L’usabilità degli elenchi puntati e numerati (anche sul web)

usabilità elenchi puntati numeratiSul web, al contrario di quanto succede nei testi cartacei, è sempre conveniente trasformare un lungo elenco di parole in un elenco puntato o numerato. Perché la leggibilità di un elenco è maggiore di quella di una sfilza di parole scritte in riga, come per l’appunto succede nei testi stampati.

Inoltre, gli elenchi aiutano a combattere il fastidioso effetto “muro di testo”, che gli utenti web tanto odiano. Tra l’altro, puntati o numerati che siano, gli elenchi si colgono a colpo d’occhio e sono facili da scorrere. Sono anche piuttosto magnetici: non passano mai inosservati.

Gli elenchi puntati o numerati sono così utili che, talvolta, io li adopero al posto dei paragrafi. Per esempio, quando scrivo un post del tipo “I 10 consigli per migliorare la tal cosa”, quei 10 consigli li trasformo in un elenco numerato. Lo faccio anche se ogni punto contiene 50-100 o anche più parole.

È vero: la mia è una scelta un po’ al limite. In effetti, gli elenchi dovrebbero contenere tipicamente solo qualche parola: dovrebbero cioè somigliare a una lista della spesa. Ma nessuno vieta di usarli anche al posto dei paragrafi testuali, se ciò aumenta la leggibilità dei contenuti e ha un senso logico.

Dopo tutte queste premesse, ecco quelle che vedo come le principali norme di usabilità degli elenchi puntati e numerati:

 

  • Meglio gli elenchi puntati o numerati?

    Se la lista è breve, direi che è meglio creare un elenco puntato. Se la lista è lunga, è meglio adoperare un elenco numerato, perché questo secondo consente di rintracciare in fretta ogni voce nell’elenco. Nelle liste di istruzioni, invece, sono preferibili gli elenchi numerati, che aiutano a comprendere meglio qual è la sequenza dei comandi.

  • Quale architettura per le singole voci dell’elenco?

    Ogni voce dell’elenco dovrebbe avere un breve titolo esplicativo. Questo titolo dovrebbe essere messo in grassetto o comunque spiccare. A capo, il testo che approfondisce il titolo, a mo’ di sottotitolo o comunque di accompagnamento del titolo. Tra una voce e l’altra, bisognerebbe inserire dello spazio, per staccare bene le varie voci e aumentare così la leggibilità dell’elenco. (Questa è una regola che è praticamente identica a una delle più comuni del web writing).

  • Quante voci mettere in un elenco?

    Non c’è un numero preciso consigliato. 5-7 voci è la media. Ma se la struttura dell’elenco è chiara e logica, si possono mettere anche decine di voci, come spiegato in precedenza. Per gli elenchi molto lunghi è ovviamente utile scegliere l’elenco numerato, come già indicato, che garantisce un ordine maggiore. L’ordine può essere ottenuto usando anche ad altri tipi di ordinamento, come per esempio l’ordine alfabetico.

  • Da quali voci iniziare?

    Le voci più importanti vanno sistemate in alto. A meno che l’elenco non sia composto da una lista di istruzioni sequenziali. In quel caso, l’ordine è dettato dalla sequenza delle operazioni.

  • Le voci più lunghe alla fine dell’elenco

    Compatibilmente con quanto raccomandato al punto di sopra, le voci di un elenco dovrebbero essere disposte a piramide. Cioè: bisognerebbe iniziare da quella che ha il testo più breve e finire con quella che ha il testo più lungo. Altrimenti, alternando le voci a caso, si rischia di creare un effetto ottico per cui le voci più grosse tendono a nascondere le più piccole.

  • Scegli sempre una grafica intuitiva per indicare i punti dell’elenco

    Per quanto riguarda gli elenchi numerati, il problema non si pone: i numeri sono quelli e quelli vanno usati. Però, con gli elenchi puntati, bisogna fare attenzione ai simboli che si scelgono per evidenziare le varie voci. Una scelta troppo fantasiosa può far perdere di leggibilità e dare la sensazione di scarsa professionalità. In questo senso, il simbolo grafico standard di un elenco puntato è e rimane il pallino nero. Non cambiarlo, se non hai una ragione più che valida per farlo.

 

Ecco, queste erano alcune indicazioni di usabilità per gli elenchi puntati e numerati. Sono suggerimenti che possono sembrare di scarsa importanza. Però, più spesso di quanto non si creda, i dettagli fanno la differenza. Quindi, perché non prestare attenzione anche a queste cose e migliorare così la nostra comunicazione su carta e online?

 

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contenuti di valoreQuesto post sull’usabilità, anche online, degli elenchi puntati e numerati è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore del libro Scrivere per il web 2.0.
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