Le regole del web writing – parte I

web writing: regole della scrittura sul webHo individuato dodici semplici regole di web writing per creare contenuti efficaci sul web. Oggi parlerò delle prime quattro.

1. Hai una buona ragione per scrivere?
Scrivi soltanto se hai contenuti utili da comunicare al tuo pubblico. Tra l’altro, se fai così, ti sarà più facile scrivere: “Rem tene, verba sequentur” diceva Catone il Censore.

2. Scegli il tuo pubblico e mettiti nei suoi panni.
Per chi scrivi? Qual è il tuo pubblico? Sul web, i testi generici, buoni un po’ per tutti non funzionano: sii specifico. Scelto il tuo pubblico, mettiti nei suoi panni. Che cosa vuol leggere chi ti segue? Con quale stile devi esprimerti? Scegli argomenti adatti al tuo pubblico e scrivi contenuti con tono e stile adeguati.

3. Sii sincero.
Nella vita bisogna essere sinceri. Sul web, se possibile, ancor di più. Perché chi bara online può essere velocemente smascherato. E la sua reputation può evaporare altrettanto velocemente. Quindi: di’ sempre la verità, parla solo dei fatti – meglio ancora: dei fatti che conosci bene –, cita le tue fonti, da’ prova di quel che scrivi – riporta dati, ricerche, statistiche –, non copiare i contenuti altrui.

4. Sii breve.
Per vari motivi, gli utenti del web hanno poca pazienza. Perciò, va’ subito al nocciolo: usa la piramide rovesciata nella tua scrittura. Scrivi frasi brevi: 20 parole al massimo per frase. Evita però la troppa brevità: un testo con frasi di 5-6 parole ha troppo ritmo. Non ripetere i concetti. Usa un linguaggio semplice, quello del Vocabolario di base della lingua italiana.

Le regole del web writing II
Le regole del web writing III

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Posted on marzo 11, 2011 at 21:18 by Alessandro Scuratti · Permalink
In: Scrittura, Web writing · Tagged with: ,

3 Responses

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  1. Written by Beatrice
    on 29 maggio 2011 at 13:34
    Rispondi · Permalink

    Complimenti per questo post, condivido in pieno :)
    Blog molto interessante il tuo…mi iscrivo ai feed!

  2. Written by Gestione Hotel
    on 14 ottobre 2011 at 22:19
    Rispondi · Permalink

    Facile a dirsi, difficile a farsi. Bel post, fa riflettere

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