Call to action che convertono? 11 consigli su come scrivere CTA efficaci

call to actionSe mi passate l’analogia, le call to action (chiamate all’azione o CTA) stanno al web marketing come il centravanti sta a una squadra di calcio. In effetti, così come lo scopo del centravanti è finalizzare attraverso i gol il gioco costruito dai compagni, le call to action devono finalizzare il lavoro di content marketing fatto dai contenuti di qualità, trasformando l’utente del sito aziendale – o di un e-commerce o di un blog aziendale o di una campagna di email marketing o di una landing page – in un cliente.

La call to action è in sostanza il punto finale del lavoro di redazione del contenuto, l’ultimo passo prima di convertire l’utente web in un cliente pagante. È perciò del tutto comprensibile che le CTA siano fondamentali nel digital marketing.

Dunque, come si scrive una call to action che viene cliccata, cioè che fa aumentare in modo considerevole il CTR? Quali sono le caratteristiche degli inviti all’azione che fanno vendere online, che fanno acquisire nuovi lead, che fanno riempire alle persone i moduli di contatto dei siti, che fanno scaricare un PDF o che fanno iscrivere gli utenti a una newsletter?

Cominciamo col dire che una chiamata all’azione può essere formata da una singola parola, da un’espressione che conta una manciata di parole oppure da un’intera frase. Dipende dai casi. Ciò che accomuna tutte le call to action è comunque il loro scopo, che è spingere l’utente che le legge a compiere un’azione specifica.

Chissà quante call to action hai incontrato durante le tue navigazioni sul web e non le hai riconosciute come tali! Una la uso anch’io in questo mio post. La trovi in fondo, quando ti chiedo il contatto e quando ti chiedo di lasciare la tua opinione in un commento.  🙂

 

Come scrivere call to action che vendono in 11 step

Nello scrivere una call to action che funzioni si possono per esempio sfruttare le undici indicazioni che riporto qui sotto. Limito il campo d’azione al solo web, anche se le CTA sono usate in modo diffuso quando si tratta di fare marketing. Per esempio sono adoperate nelle pubblicità su carta, in quelle alla radio e in quelle televisive. Insomma: ogni volta che si vuole vendere di più, ricorrere a un’invito all’azione è una scelta che ripaga.

  • L’invito all’azione dev’essere ben visibile agli occhi dell’utente. Insomma: deve essere scritto in caratteri più grandi rispetto al resto del testo o grassettato o colorato o inserito in un pulsante che lo faccia spiccare nel layout della pagina web. Ecco, la CTA deve attirare in primo luogo l’attenzione del lettore!
  • In linea di massima, la via più efficace per comunicare l’azione che si desidera che i lettori compiano è adoperare il verbo all’imperativo: “Gioca insieme a noi!”, “Ordina ora!”, “Contattaci!”, “Scarica la brochure!”. Di più: la prima parola della call to action dovrebbe essere proprio il verbo, giusto per dare una robusta idea di dinamismo.
  • Nelle call to action non bisognerebbe limitarsi a dare l’istruzione. Meglio non accontentarsi di scrivere “Seguici su Facebook” o cose simili. E quindi? Di’ chiaramente in che cosa consiste il vantaggio per l’utente se seguirà la tua CTA! Per esempio: “Seguici su Twitter per avere gli sconti riservati ai follower!” o “Iscriviti alla newsletter per avere contenuti esclusivi”.
  • Bisognerebbe incentivare gli utenti a fare clic sulle CTA. Anche qui: in che modo? Dando un piccolo premio. Per esempio, possiamo prevedere un premio di benvenuto (“Se ti iscrivi alla newsletter, subito per te il PDF con i 10 segreti per…”), uno sconto, un buono spesa ecc.
  • Si può pensare anche di creare un certo senso d’urgenza nei lettori che leggono le chiamate all’azione. Tutto sta nel far intuire alle persone che, se non faranno clic sulla call to action, si perderanno qualcosa di unico, limitato, irripetibile. È un po’ uno dei trucchi dei venditori più esperti. Ecco tre-quattro esempi di CTA che sfruttano questa leva: “Solo per questa settimana”, “L’offerta è limitata”, “Prima attivi il servizio, prima ne godrai dei benefici”, “Solo per i primi 100 iscritti”.
  • Si sa: i numeri, quando sono indicati attraverso le cifre, attirano l’attenzione dei lettori. Quindi, nelle tue CTA, valuta se e quando inserire delle cifre. Un esempio di queste call to action? “Iscriviti alla newsletter che vanta oltre 25.000 iscritti”.
  • Bisogna eliminare gli avverbi da tutti i propri inviti all’azione. Gli avverbi e il web writing non vanno molto d’accordo.  🙂  O meglio: sul web, gli avverbi sono quasi sempre sacrificabili. E questo è vero soprattutto nelle CTA.
  • Occorre cercare di scrivere call to action brevi. Dare un’indicazione precisa sul numero di parole o di caratteri massimo da usare per scrivere una CTA è impossibile. La regola generale vuole comunque che il comando sia dato con una certa perentorietà, e che quindi non si sprechino troppe parole nell’indicare al lettore l’azione da compiere.
  • Si deve evitare qualsiasi gergo settoriale nelle proprie call to action. Lo scopo di una CTA è dare un’istruzione precisa, chiara, facilmente comprensibile e perciò rapidamente eseguibile. Quindi, nelle tue chiamate all’azione esprimiti nel modo più semplice e immediato che puoi. In effetti, se usassi invece il tuo gergo settoriale, saresti sicuro che tutti gli utenti web ti capirebbero?
  • Una CTA deve essere inserita in un punto ben visibile del layout. A livello indicativo, la call to action andrebbe inserita sopra la piega, cioè nella parte di pagina web che è subito visibile a chi naviga senza ricorrere allo scrolling verticale.
    Ma una CTA andrebbe inserita anche alla fine della pagina, e questo in tutti i documenti che prevedono da parte degli utenti la lettura fino in fondo al contenuto.
    In linea generale, le call to action andrebbero ripetute strategicamente lungo il documento, se esso è molto lungo.
  • Parola d’ordine di un invito all’azione che converte: semplicità! In breve: scrivi una CTA semplice, chiara, che scorre via liscia come l’olio. La semplicità vince sempre. Se non altro perché incasinare le cose non è mai una buona idea! E questa è una verità valida per qualsiasi campo del web: per la web usability, per il web writing, per il persuasive copywriting, per il web design, per il web marketing ecc.

 

Ecco, queste erano alcune delle regole più efficaci per poter scrivere call to action che attirano le conversioni. Si potrebbero ovviamente dare molte più indicazioni, dal momento che progettare CTA che funzionano è un lavoro vero e proprio, quindi non è possibile condensare in poche righe tutto quello che c’è da sapere.

E tu, come la vedi? Secondo te, ci sono anche altri consigli da dare per poter ideare inviti all’azione che facciano ottenere clic, lead, clienti a un brand o a una PMI? Dai, lascia un messaggio qui sotto nei commenti, e condividi con noi i tuoi trucchi per scrivere call to action che si dimostrino vincenti!

 

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call to actionQuesto post su come scrivere call to action che spingono i tuoi potenziali clienti a prendere decisioni d’acquisto è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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