Intervista a Giada Marangone, giornalista, blogger, social media manager

giada marangoneOggi ho il piacere di scambiare qualche parola con Giada Marangone, giornalista, blogger e social media manager udinese. Sono particolarmente contento di poter intervistare Giada, perché è una professionista della comunicazione che si muove sia nell’ambito tradizionale – la carta stampata – che in quello delle nuove tecnologie. Non è così facile incontrare una persona che possieda questo grado di polivalenza.

Pertanto, sono convinto che Giada sia la persona giusta per farci capire che, nella comunicazione, vecchio e nuovo non si escludono. Di più: ritengo che Giada possa essere la persona più indicata per testimoniare che, nei due differenti ambiti, ci sono state contaminazioni reciproche. Se siete giovani studenti universitari che stanno pensando di diventare giornalisti o comunicatori sul web, il mio consiglio è semplice: ascoltate bene le parole di Giada, perché c’è parecchio da imparare.

Ma non perdiamo tempo: cedo la parola direttamente alla mia ospite. Sentiamo che cosa ci racconta circa le sue esperienze nel mondo del giornalismo e della comunicazione sul web.

 

Qual è la tua formazione? E da dove nasce questa tua passione per la scrittura e, in particolare, per il giornalismo?

Mi sono laureata nel 2003, nella splendida Trieste, in Scienze della Comunicazione, indirizzo Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, con una tesi sul Marketing dei beni di Lusso: “Analisi della Comunicazione integrata di un’azienda di moda: il caso Sergio Rossi”, e dal 2006 sono giornalista pubblicista (il resto lo leggete su LinkedIn 🙂 ).

Da dove nasce la mia passione? Beh, da un’infinità di cose: dall’osservazione del mondo circostante, dalla mia innata curiosità e dalla voglia di conoscere, di non restare “seduta” e “legata” a convinzioni e paradigmi precostituiti, dalla stampa e dal suo indubbio fascino, dalla Rete e dalle potenzialità che offre, dalla creazione di cultura e networking.

 

Il tuo curriculum parla di una formazione professionale davvero completa. In effetti, oltre a essere una giornalista, sei anche una social media manager, una blogger e una communication specialist. Qual è – se esiste – il denominatore comune tra tutte queste attività della comunicazione?

Il mio mantra è: “Mi appassionano i progetti e le persone”.

Questo è il filo conduttore attraverso il quale ruota l’intera attività di comunicazione.

 

Una larga parte della tua attività di giornalista si svolge nel campo delle PMI, delle startup, dell’innovazione. Che cosa ti attrae così tanto di quel mondo? Questo tipo di giornalismo è molto differente da quello in altri ambiti? Quali sono le sue peculiarità?

Raccontare. Questo muove la comunicazione e l’informazione in quest’ambito.

Ritengo che, oggi più che mai, le aziende debbano “essere e stare in rete”. Partendo da questo presupposto, reputo che offrire un luogo d’incontro, virtuale e concreto, dove poter scambiare idee, esperienze, relazioni, progetti sia di fondamentale importanza, non solo per chi vuole far impresa ma per una molteplicità di soggetti. Questa è proprio la filosofia con il quale è nato Friuli Future Forum, uno spazio d’ascolto e confronto, con uno sguardo attento che guarda all’innovazione, dove sperimentare le soluzioni per il domani che verrà. FFF è un progetto della Camera di Commercio di Udine, con la quale collaboro ormai da oltre un anno e mezzo.

Parlo di imprese anche su MySolution Post, rivista online nata con l’intento di trasferire competenze, tecnologia, con uno sguardo innovativo, al professionista. Grazie a MySolution Post ho avuto la possibilità di intervistare “grandi e piccoli” protagonisti della nostra società e di indagare su tematiche di ampio respiro afferenti il mondo delle micro e PMI.

 

Viviamo una crisi economica profonda, che pare non voler allentare la propria presa. La domanda è perciò d’obbligo: tu che lavori a contatto con le imprese cogli qualche segnale incoraggiante di ripresa?

Turismo, enogastronomia, “Made in Italy”, startup innovative  e PMI: credo che il nostro Paese debba ripartire da qui.

Il Turismo con i percorsi enogastronomici alla scoperta delle eccellenze dei nostri territori, dei luoghi incredibili che abbiamo e che rappresentano una risorsa unica al mondo; la nostra cultura e patrimonio artistico ineguagliabile. Il “Made in Italy” di qualità, quello che ci contraddistingue e ci rende un’icona di stile nel mondo. Le startup fucine di innovazione, dove nascono, si sviluppano e si realizzano le idee, dove si creano competenze e germogliano nuove visioni imprenditoriali. I makers. Le PMI.

Vedo tra gli imprenditori (piccoli e grandi che siano) tanta voglia di fare, di voler cambiare le cose, di mettersi in gioco. Questo sarà possibile solo grazie alla cooperazione, alla collaborazione, al “fare rete” e a politiche volte allo sviluppo del tessuto imprenditoriale del Belpaese.

 

Di certo, tra i lettori di questa intervista ci saranno studenti universitari che sognano di diventare giornalisti come te. Quali consigli gli puoi dare? Esiste un percorso formativo ideale per il giornalismo? Quali sono gli errori che i giornalisti alle prime armi devono assolutamente evitare?

Consigli? Una grande passione e curiosità, curiosità, curiosità. Il mestiere del giornalista toglie molto e ti regala tanto. Ti permette di fare nuove esperienze, di venire a contatto con realtà e personaggi davvero interessanti, ti rende diverso e più completo ogni giorno di più ma toglie anche molto tempo alla vita personale.

La laurea? Dipende dal tipo di percorso che si vuole intraprendere. L’importante è guardare sempre “oltre” e non pensare mai di essere arrivati.

Se tornassi indietro farei un’esperienza in una redazione all’estero, magari di un anno, per poi portare know how ed energia nelle nostre realtà, e studierei le lingue.

 

Oltre a essere una brava giornalista, sei anche una professionista della comunicazione online. Chi meglio di te puoi aiutarci a fare chiarezza su una questione che, periodicamente, si riaffaccia nei dibattiti in Rete: un blogger è davvero assimilabile – almeno in parte – a un giornalista? Oppure no?

La Rete ha dato la possibilità di “dar voce” a chi prima non ne aveva. Esistono blogger e professionisti che io stimo tantissimo e altri meno, ma non è così forse in tutti i settori?

Credo che la sostanziale differenza sia la finalità con la quale un blogger scrive.

Esistono blog di esperti di settore, appassionati e anche giornalisti che sono diventati punti di riferimento come, ad esempio, quello di Roberta Milano per il Turismo, di Riccardo Scandellari o di Rudy Bandiera, Vincenzo Cosenza per il marketing e la comunicazione online. Ce ne sono davvero tantissimi, mi riprometto, quando (o se) aprirò un blog di fare la mia classifica personale.

Oppure i blog collettivi, quelli “multi-voce”, dove diversi professionisti, anche con visioni diametralmente opposte, postano il proprio contributo e aprono al confronto.

Son sincera, non apprezzo quei blog che sembrano siti e-commerce, dove i pseudo blogger (anche famosi) fanno copia-incolla dei comunicati stampa (ricevendo una lauta ricompensa) delle aziende o dalle agenzie di comunicazione o RP. Per me quelli non sono informativa ma un’alternativa (poco efficace sul lungo periodo, scompariranno o si ridimensioneranno) all’adv tradizionale.

 

Passiamo a parlare della Giada comunicatrice sul web. Ci parli della tua attività di social media manager per Dolomiti Friulane? A tuo giudizio, quali sono le competenze indispensabili per diventare un bravo social media manager?

Promuovere un territorio, specie quello delle Dolomiti Friulane, patrimonio dell’UNESCO, è per me una sfida e un grande privilegio. Saper trasmettere le specialità dei luoghi e attrarre nuovi visitatori è una responsabilità e regala ogni giorno grandi emozioni.

Quali competenze deve avere un bravo social media manager?

Tenersi sempre aggiornato, chiedere consiglio, essere “aperto” a nuove idee, opportunità, contaminazioni, esperienze, divertirsi. Gli automatismi sono importanti e “aiutano” ma i veri punti di forza credo siano la sensibilità del professionista, la passione, l’entusiasmo e la capacità di attrarre e di creare community.

 

Quali sono i tuoi modelli nell’ambito del giornalismo? Hai qualche nome a cui ti ispiri?

Nessun modello, molte influenze, mi affascinano tantissimi professionisti, per il loro modo di scrivere e di trasmettere ma mentirei nel dire che ho un “preferito”.

 

È sempre difficile fare previsioni, ma mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito. Il futuro dei giornali sarà una completa migrazione online? Oppure la carta continuerà sempre a esistere?

Assolutamente no! La carta stampata e l’online avranno due funzioni diverse e complementari, ne sono certa. Forse molte testate, specie quelle piccole e magari generaliste, non sopravvivranno. Poi chissà, se fosse tutto già scritto…

 

Che cosa fa per rimanere aggiornata una giornalista, blogger e social media manager? Quali sono i canali che adoperi per informarti e per restare al passo con i cambiamenti dei settori di cui ti occupi e delle tecnologie che gli ruotano intorno?

Per i giornalisti da quest’anno c’è l’obbligo della Formazione Professionale Continua, strumento che per altri ordini professionali è regolamentato già da anni. Spero che i corsi siano davvero interessanti e momento di crescita per chi, come me, esercita la professione.

Per l’aggiornamento? Leggo molto (libri, articoli, e-book ecc.); la Rete offre veramente infinite potenzialità. Seguo, inoltre, alcuni corsi e seminari riguardanti quelle tematiche dove reputo sia necessaria un’interazione diretta o quei percorsi dove è prevista una parte di laboratorio.

 

Siamo in chiusura. Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli a lungo termine?

Faccio parte del Social Media Team di Trieste Social, progetto in cui credo molto, e che è volto alla promozione turistica di Trieste: la città come destinazione. Sto, inoltre, frequentando un corso post laurea in Europrogettazione; ritengo sia importante conoscere i bandi europei e saper cogliere le opportunità offerte dall’Ue.

Progetti per il futuro? Molti, mi piacerebbe che vedesse la luce un mio ambizioso progetto, ma per il momento non posso anticipare ancora nulla.

 

Ringrazio Giada per il tempo che è riuscita a dedicarmi, sottraendolo ai suoi numerosi impegni lavorativi. Il mio invito a voi lettori è quello di continuare a seguirla, per esempio sul suo profilo Twitter.

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