Ritratto di un Copywriter 4.0

copywritingAnche il copywriter è stato bambino. E come tutti i bambini, ce lo insegna Howard Gardner, esperto di intelligenze multiple, già dalla nascita o poco più tardi, è stato in grado di distinguere un numero stupefacente di forme, sagome e figure lineari.

È stato particolarmente sensibile alle espressioni facciali, e nel giro di pochi mesi ha discriminato il volto della madre tra quello di altre donne.

È stato in grado di utilizzare il suo sistema sensoriale per capire gli altri e costruire relazioni.

Un fottuto genio senza la benché minima idea di cosa fosse il linguaggio.

Vi lascio, pertanto, immaginare come la scoperta di quest’ultimo l’abbia spinto nell’Olimpo della vita e abbia amplificato le sue capacità di apprendimento, di costruzione di teorie e idee sul mondo.

Probabilmente il copywriter è stato, anche, un bambino fortunato.

Il contesto in cui si è sviluppato (famiglia, scuola e società) è stato favorevole e gli ha permesso di esprimere appieno tutte le abilità per cui è stato geneticamente programmato.

Non è detto ma, probabilmente, avrà avuto una propensione per l’osservazione di se stesso e degli altri, un’insoddisfazione per i vincoli alla creatività, un’esigenza morbosa di uscire dalla routine dei compiti ripetitivi e meccanici. Un interesse per gli studi storici e umanistici e, quasi sicuramente, discreti voti in italiano.

Bardato di tutto punto e a volte accusato di tirarsela un po’, è approdato al mondo del lavoro.

Ha imparato a scrivere per vendere. Ad utilizzare le parole per creare frasi memorabili, stuzzicanti, coinvolgenti che colpiscano il lettore. Ha imparato a mettere la sua creatività e le sue capacità linguistiche al servizio delle strategie di marketing e di comunicazione.

Ha imparato a scrivere contenuti liquidi adattabili all’ambiente, titoli e testi per la pubblicità o la comunicazione aziendale, discorsi per politici, post per i social network, a raccontare storie, a trovare nomi per prodotti o brand e, ancora, a scrivere slogan in grado di imprimersi nella mente.

È per questo che viene pagato.

Il suo mezzo è la scrittura, l’abilità è veicolata dal sincrono tra l’emisfero sinistro (linguaggio) e quello destro (creatività).

Il suo scopo ultimo è la Persuasione. Deve sapersi allineare con le emozioni ed i pensieri altrui per condurli su strade già tracciate in un’ottica di guadagno e beneficio reciproco.

Ma dalla sua storia personale, da come è cresciuto, che cos’altro ha imparato il copywriter? Che tutto questo non basta.

O meglio, non basta più nell’era del digital marketing.

Dalla sua storia, che, alla fine, è la storia di tutti noi, quella dell’evoluzione dell’uomo, il copywriter oggi ha imparato che, per raggiungere con la sua retorica gli obiettivi del “docere” (trasmettere informazioni), “movere” (suscitare reazioni emotive) e “delectare” (tenere vivo l’interesse) deve imprescindibilmente saper scrivere e leggere questa parola senza sbagliare e saper risalire alle origini dello sviluppo umano. Da queste, poi, ripartire per espandersi verso il futuro.

Siamo nel pieno della Rivoluzione Industriale 4.0 e questo il copywriter lo sa.

Sa che l’investimento in conoscenza è quello con il più alto tasso di interesse.

Sa che deve conoscere:

  • La fisiologia per comprendere come è fatto e come funziona l’essere umano
  • La neurologia per comprendere lo sviluppo del sistema nervoso centrale
  • La pedagogia per comprendere gli stili di apprendimento
  • La psicologia per comprendere mente e comportamento nelle componenti consce ed inconsce
  • E, infine, la sociologia per comprendere interazioni causa-effetto tra l’individuo e il gruppo sociale

Sa che ogni sapere deve essere interconnesso agli altri ed applicato al nuovo contesto operativo in cui siamo inseriti.

Un contesto che non è più quello analogico, statico, basato su di un approccio top-down con il cliente, ma è un ambiente dinamico e potente caratterizzato da un flusso di comunicazione decentralizzato, interattivo e, potenzialmente, più insidioso.

Il copywriting persuasivo si arricchisce diventando educativo e relazionale.

Questo perché educato ed esigente è diventato l’uomo, il consumatore attivo e protagonista o prosumer, come si usa dire oggi. Colui che cerca la relazione attraverso il customer service ed esige rispetto.

È un cliente sempre più informato e competente, può reperire facilmente e velocemente online le informazioni che necessita su prodotti, servizi e aziende e pertanto è meno fedele del consumatore del passato, il quale era più disposto a perdonare gli errori del suo brand preferito.

Inoltre, il consumatore crede in una maggiore responsabilità sociale e valuta la reputazione dell’azienda prima di darle fiducia. È alla ricerca di correttezza ed eticità nei propri confronti e in quelli dell’ambiente in cui vive. Pena la demolizione sui social network: United Airlines tragedy docet.

Tutto questo il copywriter 4.0 lo sa, perché anche lui è così, gliel’ha insegnato la sua storia.

Sa come capire l’uomo perché ogni giorno si impegna per capire se stesso.

Sa che non basta più focalizzarsi sulle 4 P di Kotler (prezzo, prodotto, posizionamento e promozione) ma che deve saper andare oltre. Divertire, sorprendere, incuriosire, informare, educare il mercato-obiettivo per riuscire a vendere.

Sa che costruire una buona relazione con il cliente conta più di ogni altra cosa. Che non lo riuscirà ad accompagnare nell’emotional journey verso il click dell’acquisto se non se ne prende cura, se mente, se manipola, se è l’unico a vincere.

Tutto questo il copywriter 4.0 lo sa, lo sa da sempre, da quando ancora non usava il linguaggio.

Adesso che si è evoluto sta solo imparando a farlo meglio.

Ve lo avevo detto che era un fottuto genio.

 


copywriter Fabiana VillanelliFabiana Villanelli è psicologa-psicoterapeuta per vocazione dalla nascita, formalmente da 16 anni.

Entrata nel mondo nel copywriting e del marketing dalla porta sul retro, ma intenzionata a rimanervi fino alla pensione.

Lavora divisa tra un ospedale, il suo studio e una web agency.

Appassionata della conoscenza dell’uomo e dei suoi processi di trasformazione e cambiamento. Votata a comprenderli, promuoverli e raccontarli a parole.

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