Intervista a Luana Galanti, web content specialist

Luana Galanti content writerUn dato di fatto: l’espressione content marketing si sta diffondendo sempre più. Ed è un bene, perché fare marketing dei contenuti aiuta concretamente le aziende nel loro business. Insomma: i segnali sono incoraggianti, e sempre più imprese puntano sulla produzione di contenuti, con tutti i vantaggi che questa decisione porta.

Si fa presto però a parlare di creazione di contenuti. In realtà, progettare buoni contenuti non è per niente facile. Perché occorrono abilità e competenze specifiche, quelle che per esempio possiede Luana Galanti – questo è il suo blog personale –, web writer e web content editor marchigiana, che è la protagonista dell’intervista di oggi.

Luana mi ha colpito per l’esattezza della sua scrittura e per la sua capacità di creare valore attraverso i suoi articoli online. Andiamo perciò a scoprire quali sono i suoi trucchi del mestiere. Cerchiamo cioè di capire direttamente dalle sue parole come creare un contenuto in grado di raggiungere gli obiettivi desiderati e quali sono i segreti per comunicare in modo efficace sul web.

 

Ciao Luana, e grazie della tua disponibilità. Ti va di cominciare questa nostra chiacchierata raccontandoci qualcosa di te? Per esempio, qual è la tua formazione?
Ciao Alessandro, grazie a te per avermi invitata! Non ho una formazione umanistica, come si potrebbe pensare dato che mi occupo di scrittura, ma ho una laurea specialistica in Economia. E ti dirò di più: ho anche sostenuto l’esame di ammissione al dottorato di ricerca, che per fortuna ho fallito miseramente. Quindi ho deciso di mettere da parte bilanci e compagnia e qualche tempo dopo, un po’ per caso a dire la verità, ho realizzato quello che era il mio sogno da bambina: scrivere.

 

Ecco, spiegaci meglio com’è nata la tua passione per la scrittura e, in particolare, quella per il web.
Potrei dire che la mia passione per la scrittura sia innata. Ho imparato a scrivere intorno ai quattro anni e non ho mai smesso. Scrivere è sempre stato il mio modo preferito per esprimermi. Mi sarebbe piaciuto diventare giornalista, poi non so ancora bene perché ma ho accantonato l’idea. Chissà, magari se avessi incontrato Internet quindici anni fa avrei scelto già allora di fare questo lavoro.
L’incontro lavorativo con il web c’è stato nel 2011. Ho iniziato da articolista per un paid to write, non sapendo nulla di come si scrive per il web, ma mettendoci passione ed entusiasmo. Poi, articolo dopo articolo, ho capito quanto questo lavoro mi piaceva e ora eccomi qui!

 

Uno degli obiettivi della comunicazione online è creare valore per il proprio pubblico attraverso contenuti di qualità. Qual è la tua definizione di contenuti di qualità?
Potrei dirti che i contenuti di qualità sono quelli “utili, interessanti e pertinenti”, ma non mi piacciono le definizioni scontate, quindi cercherò di spiegare quello che è il mio punto di vista.
I contenuti di qualità possono avere tanti volti e fare un identikit non è così semplice. Di certo un contenuto di qualità è un contenuto ben scritto, in cui nulla è lasciato al caso. Ritengo che un contenuto sia davvero di qualità quando è capace di assorbire l’attenzione di chi legge dalla prima all’ultima parola e in cui la parte testuale, quella grafica e la struttura del sito si incastrano come pezzi di un puzzle.

 

A tuo giudizio, le aziende italiane hanno oramai compreso l’importanza di affidarsi a un professionista della scrittura per la stesura dei loro contenuti web? Oppure c’è tuttora un grave ritardo nel capire che il fai da te e l’approssimazione si traducono in un danno per il business?
Da quel che vedo c’è ancora tanto lavoro da fare. In molti pensano che per creare contenuti per un sito Internet basti saper mettere insieme alla buona un po’ di parole – tanto chi naviga non legge, no?. Il pensiero è che in fondo tutti sanno scrivere, e investire in contenuti testuali è ancora visto come una spesa superflua.
Credo che siano due i problemi di fondo: da un lato non viene ancora percepita l’importanza delle professioni digitali, dall’altro si sottostimano le opportunità di business che possono arrivare da una presenza online curata ed efficace. Professionisti e imprese hanno potenzialmente un miniera d’oro a portata di clic e non se ne rendono conto. Ma sono ottimista per il futuro.

 

Sei una freelance. Quali sono i pro e i contro di questa tua scelta?
Io credo che essere freelance più che un inquadramento lavorativo sia un modo di vedere il mondo. In questo senso credo di essere sempre stata freelance e quindi non avrei potuto fare una scelta diversa.
Data questa premessa, credo sia piuttosto chiaro che, per me, la cosa più bella di essere freelance – quella a cui non potrei mai rinunciare – è l’autonomia di organizzarsi senza vincoli. Si è liberi di decidere ogni giorno a quali condizioni e per chi lavorare, liberi di decidere il proprio orario di lavoro, di stabilire a che cosa dare priorità e che cosa mettere in secondo piano, di non dover chiedere permessi per vivere in orario da ufficio. In più, il freelance è un po’ il solo artefice del proprio destino ed è una bella sfida costruirsi il successo con le proprie mani.
Venendo ai contro, ce ne sono tanti: dai grandi contro legati agli aspetti burocratici all’incertezza dovuta al rapporto con i clienti. Inserisco tra i contro anche amici e familiari che non prendono sul serio il lavoro da freelance. Almeno: io ne ho sempre qualcuno in agguato pronto a segnalarmi improbabili offerte di lavoro o che mi chiede come va il mio lavoretto.

 

Quali sono, a tuo modo di vedere, le abilità principali che deve possedere un bravo web writer?
Riflettevo su questo qualche giorno fa e ho iniziato a fare un elenco mentale, stupendomi di quante fossero le cose da conoscere, tener presente e mettere in pratica per scrivere un buon testo. Elencarle tutte richiederebbe troppo tempo e troppo spazio, perciò mi limito a scegliere le tre che reputo più importanti, lasciando da parte gli aspetti più tecnici, che pure sono fondamentali. Un bravo web writer deve essere un ottimo osservatore, flessibile ed empatico.
In una giornata-tipo, un web writer scrive testi su tanti argomenti diversi e ogni volta è un lavoro che ricomincia da zero o quasi. Per flessibilità intendo la capacità di passare da un tipo di testo a un altro senza sacrificare la qualità e senza appiattire la scrittura. Essere empatici è essenziale: prima ci si deve mettere nei panni dei clienti, interpretare le loro richieste e capire quali sono i loro obiettivi, poi ci si deve calare nei panni dei lettori e anticipare le loro domande e le loro esigenze. Infine, bisogna essere degli instancabili osservatori. Si possono ricevere preziosi spunti di riflessione e ispirazioni anche dalle situazioni più inaspettate, perciò è importante essere sempre all’erta e guardare tutto e tutti con occhi curiosi.

 

Tra le persone che ci leggono ci saranno di certo alcuni studenti universitari che stanno pensando di diventare business writer, proprio come te. Quali consigli gli puoi dare affinché evitino gli errori classici dei business writer esordienti?
Qualche consiglio lo do volentieri, anche se sono dell’idea che di errori bisogna farne. Quando ho iniziato a scrivere qualche anno fa ho letto i consigli dei professionisti e li ho ignorati sistematicamente. Adesso mi rendo conto che qualcuno di loro aveva ragione, ma ho preferito verificarlo con mano, diciamo così.
Quindi, cari studenti, sappiate che ho scritto per compensi ridicoli, che ho sfruttato poco le potenzialità dei social network, che non ho partecipato a un sacco di eventi live e di corsi che avrebbero proprio fatto al caso mio.
So bene che per chi si affaccia al mondo del web writing è difficile trovare un lavoro pagato dignitosamente, ma non regalate la vostra voglia di imparare troppo a lungo. Studiate bene i social network, capite i punti di forza di ciascuno e sfruttateli per conoscere i professionisti del settore che vi interessano, per imparare e per farvi conoscere pian piano. Seguite corsi, partecipate a eventi, leggete tanto, non fidatevi ciecamente di quello che leggete e imparate ad analizzare con occhio critico i testi che funzionano. Ci vogliono tempo e pazienza, ma allenate il vostro occhio a sezionare i post e i testi che vi colpiscono. È il miglior modo di imparare.

 

Puoi suggerirci qualche libro o qualche sito sul web writing che hai trovato davvero formativi?
C’è un libro che considero il mio testo sacro del web writing, lo dico sempre: è Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada. Seguire il suo blog, leggere con attenzione i quaderni de Il mestiere di scrivere (i PDF scaricabili che raccolgono vecchi post del blog) e leggere i suoi libri è doveroso per ogni persona che voglia fare della scrittura sul web il proprio lavoro. Non ho ancora letto Lavoro, dunque scrivo!, ma è in cima alla pila delle prossime letture, e lo farò al più presto. So già che sarà straordinario, come lo è tutto ciò che porta la sua firma.
Altri due blog che suggerisco sono quelli di Pennamontata e quello personale di Valentina Falcinelli: che cosa c’è di più formativo di un blog che dà consigli di copywriting mostrando esempi concreti di che cosa fare e di che cosa non fare?

 

Pare che il primo blog sia nato nel 1997. Una vita fa, se misuriamo questo lasso di tempo con il metro del web, un ambiente in cui tutto invecchia presto. Secondo te, il blog continua a essere un efficace strumento di comunicazione sia per le aziende che per i singoli professionisti?
Sì, il blog è indubbiamente efficace, ma va usato bene e non lo si deve aprire per forza né lo si deve aprire subito. Soprattutto, bisogna avere ben chiaro quali risultati si vogliono ottenere dal blog. Occorrono una strategia precisa e tanto lavoro, ma lo strumento blog è più vivo che mai.

 

Siamo in dirittura d’arrivo di questa intervista. Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli sul lungo periodo?
Entro i prossimi mesi vorrei riuscire a migliorare l’organizzazione del tempo, leggere le decine di libri che ho accumulato e dedicare il giusto spazio al mio blog. In cima alla lista dei progetti a più lungo termine, invece, ce n’è uno non lavorativo: viaggiare.

 

Ringrazio Luana Galanti per il tempo che è riuscita a dedicarmi. A voi tutti consiglio di continuare a seguirla, non solo sul suo sito web, ma anche sul suo profilo Twitter, dove Luana fa un ottimo lavoro di content curation, condividendo alcune delle news più importanti e utili che riguardano la comunicazione online.

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