Il content marketing e le equazioni di Maxwell

equazioni di MaxwellQuand’ero uno studente di Ingegneria ed ero ancora convinto che nel mio futuro ci sarebbero stati differenziali e integrali, frequentai anche il corso di Fisica II. Mi ricordo ancor oggi la fatica fatta per prepararmi per l’esame. Ma qui voglio parlarvi del primo giorno di lezione di quell’insegnamento.

Di norma, all’inizio di un ciclo di lezioni, l’insegnante entra in aula, si presenta e fa il punto su quello che gli studenti dovranno aspettarsi dalle lezioni. L’insegnante dà anche suggerimenti su come studiare la materia, sui libri di testo e sullo svolgimento della prova d’esame.

La prima lezione di Fisica II mi stupì parecchio, perché l’insegnante non fece alcunché di ciò che i professori di solito fanno. Appena entrato in aula, senza dire una parola, si avvicinò alla lavagna, prese il gessetto e scrisse le quattro equazioni di Maxwell – che descrivono i fenomeni elettromagnetici e che potete osservare, nella loro forma differenziale, nell’immagine qui a destra.

Noi studenti eravamo sia perplessi che incuriositi. Scritte le equazioni, l’insegnante si girò verso l’aula e disse: “Queste sono le equazioni di Maxwell. Ecco, il corso di Fisica II potrebbe essere finito già ora. In realtà, passeremo i prossimi sette mesi a commentare queste quattro equazioni e le loro principali conseguenze”.

Un inizio memorabile, non è vero? Un inizio che mi è ritornato in mente qualche giorno fa, quando riflettevo se esistesse una definizione precisa e sintetica dei contenuti di qualità. Una definizione di stampo matematico non può certamente esistere, perché le parole non hanno l’esattezza delle formule matematiche. O meglio: hanno un altro tipo d’esattezza.

Però, se proprio dovessi sintetizzare che cosa intendo per contenuti di qualità, potrei dire che un contenuto di qualità è un contenuto che crea valore per qualcuno. Qualcuno chi? Risposta facile: il pubblico della nicchia per il quale è stato scritto. Quindi, se potessi sostituirmi al professore di Fisica II e dovessi presentarmi alla prima lezione di un corso sul content marketing, entrerei in aula e – volendo imitare in tutto e per tutto quell’insegnante – prenderei il gessetto e scriverei sulla lavagna questo comandamento:

CREA VALORE PER IL TUO PUBBLICO.

Fatto ciò, mi girerei verso gli studenti e gli direi: “Bene, il corso di content marketing finisce qui. Passeremo i prossimi giorni-settimane-mesi a commentare questa frase di sole sei parole e a fare esempi che riguardano la sua applicazione pratica”.

Immagino il panico che si diffonderebbe tra gli studenti!  🙂  Però, tutto sommato, non credo proprio che avrei detto una scemenza. In effetti, che altro sono i contenuti di qualità se non qualcosa che è utile a uno specifico target? In fin dei conti, sul web, il metro di giudizio della qualità è spesso la sua utilità.

A questo punto, mi rivolgo a te. Al di là dell’aneddoto gustoso, pensi che possa esistere una definizione precisa di contenuti di qualità? E poi: il metro di giudizio della qualità sul web può coincidere in larga parte con l’utilità? Oppure c’è dell’altro da considerare? Fare content marketing efficace significa soprattutto – se non esclusivamente – creare valore per i propri lettori? E per finire: qual è la tua definizione di contenuti di qualità?

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