Il content curator: l’esperto della content curation

content curatorQuella del content curator è una delle professioni del Web 2.0 che non avevo ancora descritto in questo blog. Rimedio oggi. E lo faccio perché la figura del curatore di contenuti è estremamente importante. Lo è perché la mole di contenuti presenti nel web è pazzesca: c’è davvero bisogno di qualcuno che sappia distinguere ciò che vale dalla fuffa.

Nonostante sia un mestiere utilissimo, quello di content curator è tutto sommato poco conosciuto. Merita quindi un ritratto, seppur veloce. E poi, una definizione delle mansioni che questo professionista deve svolgere e delle competenze che deve possedere potrà esser d’aiuto ai ragazzi che vogliono imboccare questa strada lavorativa.

Bene, provo allora a dare una definizione di content curator. In estrema sintesi, il curatore dei contenuti è quel professionista del web che si occupa della content curation. Deve cioè reperire contenuti di qualità che riguardano un tema specifico e che sono stati scritti da altri – giornalisti, esperti, blogger, marketer ecc. –, e poi riproporli a un pubblico interessato proprio a quello specifico tema.

A me piace fare un’analogia tra la figura del content curator e quella del cercatore d’oro. Così come quest’ultimo passa le giornate a setacciare i greti dei fiumi, alla ricerca di qualche pepita di metallo prezioso, allo stesso modo chi si occupa di content curation setaccia il web, alla ricerca di qualche contenuto di valore da riproporre a una particolare nicchia di utenti.

Se vogliamo metterla su un piano più simpatico, il curatore di contenuti è come un cane da tartufi.  🙂  I tartufi sono ovviamente i contenuti di qualità, a cui il content curator dà instancabilmente la caccia.

Ma facciamo un passo avanti. Che cosa fa un content curator nello specifico? Ecco un esempio delle azioni che può svolgere durante la sua attività di content curation:

  • Definisce continuamente gli ambiti e i limiti entro cui la sua ricerca di contenuti di valore deve muoversi.
  • Scova sul web contenuti di qualità e li cataloga. Vale a dire: il content curator individua contenuti di grande utilità e li etichetta, cioè li fa rientrare in una delle nicchie tematiche che riguardano il suo raggio d’azione.
  • Monitora continuamente l’affidabilità delle fonti che gli permettono di individuare contenuti di qualità. Faccio un esempio, per chiarire. Un sito fino a poco tempo prima affidabile può diventare in poco tempo un sito che pubblica fuffa, ed è quindi il momento di toglierlo dal proprio aggregatore di news. Verificare attentamente le fonti è fondamentale. Altrimenti, si rischia di condividere contenuti solo apparentemente di elevata qualità, ma che non sono autorevoli nella sostanza.
  • Monitora di continuo le keyword della nicchia. Può infatti succedere che nascano nuove parole chiave nella nicchia in cui il content curator lavora. Queste nuove keyword vanno per esempio aggiunte agli alert di Google, per non perdere una fetta di informazioni potenzialmente interessanti per il pubblico.
  • Aggrega, filtra, seleziona più contenuti assieme. In pratica: il content curator può riproporre non solo un contenuto singolo, ma anche tutta una serie di contenuti che riguardano uno specifico tema. In questo caso, il content curator diventa egli stesso un creatore di contenuti, perché deve esser capace di presentare al pubblico il gruppo di articoli o post che ha individuato, spiegando ai lettori qual è il denominatore comune della selezione proposta. Ecco, in quest’ottica, il content curator deve saper fare un ottimo lavoro di contestualizzazione.
  • Pubblica e condivide. Questo è solo l’ultimo e più evidente step del lavoro che è chiamato a fare il content curator. E non è di certo il più semplice. In effetti, come già detto al punto precedente, il curatore di contenuti deve saper presentare ciò che condivide. Una condivisione frettolosa e non contestualizzata sarebbe a tutti gli effetti inaccettabile.

 

Adesso, cerchiamo di capire quali sono gli obiettivi che un curatore di contenuti vuole raggiungere attraverso la sua attività online. Ecco alcuni dei più importanti risultati che un content curator insegue:

  • Selezionare contenuti di qualità, facendoli emergere dall’assordante rumore di fondo del web.
  • Organizzare informazioni, dandogli un senso secondo una logica prestabilita.
  • Far guadagnare tempo ai suoi lettori, che altrimenti dovrebbero fare da soli il duro lavoro di content curation.
  • Far conoscere a un pubblico specifico nuove risorse autorevoli.
  • Partecipare dell’autorevolezza dei contenuti che ha condiviso nella nicchia.

 

Torno sull’ultimo punto della precedente lista. Se un content curator è davvero bravo, saprà scovare nel web contenuti di grande qualità. Riproponendoli al suo pubblico, il curatore di contenuti gode di riflesso dell’autorevolezza degli articoli e dei post che ha condiviso. In altre parole, è quasi come se si applicasse la proprietà transitiva: il curatore è toccato dalla qualità dei contenuti di valore che ha individuato e girato al target. Se vogliamo, questo è il premio che ottiene dal suo lavoro certosino di ricerca e condivisione di materiale di valore.

Quali sono le competenze di un bravo content curator? Anche in questo caso, l’elenco potrebbe essere parecchio lungo, dato che un curatore di contenuti deve avere una preparazione multidisciplinare. Mi limito perciò a citare le competenze più comuni. Dunque, un professionista della content curation deve:

  • Conoscere molto bene la nicchia a cui si rivolge e i suoi bisogni. Parte tutto da qui: se il content curator sa quali sono le necessità del target, saprà come soddisfarle al meglio.
  • Avere fiuto, cioè saper riconoscere al volo un contenuto che ha una qualità sopra la media. Questa sensibilità si sviluppa con l’esperienza.
  • Possedere eccellenti doti di comunicatore. In fin dei conti, quella di content curator è una professione legata alla comunicazione. Quindi, chi fa questo lavoro deve saper scrivere in maniera efficace. Per esempio, proprio per il lavoro di filtro che è chiamato a fare, la sintesi è una caratteristica molto apprezzata in un content curator.
  • Essere tempista. Esistono infatti notizie e informazioni che hanno un ciclo di vita molto breve. Chi cura i contenuti deve individuarle e riproporle nei tempi giusti, altrimenti sarà come passare al proprio pubblico un cartone di latte scaduto da una settimana.
  • Verificare le fonti. Per la serie: mai dare alcunché per scontato. È comprensibile che la fretta possa giocare brutti scherzi e che perfino le fonti più autorevoli possano ogni tanto prendere un granchio. Ma un content curator efficace è sempre attento nella verifica di ciò che passa al suo pubblico.
  • Conoscere bene l’inglese. Oggi come oggi, moltissimi contenuti di qualità provengono dal web anglosassone. Non è così per tutte le nicchie, ma per una buona parte sì. Per esempio, nella nicchia del digital marketing è assolutamente così. Ecco allora che è indispensabile che il content curator conosca l’inglese, per poter estendere la propria content curation anche al materiale pubblicato su siti e blog scritti in quella lingua.
  • Essere una persona curiosa intellettualmente. Non credo infatti che sia possibile fare il content curator senza avere passione verso i temi che si trattano e voglia di approfondirli. Ma la passione deve esserci anche nei riguardi della content curation stessa, una disciplina talmente varia che rende le giornate lavorative tutte diverse tra loro.

 

Un’osservazione. Se ci pensate bene, tutti noi – chi più, chi meno – siamo dei content curator. In effetti, chiunque gestisca un profilo personale o aziendale sui social network si trova a pubblicare contenuti che non sono soltanto suoi, ma che sono stati creati anche da altri web writer o blogger. È dunque inevitabile che i community manager siano anche dei content curator, almeno in parte.

Ecco, questo è il mio breve ritratto della professione di content curator. Si sarebbe comunque potuto dire ancora di più, sia sulle mansioni che questo professionista è chiamato a svolgere sia sulle competenze che deve avere per adempiere alla perfezione le sue funzioni. L’esperto di content curation riveste infatti un ruolo troppo importante in una web agency: i suoi compiti sono tanto complessi quanto delicati.

E tu, come la vedi? Sei un content curator e ti riconosci nel profilo che ho delineato? Vuoi aggiungere delle considerazioni ulteriori? Hai qualche consiglio da dare a chi vuole diventare un professionista come te della content curation?

 

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content curationQuesto post dedicato alla figura professionale del content curator, cioè all’esperto della content curation, è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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