Il blog aziendale va male? Forse ignori questi 8 punti!

blog aziendaleUn blog aziendale può nascere con vari obiettivi: rappresentare una vetrina dell’azienda, costituire un luogo di scambio di informazioni tra società e clienti, essere uno strumento di comunicazione ufficiale ecc. Tuttavia, qualunque sia lo scopo del blog, occorre che il brand o la PMI che lo hanno aperto rispettino alcune regole di gestione. Ne va del raggiungimento degli obiettivi di business del blog stesso.

Vale davvero la pena adeguarsi alle buone pratiche del blogging, perché un blog aziendale è uno strumento per fare affari potentissimo, se è appunto usato nella maniera corretta. In effetti, da qualche anno a questa parte, i blog d’impresa sono diventati un valido supporto alla comunicazione aziendale, e uno strumento che impatta sul ROI. Questo è vero perché un blog può aiutare un’azienda a costruire la propria immagine e poi a veicolarla. E può essere un aiuto ad aumentare il numero di clienti che si avvicinano ai servizi o prodotti dell’azienda e, incrementandone le vendite.

D’altro canto, un’impresa che segue i cambiamenti del proprio settore e che li traduce in post per il proprio blog dimostra agli occhi del pubblico di essere credibile e autorevole. Inoltre, siccome il blogging è un eccezionale strumento per fare inbound marketing – e in particolare content marketing –, un blog aziendale rappresenta senz’altro un vantaggio competitivo sui concorrenti che non ne hanno uno. Basti pensare semplicemente al fatto che un blog ben curato riesce ad accorciare le distanze tra l’azienda e i suoi clienti – potenziali o già acquisiti –, con i vantaggi che sono facilmente intuibili.

Purtroppo, sono fin troppi i brand e le PMI che sottostimano l’importanza di un blog d’impresa e che, quand’anche ne abbiano uno, valutano male il lavoro e l’impegno che esso porta con sé. Da questo punto di vista, un blog aziendale potrebbe essere paragonato a una pianta: se non lo si cura come si deve, muore.

È proprio per tutti questi motivi che oggi voglio parlarvi di otto regole che, per la mia esperienza, bisogna seguire per far prosperare un blog aziendale. Eccole qui di seguito!

 

1. Variare i contenuti

Molte aziende si lamentano di non aver abbastanza visite verso i rispettivi blog. Questo può in parte dipendere dal fatto che i visitatori trovano i post pubblicati scarsamente interessanti. Non va infatti dimenticato che si hanno a disposizione soltanto pochi secondi per convertire un visitatore in un lettore, catturandone l’attenzione!
In breve: attirare l’attenzione è tutto (almeno nelle fasi di approccio). E uno dei modi di agganciare i visitatori è proprio quello di variare i contenuti che si propongono, evitando come la peste di risultare noiosi, piatti o autoreferenziali!
Se gestite un blog in cui scrivete un post settimanale di oltre 2.000 parole, questo dimostra la vostra competenza nella nicchia. Ma probabilmente ciò non è ancora sufficiente per darvi un pubblico ampio e fidelizzato. Siamo nell’era in cui le informazioni sono consumate velocemente, quindi, cercate di suscitare l’interesse, la curiosità, l’emozione dei vostri visitatori. E non cercate di farlo solo attraverso il testo! Esistono infatti anche le infografiche, i video, le interviste, le immagini, le presentazioni, gli e-book, i libri bianchi ecc.
Occorre inoltre rammentare che sono i contenuti visivi quelli che veicolano in maniera più immediata i messaggi. Per esempio, i contenuti più condivisi su Facebook e su Twitter sono proprio le immagini. Non è un caso se esistono social network di successo come Pinterest o Instagram. Quindi, anche sui blog aziendali, bisogna fare grande attenzione alla scelta delle immagini. Sbagliare l’immagine da inserire in un post può rivelarsi un errore che influenza la percezione degli utenti web circa la validità dell’intero contenuto!

 

2. Conoscere bene la propria nicchia

Sapere con precisione a chi si rivolge il blog aziendale è fondamentale. Ecco allora che i blogger all’interno dell’azienda devono studiare alla perfezione il target che è il destinatario dei post. Devono cioè conoscerne molto bene i bisogni, le abitudini di fruizione dei contenuti, le modalità più efficaci per suscitarne l’engagement ecc.
In breve: meglio si conosce la propria nicchia, meglio si è in grado di rispondere alle sue aspettative.
Per riuscire a far questo, un buon metodo è anche quello di dialogare con il proprio pubblico, quando per esempio lascia commenti ai post. Oppure quando commenta i contenuti postati dai community manager sui profili aziendali sui vari social network. I blogger che curano il progetto aziendale dovrebbero registrare ogni indicazione che arriva dal pubblico, studiandola con attenzione.

 

3. Migliorare il posizionamento organico

Se un blog aziendale viene riempito di contenuti di qualità, il suo posizionamento organico su Google migliorerà sensibilmente. Questo risultato può essere ottenuto aumentando la frequenza di pubblicazione dei post e mettendo in pratica gli accorgimenti della search engine optimization.
Tutte le aziende vorrebbero stare in prima pagina di Google! Ma per riuscirci – nei casi dove ciò è realmente possibile – occorre pazienza, perseveranza e duro lavoro. In questo senso, pubblicare molti contenuti di qualità e applicare la SEO come si deve si rivelano due mosse indispensabili.

 

4. Decidere il piano editoriale

Ecco una questione di fondamentale importanza che riguarda l’organizzazione dei contenuti di un blog: che cosa pubblicare? E quando? E quanto? Tutto ciò si traduce nella stesura del piano editoriale del blog aziendale.
Per prima cosa, come ho già detto, la qualità è da preferirsi alla quantità: pubblicare molti post è utile, ma non serve a granché se la loro qualità è bassa. In breve: dieci post di buona qualità valgono molto di più di venti post di qualità scadente.
In secondo luogo, bisognerebbe stabilire quanti post pubblicare in una settimana, tenendo conto che la frequenza di pubblicazione va assolutamente rispettata, una volta che è stata fissata.
Diciamo che un buon compromesso è pubblicare almeno un post a settimana, anche se la decisione dipende dalla nicchia – ci sono abbastanza novità di cui parlare nel settore? – e dalle risorse di tempo e mezzi di cui dispone l’azienda – quante persone e per quanto tempo al giorno possono dedicarsi alla gestione del blog e alla redazione dei suoi contenuti?
Per farla breve: la situazione ideale è quella in cui il blog aziendale è aggiornato spesso attraverso la pubblicazione di contenuti di qualità. L’azienda deve avvicinarsi il più possibile a questo optimum, nel rispetto delle proprie possibilità.

 

5. Far uso delle call to action

Creare i contenuti è qualcosa che ha a che fare con il content marketing. Ma i visitatori di un blog hanno bisogno di motivi validi per accorgersi dei messaggi commerciali contenuti nei post – ed eventualmente compiere un’azione gradita all’azienda. Ed è proprio a questo punto che entrano in gioco il web marketing e, nello specifico, le call to action, cioè quegli inviti all’azione che cercano di spingere gli utenti del blog ad agire.
Lo scopo di una call to action è appunto quello di indirizzare il lettore a compiere una determinata azione, che può essere un acquisto online, l’iscrizione alla newsletter aziendale, la compilazione di un form di contatto, l’iscrizione a un corso o a un seminario e così via. Insomma: niente di meglio delle call to action per trasformare in prospect o addirittura in clienti i visitatori di un blog aziendale!

 

6. Creare contenuti originali, unici

Si tratta di uno dei requisiti fondamentali per i cosiddetti contenuti di qualità. E valeva la pena spendere qualche parola su di esso creandogli un punto dedicato, per l’esattezza questo.
Perché in un blog bisogna creare contenuti originali? Per varie ragioni. La principale è da ricercarsi nel marketing. Mi spiego meglio. Una delle leggi più importanti del marketing esorta brand e PMI a differenziarsi dalla concorrenza. Ciò significa che, se un blog aziendale posta contenuti web originali, si differenzierà dai blog aziendali dei concorrenti – che magari si marcano a uomo, pubblicando tutti gli stessi contenuti.
Essere differenti è vincente. Non solo perché permette di emergere dal grigiore della massa, ma perché consente di essere visti come “fuori dal gregge”. Consente cioè di essere percepiti come un’azienda in grado di produrre valore in maniera autonoma, originale, “fuori dal coro”.
Trovare la propria voce e la propria indipendenza editoriale – se la possiamo chiamare così – è davvero cruciale per un blog aziendale. Se lo staff della redazione ci riesce, avrà di certo un vantaggio competitivo sulla concorrenza. “Distinguersi per non estinguersi” è oramai diventato un detto quasi proverbiale.

 

7. Favorire la condivisione sui social network

I social network costituiscono un canale di promozione privilegiato per un blog aziendale. Come mai? Cominciamo con l’osservare che non è sufficiente mettere in bella vista i pulsanti di condivisione sui social perché gli utenti web condividano i post del blog. Magari fosse così semplice!
Il punto è sempre quello: occorre creare contenuti di qualità. Chi crea valore per gli altri viene prima o poi premiato. Sembra quasi una legge della fisica.
Poi, ci sono elementi che le statistiche indicano come favorevoli per una condivisione del contenuto da parte del pubblico. In primo luogo, giocherebbe un ruolo positivo la lunghezza: gli utenti sono più propensi a condividere i contenuti lunghi.
In secondo luogo, i post che contengono immagini capaci di attirare l’attenzione dei lettori hanno più chance degli altri di suscitare engagement.
Come terzo fattore favorevole, cito la capacità del blogger di suscitare emozioni in chi legge. Le emozioni sono potenti: riuscire a coinvolgere il pubblico – evitando invece di annoiarlo o di farlo addirittura scappare! – è un’arma potentissima per chi desidera che i propri testi online abbiano una certa eco.
La qualità dei contenuti postati permetterà inoltre al blog di ottenere link in ingresso – link earning –, che hanno un potente valore SEO. Il che contribuirà a migliorare sensibilmente il posizionamento dei post del blog nelle SERP organiche di Google. Meglio di così!

 

8. Avere pazienza

Già, la pazienza, perché nessun blogger può ottenere risultati concreti dalla sera alla mattina. Anzi: gli obiettivi di visibilità con un blog aziendale si centrano solo nel medio e lungo periodo. Quindi, la perseveranza nell’azione è un requisito premiante. E gli investimenti in termini di risorse aziendali devono tener conto di questo. Non c’è proprio altro da aggiungere su questo punto.

 

Ecco, queste sono le mie otto raccomandazioni per i blogger che scrivono su un blog aziendale. Sono sempre più – ma mai tante quante dovrebbero! – le aziende che aprono un business blog. Occorre che facciano uno sforzo in più: non solo metterlo online, ma gestirlo come si deve, affinché diventi un efficace strumento di marketing, di vendita e di contatto con i propri clienti.

In particolare, serve concentrarsi sugli obiettivi che si vogliono raggiungere con la propria presenza online. E studiare bene la nicchia prima di andare sul web, così si potrà impostare un piano editoriale ad hoc.

E tu, che cosa ne pensi di questi otto punti? Sei anche tu un business blogger? Che consigli ti sentiresti di dare a tua volta ai brand e alle PMI che vogliono sfruttare il loro blog aziendale? In pratica: come si fa a bloggare rendendo il blog un reale alleato delROI? Lascia i tuoi consigli in un commento qui sotto!

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2 pensieri su “Il blog aziendale va male? Forse ignori questi 8 punti!

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