11 errori che uccidono le conversioni sul tuo sito

Creare un sito web conversioni sito webo un e-commerce è solo il primo passo per portare il tuo business in Rete. Sono infatti parecchi gli elementi in gioco che decideranno se il tuo progetto online avrà successo oppure no. Sono così tanti che citarli tutti in un elenco è praticamente impossibile.

Feldman Creative ha provato a considerare la faccenda dal punto di vista opposto: quali sono gli errori più gravi per un progetto aziendale sul web? In particolare: quali sono gli errori che impediscono a un sito web o a un e-commerce di convertire? La risposta si articola in undici punti, ed è stata riassunta nell’infografica qui a destra (cliccaci sopra per ingrandirla).

 

  1. Non hai stabilito che cos’è una conversione per te

    Come spesso accade, gli errori cominciano da scelte strategiche sbagliate. Sono infatti troppi i web marketer che non stabiliscono a priori che cos’è una conversione. O meglio: sono fin troppi i web marketer che non stabiliscono a priori qual è la conversione su cui puntare nel loro sito. Vuoi essere contattato dai potenziali clienti per e-mail? Oppure attraverso la compilazione di un form di contatti? Il visitatore deve fare un acquisto online? Deve iscriversi alla newsletter aziendale? Oppure deve scaricare un PDF gratuito in cambio della propria e-mail, per essere poi contattato da una sequenza di e-mail automatiche?
    Ecco, la prima cosa da fare è sempre avere le idee chiare su qual è il tipo di conversione su cui si vuole puntare. Anche perché, così facendo, sarà più facile misurarla in seguito!

  2. La tua home page non dice quello che fai

    Qual è lo scopo di una home page in un sito web? Dire chiaramente e in pochissimi secondi (quindi con una manciata di parole) quello che fa l’azienda.
    Se la tua home page è invece confusionaria, piena zeppa di grafica inutile e non dice chiaramente e in fretta quello che fai… hai un problema di comunicazione online con i tuoi potenziali clienti.

  3. Non usi parole chiave rilevanti nelle tue pagine web

    La tua azienda opera in un settore specifico. In quel settore ci sono di certo delle parole chiave altrettanto specifiche, che lo identificano. I tuoi potenziali clienti, quando arrivano sul tuo sito, hanno bisogno di trovare contenuti pertinenti con le loro ricerche e, quindi, con i loro bisogni. Perciò, adopera le parole chiave del tuo settore nei contenuti del tuo sito. Fa’ sempre capire ai lettori (che poi sono i tuoi potenziali clienti) che si parla di argomenti pertinenti e coerenti con la loro ricerca su Google.
    La pertinenza è anche una questione di vocabolario: le parole che usi possono rassicurare o allontanare i tuoi lettori online.

  4. Adoperi il gergo interno all’azienda

    No, questo punto non è in contrasto con il precedente.  🙂  Qui l’invito è semplicemente quello di non usare il gergo interno aziendale (comprensibile solo da te e dai tuoi colleghi) nelle pagine web del sito. Perché i lettori non conoscono la terminologia interna della tua società, e ciò che non è chiaro ed evidente allontana.

  5. Adoperi un linguaggio troppo marketing

    Non auto incensarti, cioè non ricorrere a un linguaggio che sia forzatamente auto celebrativo: fa’ parlare i fatti, solo quelli.
    Prova a fare questa ricerca su Google: “azienda leader”. Hai visto quanti risultati ti vengono restituiti? È davvero possibile che in Italia ci siano centinaia di migliaia di aziende leader nel loro settore? Dammi retta: i tuoi potenziali clienti non sono così stupidi come credi…  🙂

  6. Pubblichi contenuti di scarsa qualità

    Un sito web ha una missione sopra le altre: dare valore al target di utenti a cui si rivolge. E come si dà valore al proprio pubblico di potenziali clienti? Creando contenuti di valore per loro, cioè contenuti di qualità.
    Ma che cosa sono i contenuti di qualità? Si tratta di contenuti che risolvono i problemi di un pubblico specifico, indicandogli le soluzioni per porre rimedio a quelli che sono i suoi bisogni.
    Se pubblichi contenuti di valore, il tuo sito diventa autorevole agli occhi del tuo target. E si sa: i consumatori comprano solo da chi hanno fiducia… Questo è il motivo per cui, se crei contenuti web di scarso valore, difficilmente il tuo ROI online sarà positivo.

  7. Il tuo sito non incoraggia le interazioni

    Se nel sito web hai inserito un corporate blog (ottima idea!), apri i commenti al pubblico. Incoraggia insomma l’interazione, inserendo anche un form di contatto, alcuni indirizzi e-mail per richieste varie, gli eventuali numeri verdi, i pulsanti di condivisione sui social network ecc.
    Non avere paura dell’opinione dei tuoi clienti, già acquisiti o potenziali, tanto la esprimeranno comunque! A quel punto, meglio che la esprimano a casa tua, dove te ne puoi accorgere e puoi affrontare la faccenda tempestivamente.
    D’altronde, anche negli affari, le relazioni hanno un valore decisivo. Fare business senza coltivare relazioni è praticamente impossibile, anche online.

  8. Non hai inserito i pulsanti di condivisione social

    L’ho già detto al punto precedente: i pulsanti social sono utilissimi per far interagire il tuo pubblico. Inoltre, i tuoi lettori, condividendo i tuoi contenuti, faranno digital PR per te.
    Questo implica anche una tua presenza sui social network più frequentati dai tuoi clienti, potenziali o già acquisiti. I tuoi consumatori si aspettano infatti di poter avere un dialogo online con te. E tu che fai? Vuoi negarglielo?

  9. Cerchi di vendere a tutti i costi, in modo forzato!

    Quasi nessuno compera alla prima visita su un sito web. Le statistiche dicono infatti che solo una percentuale del 5-7% degli utenti online compera al primo colpo. E gli altri? Hanno bisogno di tempo, per capire chi sei, che cosa vendi e, soprattutto, se sei affidabile.
    Perciò, anziché tentare di prendere l’uovo oggi, mira alla gallina domani. Come si fa tutto ciò? Per esempio, prendendo l’e-mail dei potenziali clienti (chiedendogli di iscriversi alla tua newsletter o facendogli scaricare un contenuto gratuito e di valore in cambio del loro indirizzo di posta elettronica) e poi mandandogli una sequenza di e-mail automatiche (lead nurturing).

  10. L’usabilità, questa sconosciuta!

    Il tuo sito web è usabile? Permette cioè a chi ci arriva sopra di navigarlo in modo semplice, senza sbattere la testa contro un muro? In questo senso, l’architettura del sito è semplice oppure è incasinata? Hai messo un campo di ricerca? Hai inserito nelle pagine web le “briciole di pane”? Il menu di navigazione è sufficientemente chiaro? In poche parole: hai pensato alla user experience dei tuoi visitatori?
    Un sito che non è usabile fa arrabbiare i suoi visitatori. Un sito che non è usabile trasmette una pessima immagine del tuo business, a tutto vantaggio dei tuoi concorrenti.

  11. Non hai previsto un sistema di lead generation

    Se vogliamo, questo undicesimo punto della lista riprende il primo, cioè l’invito a studiare una strategia chiara per il proprio sito web.
    Qui si chiede di focalizzarsi al massimo sull’obiettivo, che è quello di trovare nuovi clienti. Perciò, l’intento del web marketer dev’essere senz’altro quello di pensare a un sistema di lead generation che sia efficace.
    Se questo sistema manca, è come se mancasse l’attacco in una squadra di calcio: chi concretizzerà il gioco fatto dal centrocampo?

 

Ecco, questi sono undici errori che frenano le conversioni sul tuo sito web o sul tuo e-commerce. E tu, che ne pensi? Secondo te, ci sono anche altri sbagli che si possono commettere su un progetto online che danneggiano il CTR?

 


CTR siti webQuesto post sugli undici errori che uccidono le conversioni sul tuo sito web e sul tuo e-commerce è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da 19 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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