Intervista a Bruna Picchi, blogger de “Il Mondo di Athena”

Bruna Picchi Il Mondo di AthenaEcco uno dei pregiudizi più diffusi nel mondo del lavoro: le persone con una formazione umanistica non possano fare professioni tecniche. La realtà – che è sempre più forte della nostra visione limitata dei fatti – smentisce in continuazione questo pregiudizio, che comunque resiste imperterrito.

La chiacchierata che vi propongo oggi con Bruna Picchi – blogger de Il Mondo di Atena e laureata in Filosofia – dimostra che avere un solido background umanistico è un valore aggiunto, anche nel web. Insomma: Internet non è esclusivamente il regno degli informatici esperti di SEO e degli economisti esperti di web marketing. C’è spazio – e ce ne sarà sempre di più – anche per chi sa creare ottimi contenuti di qualità. E per chi sa mettere a disposizione del marketing le proprie competenze in fatto di comunicazione.

Andiamo perciò a conoscere meglio Bruna, cercando di capire da dove nasce il suo amore per la scrittura e per il blogging. Ma soprattutto: ascoltiamo dalle sue parole perché uno studente laureato in una disciplina umanistica può diventare un professionista che lavora sul web.

 

Ciao Bruna, e grazie della tua disponibilità. Inizierei chiedendoti di parlarci un po’ di te. Per esempio, qual è la tua formazione? E da dove nasce il tuo amore per la scrittura? Quand’è nata invece la tua passione per il web?
Grazie mille a Comunicare sul Web! Da dove inizio? Volevo fare l’astrofisico, ma la fisica non era il mio forte, così ho deciso di intraprendere una strada, quella della filosofia, che mi aveva sempre affascinata.
Ho sempre avuto una propensione particolare per la scrittura: m’è sempre riuscita discretamente bene, fin dalla scuola. Nonostante questo, per molto tempo l’ho trascurata, fino a quando non l’ho fatta confluire verso il mio interesse per il web. Che quest’ultima fosse una vera e propria passione l’ho compreso davvero solo un anno fa ed ho considerato che avrei potuto lavorare con questo magnifico strumento.

 

Un pregiudizio diffuso vuole che i laureati nelle discipline umanistiche si ritrovino con una laurea poco spendibile nel mercato del lavoro. Eppure io ci andrei piano col dire che essere laureati in Lettere o in Filosofia è uno svantaggio. Sono infatti parecchi i professionisti autorevoli del web che hanno quelle lauree. Secondo te, qual è il valore aggiunto che un laureato in una materia umanistica può portare sul web?
Hai detto bene, si tratta proprio di pregiudizio! Innumerevoli volte ho dovuto vedere le faccine scettiche o di derisione di chi mi ha chiesto “Che cosa fai nella vita?” espressione che detesto, perché riduttiva, semplificante: quante cose si fanno vivendo? Un’infinità! e s’è sentito rispondere che studiavo filosofia.
Credo che un percorso umanistico, in particolare quello filosofico, potenzi delle qualità che sono fondamentali sempre, per qualsiasi attività si voglia svolgere: non solo si migliora nell’esposizione verbale e nella scrittura, ma soprattutto ci si allena alla logica, al ragionamento sia induttivo sia deduttivo.
E non credo che sia finita qui: nelle persone tendenzialmente aperte alle novità, i percorsi umanistici consentono di rendere la mente ancora più plastica e flessibile. Penso che sia per questo che tanti professionisti del web provengono proprio da questo ambito di studi. Purtroppo non tutti i cosiddetti umanisti sono favorevoli a questo approccio, ma resto convinta che tali discipline vadano sempre arricchite di altri contenuti, che non le fanno essere meri esercizi di erudizione. Che ben vengano le ibridazioni!

 

Ci dai la tua definizione di contenuti di qualità?
Un contenuto di qualità è, prima di tutto, scritto bene e deve smuovere qualcosa nella persona che lo legge. Ad esempio, ciò che scrivo nel mio blog non ha a che fare con le vendite, ma con la condivisione di esperienze e di pensieri: se riesco ad avere una reazione da parte del lettore, il quale decide di condividere con me la sua esperienza, posso definirmi soddisfatta della qualità del mio lavoro. Naturalmente, si deve sempre far di meglio.

 

Nel tuo blog parli di cultura e di libri, ma anche di social media e di scrittura per il web. Quali sono a tuo giudizio le competenze di un bravo web writer? Secondo te, un blog può rappresentare un efficace strumento di personal branding?
Il bravo web writer scrive contenuti di qualità, per come li ho definiti poco fa! Sono convinta che il blog sia una buona vetrina, sempre che tale mezzo sia usato nella giusta maniera. Più o meno lo stesso discorso vale per i profili sui social network.

 

Quali sono state le difficoltà che hai incontrato nell’aprire e nel gestire il tuo blog? Come le hai superate?
Ad aprire un blog non ci vuol niente, le difficoltà arrivano quando passa il momento di entusiasmo iniziale e ti rendi conto, all’improvviso, di non sapere che cosa scrivere.
A me è capitato di avere cento idee che, là per là, mi son sembrate bellissime e che poi, il momento dopo, mi sono sembrate delle grosse stupidaggini. Bisogna averne cura, per cui le difficoltà si superano prima di tutto impegnandosi con costanza, dandosi un metodo.

 

So che stai approfondendo lo studio di una materia tra le più attuali nel panorama del web: il digital marketing nel settore del turismo. Ammettiamo che io sia il proprietario di una struttura alberghiera, dammi due-tre consigli a bruciapelo per migliorare la mia presenza online e, di conseguenza, per trasformarla in un alleato del mio business.
Non mi sento ancora in grado di dare suggerimenti, quindi ti rispondo assumendo la prospettiva di persona che ama viaggiare.
Prima di tutto, mi aspetto un sito strutturato in maniera semplice e funzionale, con un modulo per le prenotazioni facili da trovare e compilare, e immagini curate. Poi mi aspetto una newsletter, che mi informi delle promozioni o, perché no, degli eventi che si svolgeranno in zona. Infine, una presenza sui social network ben gestita.

 

C’è un social media che è più efficace degli altri per fare marketing nel settore turistico? Qual è il tuo preferito in questo senso?
Quello che preferisco è decisamente Facebook, per la semplicità, ma Google Plus deve esserci.

 

Ci puoi consigliare qualche libro o risorsa online che ti è stata particolarmente utile per la tua formazione?
Il primo manuale che ho letto è stato SEO. Ottimizzazione web per i motori di ricerca, di Davide Vasta. Ho letto due libri di Annamaria Testa: Farsi Capire e La pubblicità. Principalmente, seguo chi fa web marketing e ritengo che la miglior scuola consista nello scambio di idee e opinioni. I blog e i siti web dei professionisti sono per me di essenziale importanza!

 

Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli sul lungo periodo?
Purtroppo non ho ancora un lavoro, quindi non vedo l’ora di cominciare a mettere in pratica quanto ho appreso. In futuro mi piacerebbe avere una mia agenzia, magari cominciando con un co-working.

 

Ringrazio Bruna per il tempo che è riuscita a dedicarmi. Se anche voi siete studenti di una facoltà umanistica e desiderate un giorno lavorare sul web, vi consiglio di tener d’occhio Il Mondo di Athena. Se ancora non avete un blog, posso senz’altro suggerirvi di crearne uno, magari traendo ispirazione proprio dal bel progetto di Bruna.

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