Intervista ad Anna Le Rose, blogger e web writer

Anna Le Rose web writer bloggerUno dei problemi più grandi che i blogger si trovano a dover affrontare è quello di trovare la propria “voce”. Spesso, un blog non ottiene i risultati che il suo autore sperava proprio perché manca di un’anima. La voce del blogger è ciò che può fare la differenza, differenziando il progetto da quelli anonimi degli altri blogger che affollano la stessa nicchia.

Questo problema sicuramente non ce l’ha Anna Le Rose, una blogger che ha fatto anzi dell’originalità comunicativa un vero e proprio marchio di fabbrica. In effetti, chiunque legga un post di Anna intuisce al volo che chi scrive ha una voce ben riconoscibile, perché appunto personale, originale, differente. Tra l’altro, questa voce ha scelto di percorrere il binario dell’ironia, facendosi così ancor più calda e coinvolgente.

Per farla breve: Anna è un esempio per tutti i blogger o aspiranti tali che vogliono trovare la propria strada espressiva. Attenzione: non vi sto dicendo di imitarla, poiché ognuno di noi è diverso e non sarà di certo il copiare l’unicità degli altri a portarci al successo. Quello che voglio dirvi è di prenderla a esempio: Anna ce l’ha fatta, ha trovato la propria voce. Anche voi potete farlo, basta che ci lavoriate sopra.

Ma adesso cediamo la parola direttamente ad Anna, affinché ci parli del suo successo di blogger e ci possa regalare qualche dritta. Tra l’altro, questa ragazza è un’apprezzata web writer, per cui non mi lascerò sfuggire l’occasione per chiacchierare anche di contenuti di qualità e di web writing.

 

Ciao Anna, e grazie della tua disponibilità. Partiamo da qui: ci racconti qualcosa di te? Per esempio, qual è la tua formazione?
Ciao Alessandro, grazie a te. Mi fa tantissimo piacere essere tua ospite, anche perchè sei stato uno dei primi a darmi una buona dose di pacche sulle spalle e a puntare sul mio lavoro. Detto ciò e riposti i violini, qualcosa di me? Sono una trentenne calabrese adottata da Bologna, maturità classica, tanti anni di pianoforte, un diploma in Teoria e solfeggio, curiosa cronica e convinta, faccio molte cose che mi piacciono tra cui leggere, cucinare, coltivare la passione per i telefilm, ascoltare tantissima musica e andare ai concerti più disparati. Ho alle spalle un’esperienza sbagliata universitaria e una, intrapresa anni dopo, per pura passione e in dirittura d’arrivo, tra un editing e l’altro, in Lettere moderne con curriculum storico-artistico. Mi sono presa tempo solo per trovare il taglio di capelli che stesse bene con la corona d’alloro. Mica poco!

 

Quand’è nata la tua passione per il web?
Tardi rispetto alla media dei miei colleghi. Il mio primo blog l’ho aperto nel 2004 o 2005, convinta da un amico che continuava a ripetermi che le mie parole dovevano assolutamente essere accessibili a tutti. Fu così che, con una connessione analogica che si incantava come me davanti alle vetrine delle pasticcerie, iniziai la mia avventura online scrivendo di musica goth, electro, ebm, neo folk e ambient. Sì, ero una darkettona, con sommo rammarico della mia famiglia. Ma ringrazio quegli anni, nonostante tutto e nonostante le scelte sbagliate, perchè mi hanno aperto innumerevoli orizzonti. Mi hanno fatto capire che sto malissimo con i capelli neri, che bisogna essere sempre curiosi, che la rete mi veste bene e che, se si ha un talento, si ha anche il dovere di coccolarlo.
In quegli anni ho capito che il web può offrire innumerevoli opportunità a chi ci sa vivere. Io, ad esempio, neanche 24enne fui invitata a scrivere sulla rivista Rumore e a presentare un grosso festival sul dada industrial.

 

Il tratto fondamentale della tua scrittura – e che caratterizza il tuo successo – è l’ironia. Ci spieghi quant’è importante per te l’ironia e come hai fatto a farla diventare un elemento vincente della tua comunicazione?
Successo… machedavero? Mi inibisce sempre questa parola, ma ti ringrazio. L’ironia per me è fondamentale, è la mia conditio sine qua non. No ironia, no party. Non so quando sia diventata il mio tratto distintivo a dir la verità, ho sempre avuto un modo tutto mio di vedere la vita. Da sempre, ad esempio, mi faccio il doppio dialogo mentale se il mio interlocutore mi annoia e immagino che faccia qualcosa di buffo, così come scherzo molto su me stessa e i miei difetti, mettendo a disposizione di chi mi segue sui social lo storytelling delle mie giornate. Cerco solo di non affilare troppo la lama e di non tramutare questa qualità in difetto, ovvero in sarcasmo gratuito, perchè a volte può essere brutto e ci rosicchia il fegato. Una cosa però vorrei precisarla: si è efficaci solo se si è genuini. È questo il paradigma della risata.

 

Insomma: per un blogger è fondamentale trovare la propria voce. Puoi darci qualche consiglio a riguardo? Come si fa a trovare la propria voce?
Io scherzo sempre dicendo che di voci, in testa, ne sento un sacco. Qualcuno dice che la mia testa è un condominio, dove tutti si incrociano e interagiscono a modo loro. Trovare la propria voce non è cosa facile, io stessa ci ho messo un sacco a scoprire questa cifra stilistica che col tempo ho appurato essermi affine. L’unico suggerimento che posso dare è quello di scrivere di ciò che ci piace davvero, perchè è l’unico modo per creare contenuti che parlino di noi. Poi di essere se stessi, e se questo vuol dire scoprire di non esser tagliati per avere un proprio diario online, perchè non lo prescrive il medico, allora non resta che frignare un po’ e uscire da questa enorme casa del Grande Fratello. Io so che la mia vita è scrivere. Raccontare storie è cio che mi riesce meglio. Domandarsi dove si sta andando è un passaggio altresì fondamentale.

 

Quali sono, a tuo modo di vedere, le qualità di un blogger di successo?
Mmmh… in poche parole? Tutte con la C. Credibilità, coerenza, creatività, costanza, colore, curiosità, conoscenza della lingua e degli strumenti e fattore C. Quello serve sempre.

 

Parliamo ora di contenuti di qualità. Ci daresti una loro definizione?
Ne parlavamo in chat su Facebook proprio qualche tempo fa. Scrivere un contenuto di qualità è un po’ come giocare a Candy Crush. Hai diversi obiettivi da raggiungere: distruggere le gelatine, far scendere i simboli, cercare di ottenere caramelle multifunzione che ti aiutino a far fuori più gelatine e farlo nel limite delle mosse. Davanti alla pagina bianca è un po’ così. La base è quella della buona scrittura, da questo non si sfugge, aggiungi l’idea di qualità e ti viene fuori un bel bon bon colorato. Limi il tutto con un’elegante pratica SEO, che non sia invadente ed eccessiva. Poi smussi i periodi, sistemi la punteggiatura, elimini il superfluo e tendi ad una forma creativa, smart e di gusto. Io lo dico sempre, scrivere un post richiede strategia, come nel gioco.

 

Di certo, ci staranno leggendo parecchi ragazzi che sognano un giorno di lavorare nella comunicazione online. Qualcuno di loro starà pensando di diventare un web writer. Che consigli gli puoi dare?
Di non considerarlo un lavoretto per arrotondare. Scrivere è un atto di responsabilità, questo non è ancora chiaro a tutti. Non importa l’argomento, siamo comunque responsabili del messaggio che stiamo lanciando. Certo, io non scrivo di politica internazionale o di chirurgia cardiovascolare, ma sono comunque responsabile di ciò che le mie parole vanno a comunicare.
Consiglio di aprirsi alle connessioni, di aver voglia di conoscere gente e di imparare da chi ne sa di più senza la paura di chiedere consigli e risultare sconvenienti. Consiglio di leggere, tantissimo, perchè arricchisce il lessico e forgia la propria personalità. È utile selezionare workshop, eventi e corsi a cui partecipare, anche solo per il bagaglio umano che si può acquisire. Ribadisco il concetto del chiedersi dove si sta andando; non è una vergogna scoprire di non esser tagliati per la scrittura, nonostante per anni lo si è pensato. Ci sono molte altre competenze in ambito comunicazione che magari sono più affini al proprio percorso. Soprattutto consiglio una cosa: di non svendersi e di non accettare iniqui compensi. La gavetta è una cosa, lo sfruttamento un’altra. È una mia battaglia personale, chi mi segue e conosce lo sa. Poi, ragazzi, il talento. Quello o lo si ha o non lo si ha. Ma a questo punto interviene la selezione naturale.

 

Per quella che è la tua esperienza, le aziende hanno finalmente capito che un web writer è indispensabile per comunicare bene sul web? Oppure è tutto tragicamente come un tempo?
No, non lo hanno ancora capito ma alcune ci si stanno avvicinando. Molte aziende pensano che avere un web writer e un social media team sia un investimento a fondo perduto, ne è la prova il fatto che in Rete ci sia ancora una forte presenza di siti fatti male, con informazioni carenti e pagine scritte senza alcun criterio. Essere presenti online, raccontare il proprio brand e avere un sito con contenuti accattivanti e diversificati può invece fare la differenza.

 

Ammettiamo che io sia il direttore marketing di un’azienda. Spiegami che cosa ci guadagno dall’assumere un web writer.
Un’immagine adeguata al target di riferimento, un sito chiaro e con informazioni realmente utili, pagine info con testi curati e, come accennavo appena più su, testi diversificati. Che cosa vuol dire? Che un bravo web writer prende a cuore il sito che ha bisogno di essere plasmato e pensa a un calendario editoriale costruito sul potenziale dell’azienda. Ti occupi di un’azienda di arredo bagni? Ti consiglierò di integrare un blog in cui si parlerà della tua storia, della ricerca dei materiali e del loro impatto ambientale, delle tendenze, di idee per ottimizzare gli spazi, barbatrucchi di design e di suggerimenti utili per le case dei lettori che potrebbero diventare clienti. La fidelizzazione è un aspetto fondamentale. È una coccola, un’attenzione, un servizio in più che differenzia dalla massa.

 

Siamo arrivati alla fine di questa nostra chiacchierata. Quali sono i tuoi progetti a breve termine. E quelli sul lungo periodo?
A breve termine sicuramente la messa online di un mio nuovo progetto personale. Riprenderò a scrivere di musica, mia grande passione, e proverò a raccontarla come se fosse un momento di pausa, quell’attimo in cui ci fermiamo a riprendere fiato. Insomma, a me sembra una cosa bella e spero di riunire una fitta e sfegatata community di appassionati. Sempre a breve termine, il 31 ottobre e l’1 e il 2 novembre sarò al Trekking Urbano a Bologna per raccontare online il food di questa meravigliosa città e dei migranti che la vivono, quindi mi troverete lì.
Poi c’è il mio blog, la mia piccola creatura vispa che sta crescendo in salute e si incuriosisce sempre più. Ho i clienti fedeli e quelli con cui si aprono nuovi orizzonti.
A medio termine ci sarebbe anche un libretto che mi frulla per la testa, sto stabilendo le connessioni con le mie intenzioni, vediamo cosa ne esce.
A lungo termine non saprei, ma forse neanche ho troppa voglia di pensarci, perchè sto vivendo un momento così pieno e frizzante, così carico di idee, che temo possa distogliermi dalle realizzazioni in programma. Ciò che voglio davvero, sempre e comunque, è raccontare storie e chiunque abbia voglia di incrociare il mio percorso, è il benvenuto.
Io ti ringrazio ancora per la bella chiacchierata, ringrazio tutti per la pazienza nella lettura e vi aspetto sul blog o un po’ ovunque online. Adesso uno spritz, vero?

 

Per me è meglio un succo di frutta, perché sono astemio.  🙂  Battute a parte, ringrazio Anna per il tempo che è riuscita a dedicarmi. A voi tutti consiglio nuovamente di seguirla sul suo blog: avrete certamente modo di osservare come creatività e tecniche di scrittura sappiano fondersi alla perfezione in un progetto web di successo.

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