Intervista a Maria Grazia Tecchia, blogger di “Tecnologia 360”

Maria GraziaTecchia, web writer e bloggerSiete dei patiti di tecnologia? Siete sempre aggiornatissimi sui nuovi modelli degli smartphone di prossima uscita? Conoscete tutto di tablet, notebook o pc desktop? Per voi le app più usate non hanno alcun segreto? Siete gli smanettoni che gli amici chiamano quando devono formattare il computer o comprare un nuovo aggeggio elettronico? Bene, l’intervista che vi propongo oggi fa proprio per voi.

In effetti, oggi ho fatto quattro chiacchiere con Maria Grazia Tecchia, blogger autrice di Tecnologia 360, un progetto dedicato in maniera allargata proprio al mondo della tecnologia.
Ammiro parecchio questa giovane blogger – attenzione, però: Maria Grazia è anche una brava web writer –, perché ha una dote rarissima. Da un lato, riesce infatti a scrivere contenuti di grande qualità, capaci di risolvere davvero i problemi degli utenti a cui il suo blog si rivolge. D’altro canto, questa ragazza casertana ha uno stile semplice, diretto e ironico. Se l’efficacia della scrittura consiste nell’informare i lettori e nel farlo attraverso la scorrevolezza espositiva, Maria Grazia Tecchia va considerata a pieno titolo una blogger e una web writer efficace.

Ma procediamo con ordine. Andiamo a sentire direttamente dalle parole di questa web copywriter quali sono i suoi trucchi per fare blogging nel settore della tecnologia. Cerchiamo cioè di rubare qualche suo segreto, per diventare noi stessi dei migliori comunicatori online e per dare una marcia in più ai nostri blog.

 

Ciao Maria Grazia, sei gentile per questa tua disponibilità. Inizierei chiedendoti di parlarci un po’ di te. Per esempio, qual è la tua formazione? E da dove nasce la tua passione per il web?
Ciao Alessandro, grazie a te per l’opportunità!
Potrei iniziare con una frase a effetto degna della più snob star di Hollywood, ma meglio essere seria e rispondere direttamente alle domande. Devo dire che sin dal liceo avevo l’intenzione di diventare giornalista, e dopo aver provato a seguire i corsi delle varie facoltà di Ingegneria prima, di Informatica poi e di Lettere Moderne alla fine, sentivo che qualcosa mi mancava.
Poi, un giorno, googlando alla ricerca di qualcosa che potesse soddisfare la mia indole, mi sono imbattuta per caso nel termine “web writer” ed è scattato qualcosa che non ho potuto ignorare: la voglia di conoscere, di studiare, di apprendere le tecniche e di poter finalmente dare libero sfogo alle mie due passioni: la scrittura e l’informatica.
Da quel momento ho iniziato a studiare seriamente per quella che sentivo essere davvero la “mia” strada. Ho cominciato a seguire corsi online, che in un primo momento erano tutti a carattere giornalistico, ma qualcosa mi sfuggiva, finché non ho iniziato a provare sul campo scrivendo per alcuni blog.
Lo studio, fatto di libri, infinite pagine web, e-book e blog del settore – tra cui Comunicare sul Web –, si è poi affinato e reso più specifico da quando ho conosciuto Francesca Oliva e sono entrata a far parte di Palestra Writer: una community di web writer che condivide conoscenze, perplessità e consigli, che mi ha spinto ad approfondire i vari aspetti tecnici della scrittura per il web.

 

E adesso vorrei parlare proprio di scrittura sul web, visto che sei anche una brava web writer. In che cosa si differenzia la scrittura per il web da quella per la carta?
Oh dai, così mi lusinghi.  😀
Si tratta di due tipi di scrittura molto diversi, sebbene mossi dall’anima comune di divulgare informazioni.
Sostanzialmente, la scrittura per il web si basa su due criteri fondamentali che la differenziano da quella per la carta: fornire le informazioni di cui il lettore ha bisogno in modo immediato, chiaro e facilmente individuabile e rispondere a precisi criteri di ricerca.
Un pezzo per il web deve tener conto della modalità di lettura dell’internauta, che generalmente tende a fare una scansione visiva del testo, cercando di individuare nel minor tempo possibile le informazioni di cui ha bisogno; quando poi è sicuro che quel preciso articolo risponde alle sue esigenze, passa alla lettura del testo.
La capacità di un bravo web writer è quella di strutturare un contenuto in modo da rendere evidenti i segnali visivi che il lettore cerca, ma anche di comporre il testo in modo che la lettura risulti facile e piacevole. Chi legge viene guidato per tutto il contenuto, che è arricchito con parole in grassetto per evidenziare i concetti importanti, con ipertesti che aiutano ad approfondire l’argomento, con spazi che lasciano respiro alla lettura e con elenchi puntati che possono ordinare visivamente un insieme di nozioni.
D’altro canto, compito del web writer è far sì che il suo articolo possa rispondere alle chiavi di ricerca digitate sul motore di ricerca dal lettore, rispettando le regole basilari – almeno quelle – della search engine optimization.

 

Ci daresti la tua definizione di contenuti di qualità?
Partendo dal presupposto che dovrebbero essere l’ambizione di ogni web writer, i contenuti di qualità sono dei testi fondamentalmente completi. Sono articoli che:

  • Racchiudono tutte le informazioni del caso.
  • Contengono immagini esplicative che arricchiscono il testo.
  • Non trascurano grammatica e sintassi, risultando ben scritti formalmente.
  • Contengono un minimo di SEO, perché, per esser letti, i contenuti di qualità devono anche sapersi posizionare sui motori di ricerca, che sono uno dei punti d’incontro tra chi scrive e chi legge.

Non da ultimo, sono contenuti da cui il lettore può trarre reale utilità. Sono cioè in grado di emergere dal mare infinito di informazioni presenti nel web attirando l’attenzione.

 

Parliamo del tuo impegno di blogger. Sei l’autrice di Tecnologia 360: ci puoi dire qualcosa del tuo blog?
Tecnologia 360 nasce dal desiderio di condividere con gli altri la mia passione per la tecnologia. Dopo aver maturato quasi due anni di esperienza in un altro grande blog del settore, ho sentito il bisogno di… “spiccare il volo” da sola.
Sicuramente la nascita di questo blog è stata fortemente mossa da un senso di delusione, generato da alcune collaborazioni passate che non facevano sentire apprezzato il mio impegno nella stesura degli articoli, nel lavoro di ricerca, nell’aggiornamento e nella passione che include ogni singolo post.
Ed ecco allora Tecnologia 360, un blog in cui puoi trovare l’articolo per formattare Windows 7 o quello che racchiude le caratteristiche dell’ultimo Samsung Galaxy top di gamma del momento, oppure quello sull’imminente iPhone – così non rischio il linciaggio da nessuna fazione –, con piccole guide, recensioni o news, tutte dal mondo della tecnologia.
Ricordo perfettamente le paure e i dubbi dell’inizio, e, se non fosse stato per alcuni colleghi, grandi professionisti ma soprattutto brave persone, che mi hanno incoraggiata a provare senza approfittare delle mie insicurezze e facendomi sentire all’altezza, probabilmente non sarei qui a dividermi tra le decine di post da incastonare nel calendario editoriale delle prossime settimane. Un nome a caso? Alessandro Scuratti, lo conosci?

 

Sono curioso: da dove viene questa tua grande passione per la tecnologia?
Credo sia nel mio DNA. Nel senso che, probabilmente, nella creazione del mio corredo genetico devono aver inserito una sorta di chiave inglese o una catena di trasmissione come quella delle bici – tipo come nelle puntate di “Esplorando il Corpo Umano”, per intenderci.
Da che ho memoria, ho sempre avuto la tendenza a smontare di tutto, per cercare di capirne il funzionamento. E poi la sfida più grande era dover rimontare il tutto facendolo funzionare di nuovo.
Con un papà tecnico elettricista, poi, mi sentivo nel paese dei balocchi: osservarlo mentre costruiva un impianto, collegava i diversi elementi e vedere infine il risultato funzionante è sempre stato affascinante per me.
Poi, a quattordici anni, ho ricevuto il mio primo pc con Windows XP: naturalmente, quando sono iniziati i primi problemi del cosiddetto Winzoz, la voglia di capirne il motivo e di risolverli è diventata irrefrenabile.
Quindi sono iniziati giorni, mesi, anni di apprendimento, studio, tentativi – alcuni falliti, altri meno – che mi hanno portata ad acquisire una certa dimestichezza nell’ambito. Credo che tutto questo non sarebbe stato possibile senza una forte curiosità per l’argomento.
Poi è iniziata l’era dei cellulari, dei notebook, degli smartphone e dei tablet, e il resto della storia lo conoscete già. E, se non lo conoscete, venite a fare un salto sul mio blog!  😀

 

Torniamo a parlare di blogging. Secondo te, quali sono le qualità indispensabili per diventare un blogger di successo?
Umiltà, onestà, voglia di fare, di imparare, di scoprire e di studiare gli argomenti della propria nicchia, ma soprattutto la capacità di confrontarsi e il rispetto verso le opinioni altrui.
Senza prescindere da una particolare predisposizione alla scrittura, di quella corretta, chiara, che abbia soggetto, predicato e complemento oggetto, né allo stesso modo rinunciando alla costanza di tornare a leggere il proprio testo per sistemare, correggere o eliminare eventuali refusi.
Ci sono molte persone oggi che si fanno chiamare blogger, vantano innumerevoli collaborazioni o produzioni di successo, ma quando provi ad avere una conversazione con loro in privato – dicesi chat –, fai fatica a seguire il senso di una frase, ti perdi perché è scritta davvero male. E non è una bella cosa.

 

Ci staranno sicuramente leggendo molti giovani che sono desiderosi di aprire un blog, ma che magari non ne sono ancora del tutto convinti. Proviamo a dargli la spinta decisiva? A tuo modo di vedere, perché bisognerebbe creare un blog? Che cosa ci si guadagna?
Hey tu, che diavolo aspetti?! Apri un blog, forza! (Con tanto di ditone puntato alla zio Sam). No, scherzo.
Aprire un blog è il primo passo per mettersi alla prova, per verificare se il web writing è davvero il lavoro che fa per te, ed è anche un modo per iniziare a costruire la tua carriera lavorativa.
Quando sei in giro per negozi, non entri in ognuno di essi per vedere che cosa c’è in vendita, no? A meno che tu non sia uscito a fare shopping per ingannare il tempo, generalmente tendi a comprare quel determinato prodotto perché attirato dalla vetrina, ed è questa la funzione primaria di un blog: una vetrina.
Ma un blog è anche una palestra dove affinare il proprio stile di scrittura, imparare le tecniche di web writing e metterle a punto – per dirla in poche parole –, un luogo dover poter crescere liberamente come writer.
Le aziende avranno modo di valutare a priori le tue capacità dal tuo blog e di contattarti se sei la persona giusta.
Io ci ho messo un po’ per capirlo, ma alla fine ce l’ho fatta.  🙂

 

Ci staranno leggendo persone che hanno già aperto un blog, ma che non riescono a portare traffico web sul loro diario in Rete. Hai qualche consiglio pratico per loro?
Seguire le regole basilari della SEO, non applicare tattiche di acchiappa-click che potrebbero soltanto danneggiare il blog, frequentare gli altri blogger del settore, intervenendo in discussioni di rilievo e mostrando padronanza dell’argomento, praticare una condivisione saggia degli articoli sui propri profili social e magari provare qualche aggregatore fidato.

 

Secondo te, i blogger sono i nuovi giornalisti? Oppure si tratta di due mestieri distinti e che distinti devono restare?
Capiti bene, lo chiedi a una blogger che sta facendo il praticantato per diventare giornalista pubblicista. *sorride con ghigno malefico*
Sì e no. O meglio, in alcuni casi i blogger potrebbero essere intesi come nuovi giornalisti, perché è l’informazione che corre in modo diverso rispetto a qualche anno fa. Ovvero, se prima erano i giornalisti i principali autori nel veicolare un’informazione, oggi questo ruolo è ricoperto dai blogger: è più facile e immediato cercare una notizia su Internet, dai blog che possono pubblicare in qualunque momento della giornata, che sul giornale.
Ciò non toglie che la figura del giornalista resta comunque insostituibile e sempre attuale, sebbene sempre più spesso criticata e sentita come avversa a causa di un giornalismo che sfiora sempre più il gossip delle chiacchiere di paese, cosa che svilisce e umilia profondamente la professione.
Non credo comunque che siano due mestieri distinti, credo invece che una piccola invasione di campo da una professione all’altra, con relativo studio e apprendimento, possa giovare tanto a entrambe le attività.

 

Siamo in chiusura. Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli nel lungo periodo?
A breve termine miro a completare la collaborazione pratica con le riviste che mi permetteranno di fare domanda all’albo dei giornalisti, e di ottenere il tanto ambito tesserino. I desideri son desideri!
Nel lungo periodo spero che Tecnologia 360 diventi un punto di riferimento nel panorama dell’informazione tecnologica, gestito da una blogger semplice e che continua a scrivere in modo spensierato e motivata da un grande entusiasmo, proprio come succede adesso.

 

Ringrazio Maria Grazia Tecchia per il tempo che è riuscita a dedicarmi e per i consigli che ha voluto condividere con tutti noi. Avrei voluto chiudere questa mia intervista con l’augurio che il suo blog possa davvero diventare un punto di riferimento nella nicchia della tecnologia. Ma sarebbe stato un augurio superfluo, poiché è scontato che, se questa blogger continuerà sui livelli attuali, il successo presto arriverà a farle visita.

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