Web listening [RECENSIONE]

web listeningC’è un mare di dati nella Rete. Sono dati che parlano della tua azienda e del mercato in cui opera. Se inizi a raccoglierli e ad analizzarli, avrai un vantaggio competitivo sui tuoi concorrenti, perché chi ha più informazioni (e di maggior qualità) riesce a prendere decisioni strategiche e tattiche più efficaci. Questo è, in sintesi, il messaggio nella bottiglia del libro Web listening, conoscere per agire (lo puoi trovare anche su Amazon.it) di Barbara Galli.

Ma che cos’è esattamente il web listening? In italiano, si parla anche di ascolto della Rete. Se vogliamo dare una definizione sintetica alla materia, potrebbe per esempio essere questa: il web listening è la capacità di individuare, monitorare e interpretare le conversazioni che si sviluppano online, con l’obiettivo di prendere azioni di conseguenza.

L’autrice ci propone una definizione più tecnica: “Il web listening consiste nella raccolta del conversato in Rete per generare insight azionabili, fondati su analisi quantitative e qualitative dei contenuti, e/o la restituzione in tempo reale dei dati presenti nei luoghi online di discussione con l’obiettivo di permettere interventi correttivi o di amplificazione”.

Dunque, ascoltare le conversazioni del web ci può essere davvero utile. Ci permette di osservare, controllare, quantificare ogni singolo fenomeno (che riguarda noi, un nostro concorrente o qualsiasi altro soggetto o evento che ci interessa), comprendere questo fenomeno e intervenire sulla sua diffusione online.

I benefici del web listening sono evidenti. Nonostante ciò, sono ancora troppe le aziende che non monitorano la Rete. Purtroppo, questa loro negligenza le pone in una condizione di pericolo: che fare nel caso in cui si scateni una crisi di web reputation? Come accorgersi di un eventuale cambiamento nei bisogni dei clienti? Come scoprire se un concorrente è in difficoltà o, al contrario, gode di un buon momento? In linea generale, come reperire più informazioni per aiutare chi deve prendere decisioni strategiche in azienda? Ecco, queste sono solo alcune delle domande a cui il web listening dà una risposta.

Dicevo che, purtroppo, non sono tante le aziende italiane che fanno web listening. La materia stessa è ai più sconosciuta, tant’è vero che si tende a chiamarla con nomi diversi: ascolto della Rete, web listening, web monitoring, online monitoring ecc. Ma una cosa è certa: per ascoltare la Rete efficacemente, bisogna seguire le procedure corrette.

In effetti, molti fanno un ascolto artigianale: monitorano solo alcune conversazioni, quelle di cui si accorgono o di cui gli arriva notizia. Questo monitoraggio è spesso manuale, quando invece esistono tool specifici e automatici. Fare così è ovviamente sbagliato. Perché si rischia di analizzare solo un piccolo campione delle conversazioni, che può non essere rappresentativo del sentiment generale.

Che cosa occorre fare, allora? Lo spiega bene il libro: bisogna avere metodo. Bisogna cioè seguire procedure specifiche, e farlo con un certo rigore. Le pagine di Web listening ci  prendono per mano e ci fanno comprendere quale sia la metodologia da applicare, dalla scelta dei luoghi di discussione da monitorare alla misurazione dei KPI, dall’analisi dei contenuti delle conversazioni alla redazione dei report finali.

Il manuale ha un taglio piuttosto pratico. I suoi capitoli non contengono solo elementi teorici, ma anche esempi di monitoraggio e l’indicazione degli strumenti utili all’ascolto della Rete.

Se sei un imprenditore o il direttore marketing o comunicazione di un brand, ascoltare la Rete è qualcosa che devi fare. I vantaggi che ne avrai sono tanti. Perché acquisirai informazioni utili a prendere decisioni più consapevoli ed efficaci. Questo è il motivo per cui una guida come Web listening (la puoi acquistare anche su Amazon.it) vale la tua lettura.

 


ascolto della reteQuesto post è una recensione del libro Web listening di Barbara Galli ed è stata scritta da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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