Recensione: “La mucca viola” di Seth Godin

La mucca viola di Seth GodinChi legge parecchio sviluppa un particolare sesto senso verso i libri. Capisce subito, anche da pochi indizi, se un libro è utile o no.

Erano anni che avevo nel mirino Set Godin e il suo La mucca viola. Ma mi è sempre mancata la spinta a leggerlo. La spinta è finalmente arrivata: l’ho letto. E ora ho capito perché era mancata.

Il libro di Godin è scritto bene e dice cose giuste. Al giorno d’oggi, il marketing si fa così. Ma tutto quello che è detto in La mucca viola era già noto da anni. Basta leggere, per esempio, Le 22 leggi immutabili del marketing, scritto oltre dieci anni prima. In questo senso, tra i commenti al libro di Godin su Anobii ce n’è uno illuminante: “Consigliato solo se vi svegliate dal coma e non sapete cosa è successo negli ultimi 10 anni”.

Insomma: il saggio è scritto bene e dice cose giuste. Però, è più interessante leggerlo cercando di capire come sia potuto diventare un best seller pur parlando di concetti vecchi di oltre dieci anni. Letto con questo spirito – notare, per esempio, formato e copertina del libro -, La mucca viola è istruttivo.

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