5 parole da non usare mai nei tuoi testi per il web

copywritingIl blog della Nielsen Norman Group è il mio punto di riferimento in fatto di web usability. Non solo perché ci scrive Jakob Nielsen, ma perché ci pubblicano articoli e studi anche altri bravi esperti di usabilità. Insomma: se vuoi capire come creare un sito web, come mettere online un blog aziendale o come realizzare un e-commerce che vende, qui trovi tonnellate di idee, risorse e analisi che ti daranno le risposte che cerchi.

Quando si parla di usabilità dei siti web, occorre parlare anche di contenuti testuali. In effetti, i testi, quando sono pubblicati online, diventano vere e proprie interfacce grafiche. Acquisiscono cioè una valenza che va oltre il significato delle parole. Una valenza che è oggetto di studio anche della web usability. Per questo, ogni tanto, il blog della Nielsen Norman Group si interessa di web writing e, più in generale, di contenuti online.

Navigando sul blog della società di Jakob Nielsen, ho scovato un articolo interessante. Parla di cinque parole o espressioni che è meglio evitare nei nostri contenuti per il web. Il post mi è piaciuto parecchio, anche perché è utile non solo a chi scrive in lingua inglese ma anche a noi. Perché sono convinto che le corrispondenti parole o espressioni italiane siano altrettanto evitabili.

Vediamo quali sono queste cinque parole o espressioni, cercando di capire perché non dovremmo usarle nei nostri testi per il web. (Direi di più: sarebbero da bandire da ogni comunicazione di business writing).

 

  1. Il verbo utilizzare (utilize)

    Adoperare utilizzare è semplicemente un modo ricercato per evitare il verbo usare. Peccato che i lettori amino le parole semplici, facili da capire. Noi stessi dovremmo adoperare parole semplici, per essere più chiari possibile nei nostri contenuti web. Utilizzare è un verbo inutilmente formale. Preferiamogli sempre il più comune e diretto usare. Non cerchiamo di fare i professori: parliamo come mangiamo. Che è poi come mangiano anche tutti gli altri.

  2. Espressioni come rendere capace di, rendere in grado di, rendere possibile (enable)

    Secondo te, è meglio scrivere “La nostra stampante ti rende in grado di risparmiare il 25% di inchiostro” oppure “Risparmia il 25% di inchiostro con la nostra stampante”? L’autore dell’articolo non ha dubbi: meglio la seconda forma. Perché la prima è di sicuro più pesante, non è scorrevole come la seconda. E poi perché espressioni come rendere capace di suonano come ingessate. Sembra che un’autorità, dall’alto, dichiari un verità incontestabile. Peccato che nella comunicazione, anche in quella online, i messaggi arrivino in modo più potente quando ci si mette sullo stesso piano del destinatario.

  3. L’avverbio molto (very)

    Questo avverbio è largamente abusato. Io stesso soffro di una strana sindrome, che me lo fa scrivere un po’ dappertutto. Bisogna invece resistere a questa tentazione. Se ci fai caso, gran parte dei molto che scrivi nei tuoi testi sono superflui. Non aggiungono alcunché al tuo messaggio. Quindi puoi eliminarli. Le tue frasi diventeranno un po’ più corte e scorrevoli, e pertanto più leggibili.

  4. Espressioni come Sappiamo che, intese come Noi siamo stati bravi a capire che… (We understrand that…)

    Evita espressioni o modi di dire che fanno apparire la tua azienda come l’unica ad aver capito una cosa. Questo è quello che in inglese si chiama blah-blah text. Frasi introdotte da queste espressioni ingessate, fin troppo auto promozionali, non sono efficaci. Perché suonano come poco autentiche. Sii più semplice e diretto: va’ dritto al nocciolo. Parla dei fatti, nudi e crudi. Rinuncia a presentarli in forma falsamente epica.

  5. Le espressioni utente finale e cliente finale (end client)

    C’è stato un tempo in cui non conoscevo il significato dell’espressione cliente finale né di quella utente finale. È probabile che, là fuori, molti tuoi potenziali clienti siano nelle mie stesse condizioni di allora. Queste espressioni possono avere un senso nei report interni della tua azienda. Ma non devi mai usarle nelle tue comunicazioni verso il mondo esterno. Ti faccio un esempio, il primo che mi viene in mente. Osserva con gli occhi di un consumatore come cambia la comprensibilità della frase da “Le nostre stampanti sono pensate per l’uso di un cliente finale del settore legale” a “Le nostre stampanti sono pensate per gli avvocati”.

 

Esistono parole ed espressioni che è bene evitare nei nostri contenuti per il web? Sì. Perché quelle parole ed espressioni rendono i testi online meno leggibili e meno comprensibili. Hai pertanto l’obbligo di stare attento al tuo copywriting. Ne va della tua chiarezza e, di riflesso, della tua capacità di vendere.

 

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leggibilitaQuesto post sulle cinque parole da non usare mai nei tuoi contenuti per il web è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore del libro Scrivere per il web 2.0.
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