10 errori gravi che un blogger deve evitare!

blog bloggerQuali sono gli errori da evitare con cura quando ci si appresta a creare un blog? A questo importante interrogativo risponde una simpatica e sintetica infografica (a destra, clicca per ingrandirla) di Link Boost Up.

I consigli contenuti in essa si rivelano così utili che valgono non solo per i blogger principianti, ma anche per gli autori che gestiscono un blog da anni. E una buona parte di questi suggerimenti è adeguata perfino a quanti si stanno domandando come creare un sito web efficace. Insomma: fare un ripasso di questi argomenti è proprio utile, per non scordare mai ciò che è deleterio per il nostro diario online, ciò che può impedirci di diventare blogger di successo!  🙂

Come si sa, aprire un blog è un’operazione relativamente semplice: non occorrono grandi conoscenze tecniche, soprattutto se si decide di usare un CMS. Però, è altrettanto facile fare errori grossolani nella creazione di contenuti per il blog. E anche questo può portare al rallentamento della crescita del nostro progetto online e, in alcuni casi, addirittura al suo fallimento.

Bisogna quindi stare attenti, e dotarsi quanto prima di una mentalità da professionisti del web 2.0. Soprattutto se il proprio intento è quello di guadagnare con un blog, cioè di fare soldi online con i propri post, e non solo quello di condividere in Rete le proprie opinioni.

Ma non perdiamo altro tempo: l’argomento l’ho inquadrato in maniera più che chiara. Perciò, andiamo subito a vedere quali sono i dieci errori peggiori che un blogger può fare nel gestire il proprio blog!

 

1. Non concentrarsi sulla giusta nicchia

Non si può fare un blog in cui si parla di tutto. Perché chi vuole parlare di tutto, chi vuole accontentare tutti, alla fine, non soddisfa proprio nessuno. Occorre perciò realizzare un blog che tratti uno e un solo argomento, e molto preciso.
Dunque, il primo errore che un blogger o un’azienda che ha aperto un blog possono commettere è proprio quello di rivolgersi a una o più nicchie sbagliate. Questo può succedere per due motivi. Il primo è che si è andati fuori tema, analogamente a quanto accade spesso agli studenti nei loro elaborati scolastici. Il blogger si è cioè fatto prendere la mano e ha sconfinato in altri territori, che però appartengono ad altre nicchie. Di conseguenza, la sua azione di blogging perderà efficacia, poiché il pubblico della sua nicchia, quella vera, smetterà pian piano di seguirlo.
Il secondo motivo per cui un blogger o un’azienda che hanno stabilito di costruire un blog possono andare “fuori tema” è l’aver sbagliato la scelta della nicchia. Qui non c’è alcun errore di sconfinamento: è proprio sbagliata la scelta di posizionamento! E anche questo secondo errore – come si può facilmente immaginare – costa molto caro.
Insomma: la nicchia a cui rivolgersi deve essere scelta con estrema attenzione: deve cioè esserci perfetta coerenza tra i contenuti web che vengono postati sul blog e il pubblico online a cui tali contenuti sono destinati. In particolare, la nicchia deve essere selezionata in base alla coerenza tra essa e gli interessi e la professionalità del blogger. Oppure, se parliamo di una azienda, l’attenzione deve essere rivolta alla coerenza tra la nicchia e il settore commerciale in cui opera l’azienda.

 

2. I titoli dei post non attirano l’attenzione

Un blogger deve scrivere contenuti di qualità e poi creare per essi dei titoli che hanno grande appeal presso chi li legge. In pratica: i tuoi post devono avere titoli – mi riferisco al testo contenuto nei tag H1 – capaci di attivare l’attenzione dei visitatori del tuo blog.
In effetti, è un grave errore scrivere contenuti web originali, pertinenti e di grande valore, ma poi abbinarli a titoli piatti, mosci, sciatti! Da’ un po’ di brio ai tuoi titoli! Si accattivante, invoglia i lettori a tuffarsi nella lettura di ogni tuo contenuto postato sul blog!
Come fare per ottenere questo effetto di coinvolgimento nella lettura attraverso i titoli? Leggi per esempio quanto ho scritto nel mio post su come scrivere titoli capaci di attirare l’attenzione.

 

3. Pubblicare contenuti di scarsa qualità

Ecco un errore davvero deleterio, che può stroncare qualsiasi tua ambizione di blogger che è alla ricerca del successo. Perché? Ma perché gli utenti web vogliono leggere solo contenuti di grande qualità, cioè contenuti originali, pertinenti e utili, vale a dire contenuti che gli risolvono i problemi, che gli danno informazioni concrete, che li arricchiscono.
Se invece sei un blogger che progetta e pubblica contenuti scadenti – non voglio nemmeno immaginare che tu sia uno di quei presunti blogger che fanno contenuti duplicati perché copiano il lavoro altrui! –, non puoi pretendere di diventare autorevole per la tua nicchia. E non puoi nemmeno aspirare ad avere chissà quale traffico web.
Insomma: è l’antico do ut des. Se crei contenuti di valore, riceverai in cambio attenzione e considerazione da parte dei tuoi visitatori. La qualità, così come il lavoro duro, sul web pagano.

 

4. Ignorare le regole del web writing

La scrittura sul web ha regole proprie, che sono molto differenti rispetto a quelle della scrittura tradizionale, cioè rispetto a quelle che si usano per la carta stampata. Tant’è vero che è nata una disciplina come il web writing, che indica quali sono le norme per poter comunicare in modo efficace attraverso i contenuti web.
Un blog fa parte a pieno titolo degli strumenti per fare comunicazione online. Dunque, nello scrivere un post, un blogger deve sempre assoggettarsi alle regole del web writing. Altrimenti, la leggibilità dei suoi contenuti ne sarà gravemente danneggiata. E la sua immagine di professionista del blogging subirà un grave danno, perché non si può pretendere che un professionista del web 2.0 non conosca le norme con cui si deve scrivere online nel 2013!

 

5. Scrivere in modo autoreferenziale

Questo è per esempio un errore classico che viene commesso nei blog aziendali. Un blog di un brand o di una PMI non dovrebbe mai essere autoreferenziale, cioè mai dovrebbe parlare fino alla noia della bontà dei prodotti o dei servizi che la società commercializza sul mercato.
Fare un po’ di marketing quando si scrive è fisiologico e, entro certi limiti, accettabile. Dopo tutto si tratta di presentare le proprie offerte commerciali sotto una buona luce. Per le persone, questo si traduce nel fare un po’ di personal branding. Ma non bisogna mai farsi prendere la mano, pensando che il proprio blog sia un piedistallo da cui urlare con un megafono a tutto il mondo del web le proprie virtù, presunte o reali che siano.
Occorre quindi sobrietà. E soprattutto occorre resistere alla tentazione di millantare. In un blog ci si può mettere in mostra, certo, ma bisogna farlo tenendo i piedi inchiodati per terra. E ricordando che lo scopo principale del blog è e rimane il seguente: creare valore concretamente spendibile per chi legge.

 

6. Pubblicare post senza una scadenza regolare

Un blogger deve avere un vero e proprio piano editoriale. Deve cioè pubblicare i post a scadenze regolari, che lui stesso ha deciso, all’atto della creazione del blog.
In questo senso, se per esempio decidi di mettere online due-tre post a settimana, devi poi rispettare questa scadenza. Perché il web è pieno zeppo di blogger che hanno iniziato bene, ma che poi si sono afflosciati, pubblicando i loro contenuti web una volta ogni tanto.
Un blogger deve invece essere coerente e costante. Se hai stabilito un certo piano editoriale, lo devi rispettare. La differenza tra un blogger che ottiene successo e uno che invece rimane un dilettante sta anche in questo dettaglio. Senza contare che un pubblico che ti vede scrivere post in maniera sempre più rarefatta si disaffezionerà in fretta. E, come si suol dire a riguardo della Rete, la concorrenza è a solo un clic di distanza da te…

 

7. Non curare gli aspetti social del blog

In sostanza, si tratta di non dare alcun peso al fatto che i social network sono importantissimi per la diffusione dei contenuti di un blog. Per essere ancor più chiaro: l’errore che molti blogger fanno è quello di non mettere a disposizione nei loro post i pulsanti di condivisione sui principali social network usati dal pubblico della loro nicchia.
Un altro errore è quello di non creare un profilo sui social network in cui si trova la maggior parte degli utenti web della nicchia di riferimento. Si sa: oggi come oggi, la gente non cerca più contenuti di qualità solo attraverso i motori di ricerca. Siccome passa un sacco di tempo sui social network, li cerca anche lì. Dunque, è obbligatori che un bravo blogger crei un profilo per il proprio diario in Rete su quei social network. Sennò correrà il serio rischio di rinunciare ad attingere da quell’amplissimo bacino d’utenza che è costituito dai social network.

 

8. Non ascoltare il proprio pubblico

Il pubblico di un blog e, più in generale, l’intera nicchia costituiscono un target con esigenze ben specifiche. Se un blogger rimane in ascolto attivo del proprio pubblico e della propria nicchia, saprà cogliere con tempismo le necessità dei propri utenti web. Per dirla meglio: chi ascolta con attenzione le persone a cui si rivolge, saprà cogliere ogni loro cambiamento di esigenze, di gusti, di mentalità.
Questo significa che un blogger o un’azienda in ascolto sapranno sempre anticipare le necessità della loro nicchia. O almeno: difficilmente si faranno cogliere impreparati da eventuali novità. E questo si traduce nell’essere sempre un passo in anticipo nei confronti degli altri blogger e delle altre aziende concorrenti. Mica poco!
Certo, lavorare così costa parecchia fatica. Ma è una strada obbligata. Altrimenti, il pericolo è quello di continuare a scrivere post che non interessano oramai più nessuno, perché trattano temi obsoleti. E la naturale conseguenza di un simile atteggiamento cieco è perdere man mano visitatori, anche tra quelli fidelizzati.

 

9. Non rispondere ai commenti sul blog

Un blog è un diario in Rete che mostra a tutto il web i pensieri e le passioni del blogger che ne è l’autore. Un blog è però anche interazione: attraverso i commenti, infatti, i visitatori possono esprimere le proprie opinioni e anche le proprie critiche negative sugli argomenti postati.
Non rispondere ai commenti altrui è un grave errore da parte di qualsiasi blogger, perché ciò forza il piano della comunicazione su binari unidirezionali. Per la serie: io posto e voi leggete e state zitti! Tutto ciò è ovviamente inaccettabile nel web, e a maggior ragione in quello 2.0. Perciò, se sei un blogger che vuole comunicare online come si deve, rispondi a qualsiasi commento di qualsiasi tuo visitatore, anche se quella persona si dimostra critica nei confronti dei contenuti da te pubblicati. Dopo tutto, rispondere a chi ci dà attenzione è anche una questione di buona educazione.

 

10. Ignorare la search engine optimization

La SEO non è morta, come alcuni sprovveduti sostengono. Al limite, la search engine optimization fa come l’energia: cambia forma, ma di certo non si distrugge!  🙂
Quindi, se vuoi avere più possibilità che i tuoi contenuti raggiungano con precisione la tua nicchia e, al tempo stesso, se desideri ottenere un incremento nel traffico web verso il tuo blog, impara almeno le basi della SEO. E tieniti aggiornato su ogni suo cambiamento sostanziale, come per esempio quello legato all’introduzione di Google Hummingdird. Perché nel 2013 è proprio inverosimile rinunciare alla SEO e a tutto ciò che di buono può fare per la crescita e per l’affermazione di un blog!

 

Ecco, questi sono i dieci errori che, per l’infografica riportata, rappresentano gli sbagli più stupidi che un blogger possa commettere. Tu come la vedi? Secondo te, è corretta questa lista? Avresti altri errori da inserire nell’elenco? Lascia un commento qui sotto e condividi con noi quali sono, a tuo modo di vedere, gli errori più gravi e imperdonabili che un blogger può commettere nel gestire il suo blog nel 2013!

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