Virgolette tipografiche: regole delle voirgolette alte e basse

regole delle virgoletteLe virgolette sono un segno piuttosto importante della punteggiatura. In effetti, sia nella scrittura su carta che in quella online, cioè nel web writing, sapere come usare le virgolette alte, quelle basse e gli apici è utile per dare maggiore efficacia alla propria comunicazione scritta.

Succede però che quasi nessuno conosca esattamente il corretto uso delle virgolette. A volte, capita che perfino gli scrittori o i giornalisti più autorevoli pasticcino con questi segni. Insomma: un ripasso dell’argomento non può che far bene a tutti, dato che le regole per usare le virgolette nella lingua italiana non sono di certo intuitive. Vediamo dunque quali sono queste consuetudini che ne regolano l’uso nei testi.

Cominciamo col precisare che esistono ben tre tipi di virgolette:

  1. Le virgolette caporali o basse (« »).
  2. Le virgolette alte (” “).
  3. Gli apici (‘ ‘).

Ma come si usano questi tre differenti tipi di virgolette? E in quali contesti vanno adoperate? La risposta ce la dà l’autorevole Manuale di redazione. Una premessa a quanto seguirà: le virgolette vanno usate sempre in coppia, proprio come succede per le parentesi. Pertanto, anch’esse compaiono sempre come aperte e chiuse, rispettivamente prima e dopo la parola o la frase a cui si riferiscono.

 

virgolette capolali o basseLe virgolette caporali o basse

Le virgolette caporali (ma sono dette anche basse) si usano in un testo nei seguenti casi:

  • per racchiudere le battute dei dialoghi.
  • per le traduzioni di termini o espressioni brevi da un’altra lingua.
  • per i titoli di periodici citati nei riferimenti bibliografici.
  • per le citazioni di versi inserite direttamente nel testo. Ma se i versi sono centrati nella pagina, le virgolette basse non servono.
  • per le citazioni in prosa. In questo caso, occorre aprire le virgolette basse a ogni nuovo capoverso della citazione e chiuderle solo all’ultimo.

 

come usare le virgolette alteLe virgolette alte

Le virgolette alte si usano invece nei seguenti casi:

  • con le parole che andrebbero messe tra virgolette caporali all’interno dei dialoghi.
  • con le parole da scrivere in corsivo, quando il corsivo non è opportuno. In questo caso, le virgolette alte indicano che la parola va considerata non rispetto al suo significato ma rispetto alla sua forma.
  • con le parole usate in un senso che è diverso dal loro. Ma è meglio evitare questo uso delle virgolette alte: troppo spesso si rischia di dare l’impressione di chi non sa trovare la parola giusta e non sa quindi esprimere un concetto correttamente.

 

gli apici: un particolare tipo di virgoletteGli apici

Gli apici sono un particolare tipo di virgolette, e si usano in un unico caso, il seguente:

  • con le parole che andrebbero messe tra virgolette all’interno di un virgolettato alto.

 

Attenzione a una cosa: quando un passo inserito tra le virgolette coincide con la fine del paragrafo, il punto finale va messo al di fuori delle virgolette, alte o basse o apici che siano. Il punto va comunque sempre messo, anche se il testo dentro al virgolettato finisce con un punto esclamativo, con un punto interrogativo oppure con i tre puntini di sospensione.

Ecco, questi sono i vari tipi di virgolette nella lingua italiana e le loro regole d’uso. Conoscevi già la differenza tra le virgolette alte, quelle basse e gli apici? Usavi già in modo corretto tutti e tre i tipi di virgolette oppure ti sono stato utile per fare un po’ di chiarezza sulle loro norme di utilizzo? Da oggi hai le idee più chiare su come scrivere i virgolettati nei tuoi testi? Di’ la tua opinione lasciando un commento qui sotto!

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4 pensieri su “Virgolette tipografiche: regole delle voirgolette alte e basse

    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Greata e grazie delle tue parole!

      Sul web si usano solo le virgolette alte, anche per riportare direttamente le parole di una persona. Diciamo che è una di quelle consuetudini della prima ora del web.

      Rispondi
  1. Greta

    Te lo chiedo perché io ho sempre usato le virgolette caporali per riportare le parole di una persona, però forse sul web la regola è diversa da quella di un testo cartaceo e di altra tipologia?!

    Rispondi
    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Per quanto riguarda la carta, le regole non sono altro che le consuetudini di scrittura delle case editrici più note. Le regole le dettano loro con il loro modo di scrivere. Non esiste perciò una tavola dei Dieci Comandamenti della scrittura o qualcosa di simile. Esistono solo consuetudini diffuse.

      Per quanto riguarda il web, la faccenda è ancor peggio. Sul web, le regole non sono altro che le consuetudini e gli standard diffusi tra gli utenti.

      In sostanza: sia da una parte che dall’altra, ci si comporta come la massa ha mediamente scelto di comportarsi. 🙂

      Rispondi

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