Contenuti di qualità: che sono? Quale il giusto prezzo?

web writing, web writer e contenuti di qualitàIn questo post parlerò di due cose. La prima è la differenza tra contenuti di qualità e contenuti web scadenti. Alla fine della lettura sarà chiaro a tutti come distinguere i primi dai secondi. Sarà cioè chiaro come distinguere il lavoro di un web writer professionista da quello di chi si improvvisa redattore per il web senza padroneggiare la disciplina del web writing.

La seconda cosa di cui parlerò è il prezzo per ogni contenuto di qualità che i web writer statunitensi chiedono – e ottengono! – ai loro committenti. Se siete web writer e ogni volta che leggete di questo argomento vi vengono il mal di stomaco o la colite nervosa, evitate di leggere questa seconda parte! Ehi, io vi ho avvertiti!  :-)

Comincio con l’osservare che, oggi come oggi, i contenuti di qualità sono vitali sia per i lettori di un sito web (o di un blog) che per i motori di ricerca. Con l’avvento di Google Panda e di Google Penguin, i contenuti duplicati, quelli di scarsa qualità e quelli poco pertinenti rispetto ai bisogni informativi degli utenti di una nicchia sono diventati più che inutili. In effetti, sono diventati addirittura dannosi, poiché possono comportare una penalizzazione da parte di Google.

Inoltre, dato che i social media stanno assumendo un’importanza sempre più crescente, i contenuti di qualità devono anche invogliare gli utenti dei social network a condividerli sui loro profili personali.

Da tutto ciò consegue evidentemente che creare contenuti web di grande qualità è un lavoro difficile. Bisogna perciò commissionare questa attività solo a chi la sa fare con professionalità, solo a chi sa ottenere risultati concreti nella scrittura per il web.

Sull’importanza dei contenuti di qualità ho scovato un’infografica (a destra, clicca per ingrandire) di Expand 2 Web. L’infografica è interessante per due motivi, che sono quelli che ho citato a inizio post. Il primo è che l’infografica mostra quali sono le differenze tra i contenuti web scadenti e i contenuti di qualità. Il secondo è che essa dà riferimenti sulle cifre che si spendono in USA per commissionare la realizzazione di contenuti per il web. Nello specifico: per un contenuto scadente si pagano circa cinque dollari, mentre per un contenuto di qualità si pagano centocinquanta o più dollari.

La seconda osservazione è, a mio giudizio, anche più interessante della prima. Ma andiamo con ordine, e cominciamo a vedere quali sono le differenze tra un contenuto web scadente e un contenuto di qualità.

 

CONTENUTI WEB SCADENTI CONTENUTI DI QUALITÀ
Lunghezza di 200-300 parole e contenuto evidentemente banale. Lunghezza di 600 e più parole e contenuto molto ben scritto.
Contenuto non originale, praticamente copiato da qualche altra fonte sul web non meglio identificata. Contenuto originale, scritto appositamente per il committente e per le esigenze della nicchia di mercato a cui si rivolge.
Contenuto che non dimostra alcun approfondimento: nessuna fonte riportata, nessun virgolettato, nessun fatto citato a sostegno delle tesi espresse nell’articolo. Contenuto che dimostra approfondimento dei temi trattati: sono riportati fatti, immagini, link, fonti, virgolettati a sostegno delle tesi sostenute nell’articolo.
Presenza nel testo del contenuto web di refusi, se non addirittura di errori di ortografia, di grammatica e di sintassi! Il contenuto web presenta un’eccellente qualità anche nell’italiano che è stato adoperato per scriverlo.
Nessuna ottimizzazione SEO del contenuto web. Il web writer che crea contenuti di qualità cura anche l’ottimizzazione SEO degli articoli o dei post che scrive.
Il contenuto web viene girato al committente su un file Word. Sta poi al committente pubblicarlo online. Il contenuto viene direttamente scritto e pubblicato dal web writer, attraverso il CMS del committente.
I contenuti sono sfornati dal web writer in serie. Nessuna possibilità da parte del committente di discutere una personalizzazione del lavoro. Con il web writer è possibile un accordo (anche sul prezzo) per una serie di contenuti di qualità scritti ad hoc sulle esigenze del committente.
Scarsissime le possibilità di condivisione sui social media, data la bassa qualità dei contenuti web in questione. Le possibilità che questi contenuti di qualità siano condivisi sui social media è alta.

 

L’infografica si chiude con un’osservazione che introduce il secondo tema, quello del prezzo che un web writer professionista può chiedere per il proprio lavoro. In sostanza, l’infografica dice che esiste uno “sweet spot”, cioè un punto ottimale, raggiunto il quale si è certi che un committente avrà dal web writer contenuti di qualità. Questo “sweet spot” è rappresentato dalla cifra di cinquanta dollari.

Insomma: per cinquanta dollari si deve pretendere (e ottenere) che il web writer crei contenuti di qualità con le seguenti caratteristiche:

  • si tratta di contenuti web originali;
  • che contengono 400-600 parole;
  • che sono ottimizzati in chiave SEO;
  • che includono un’immagine e alcuni link ad altre pagine del sito web o del blog del committente;
  • che vengono pubblicati direttamente dal web writer attraverso il CMS del sito web o del blog del committente.

contenuti di qualità

La successiva nota nell’infografica dice che il prezzo citato è indicativo, poiché la sua determinazione esatta dipende da molti fattori. Ma la sostanza non cambia.

Che dire su questo? Expand 2 Web parla di cifre che riguardano il mercato statunitense. Qualsiasi web writer, anche esordiente, sa benissimo che la realtà italiana è distante anni luce. La qualità in USA è remunerata, qui da noi no!

Oggi mi sento crudele e allora voglio rigirare il coltello nella piaga. Perciò, vi faccio notare anche altre cose. Il post di Expand 2 Web ha attualmente sessantadue commenti. Me li sono letti tutti. I commenti sono interessanti almeno quanto i contenuti del post. Nessun commentatore si lamenta che cinquanta dollari siano un prezzo troppo alto! Anzi: ci sono committenti che dichiarano di faticare a trovare web writer affidabili, e che sarebbero disposti ad alzare i compensi oltre i cinquanta dollari pur di trovare un professionista della scrittura online capace di creare contenuti di qualità del tipo illustrato in infografica! Altri commentatori dicono che cinquanta dollari rappresentano un valore di soglia troppo basso! C’è addirittura chi dice di farsi pagare fino a un dollaro a parola! E c’è chi dice che i contenuti di qualità dovrebbero contenere almeno settecentocinquanta parole e che, a qual punto, il giusto prezzo sarebbe almeno cento dollari! Quest’ultima affermazione viene criticata da alcuni, per la serie: “Solo cento dollari per un post di almeno settecentocinquanta parole?!?”.

Ragazzi, che dire? Siamo nati nel Paese sbagliato? Dobbiamo tutti correre a imparare l’inglese alla perfezione? Gli Stati Uniti sono un caso talmente a parte che è scorretto paragonarci a loro? Io non so bene che dire. La mia convinzione è comunque che, qui da noi, i contenuti di qualità non siano apprezzati come dovrebbero. Cioè: non se ne valuta correttamente l’importanza. Di conseguenza, diventano un miraggio perfino quei cinque dollari per duecento parole che, in USA, rappresentano la giusta (e schifosa) paga per contenuti web indecenti.

E tu che ne pensi? Sei un web writer o un committente? Ti va di dire la tua? Sei d’accordo con la definizione di contenuti di qualità dell’infografica? Che cos’è per te un contenuto web di buona qualità? E che ne pensi dei compensi citati nel post? E di quelli ben più magri che sono offerti ai professionisti del web writing qui in Italia?

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9 pensieri su “Contenuti di qualità: che sono? Quale il giusto prezzo?

    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Alessandro,

      Ciò che ipotizzi ha molte probabilità di avverarsi, se continueranno qui da noi a esserci prezzi assolutamente inadeguati alla qualità dei contenuti che sanno creare i tanti bravi web writer che operano sul mercato.

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      1. Alessandro Madeddu

        Si direbbe che la corsa sia al ribasso. Qualunque contenuto va bene, basta che costi poco. Raffrontato al prezzo, tutto perde importanza. “A basso costo, e preferibilmente gratis”, è il motto del datore di lavoro :)

        Per altro: vedo che sono in aumento i siti “pigliatutto” sui quali si può scrivere di qualunque argomento in 300 parole: di qualunque argomento e in particolare di smartphone… “chissà perché”.

        Le 300 parole e questo genere di siti si diffondono come il raffreddore ma fanno più danni della sars.

        Si dovrebbe studiare il fenomeno…

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        1. Alessandro Scuratti Autore articolo

          Hai ragione, ahinoi.

          In questo senso, confido in Google Panda 2.0. Insomma: spero che una mano possa venire dagli aggiornamenti all’algoritmo del motore di ricerca. Una bella raffica di penalizzazioni alle tonnellate di contenuti mediocri presenti online potrebbe cambiare qualcosa.

          Staremo a vedere! :-)

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  1. Laura Bottazzi

    Ciao Alessandro,
    purtoppo molti confondono ancora i contenuti di qualità, con i contenuti di “banalità”; sta a noi lavoratori delle parole, far capire ai nostri clienti l’importanza di un testo scritto bene e pagato altrettanto bene. Il più delle volte mi sento una Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento, ma non mi arrendo!
    Complimenti per il tuo utile blog!

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Laura,

      Sono d’accordo con te: saper valorizzare il proprio lavoro è fondamentale!

      Io spero che una mano la dia il prossimo Google Penguin 2.0. Spero davvero che sia efficace e che massacri i “contenuti di banalità”, come li chiami tu. :-)

      Forse, a quel punto, si capirà che i contenuti di qualità sono realmente indispensabili. E per i web writer ci saranno molti più spazi.

      Speriamo!

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  2. Daniele

    Condivido quanto mostrato nell’infografica, ma non è una novità per me. Ho letto annunci di “lavoro” in cui si cercavano blogger e il prezzo offerto era la solita miseria di 2 euro o, peggio, di una percentuale ricavata con gli adsense… E ho letto blog americani che cercano blogger per scrivere post di qualità e i prezzi offerti erano di 50 dollari minimo, che potevano aumentare in base alle condivisioni ricevute dal post.

    Due mercati differenti? No, due differenti approcci nei confronti di ciò che rende reale il web: i contenuti.

    Mi hai dato l’idea per un post futuro, ti citerò.

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Daniele,

      Sono d’accordo con te da alfa a omega. È evidente che negli USA hanno capito da tempo l’importanza di creare contenuti di qualità. E danno un giusto compenso a chi li sa scrivere. L’Italia, in paragone, è ferma al Medioevo. O peggio.

      Grazie dell’eventuale citazione. Viene da un grande professionista della scrittura come te: la considero un onore.

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