhio dell’utente web”?
    Chiedo per comprendere meglio e in qualità di accanita perseguitrice del testo giustificato, forse per deformazione di ricerca di ordine nei testi.

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Greta,

      Grazie della domanda!

      Sul web si fa più fatica a leggere che sulla carta. Purtroppo, il giustificato, che è un rettangolone di testo, non dà alcun riferimento o àncora visiva al lettore, quando egli va a capo nella lettura.

      Il testo a bandiera, invece, dà un’àncora visiva. In sostanza: sul web, col giustificato, fai più fatica a “tenere il segno”.

      Una cosa non grave, ma nell’ottica di fare il massimo per rendere più leggibili i contenuti, anche questi dettagli contano e occorre tenerne conto nello scrivere online.

      Il giustificato su carta, invece, non ha problemi, specie se le colonne di testo non sono molto ampie (vedi per esempio la stampa cartacea).

      Ciao!

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