Pubblicità su smartphone e tablet: sempre più utenti la bloccano

web advertingChe gli utenti web non amino la pubblicità, soprattutto quando è intrusiva, è ormai chiaro da tempo. Il 2016 Mobile Adblocking Report pubblicato da Page Fair non fa che ribadirlo a forza ancora una volta. Ecco la notizia principale di questa ricerca: a marzo 2016, sono almeno 408 milioni i possessori di device mobili che hanno deciso di bloccare la pubblicità online per mezzo di uno dei tanti tool che hanno questo specifico compito.

Vediamo qualche altro dato dell’indagine. La diffusione dei sistemi per il blocco della pubblicità è cresciuta del 90% negli ultimi dodici mesi. Così, oggi, oltre il 21% degli 1,9 miliardi di possessori di smartphone usa un qualche sistema per il blocco della pubblicità sul proprio device mobile.

Potete osservare qui sotto la crescita degli utenti web che si sono rotti le scatole della pubblicità online e che sono corsi a bloccarla sul proprio telefono. Impressionante l’impennata della curva, vero?

adblocking mobile

Curiosamente, gli utenti web che più bloccano la pubblicità sono nell’ordine quelli cinesi, quelli indiani e quelli indonesiani. Oltre un terzo degli utenti web asiatici (esattamente il 36%) ha dichiarato guerra alla pubblicità online sui propri smartphone. L’Europa e il Nord America sono ancora distanti dal fenomeno asiatico: sono solo 14 milioni gli europei e i nordamericani che hanno un sistema per bloccare l’advertising sui propri dispositivi mobili.

Tra l’altro, si ipotizza che questi sistemi per il blocco della web advertising si diffonderanno sempre più. Primo: perché la pubblicità online ha davvero rotto le scatole agli utenti della Rete. Secondo: perché i sistemi per l’adblocking diventeranno in futuro ancora più semplici da installare e da configurare.

Insomma: si prevedono tempi sempre più duri per gli editori del web. Spesso leggiamo titoli del tipo “La SEO è morta” o “Il web marketing è morto”, ma in realtà, se uno volesse scrivere un titolo serio, dovrebbe scrivere: “La pubblicità di tipo tradizionale è morta“. Anzi: è addirittura in avanzato stato di decomposizione.

Come se ne esce? C’è qualcosa che può salvare la pelle agli editori? Sì, e questa cosa si chiama content marketing. Chiunque si metta a fare marketing dei contenuti vince due volte. La prima perché si tiene lontano dalle logiche pubblicitarie di tipo tradizionale, che, come abbiamo visto, sono in crisi totale. La seconda perché il marketing dei contenuti funziona: se crei contenuti web di valore per il tuo target di consumatori, il tuo pubblico li trova, li legge, comincia ad apprezzare la tua autorevolezza e infine… compra da te, quando decide che è finalmente arrivato il momento di aprire il portafogli!

Se sei un editore e non cambi registro nei prossimi mesi, sei destinato a fare una brutta fine. Se sei un’azienda e continui a investire nei banner pubblicitari, vedrai la tua lead generation (cioè la tua capacità di trovare nuovi clienti) produrre un ROI sempre più misero. Dammi retta: questo è il momento di fare content marketing, questo è il momento di sganciarti dalle vecchie logiche dell’advertising per abbracciare il marketing dei contenuti, che è l’unico marketing che abbia un futuro sicuro in Rete.

 

Smettila di buttare soldi con la pubblicità tradizionale!
Inizia a fare content marketing!
>> SCOPRI COME! <<

 


web advertisingQuesto post su come gli utenti web blocchino sempre più l’adverting online sui loro smartphone e tablet è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist, business writer e business blogger.
Da 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer.
Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie diverse migliaia di visite al giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
Vuoi contattarmi per saperne di più su come fare content marketing in maniera efficace, per intercettare i bisogni del tuo target di consumatori e trovare così nuovi clienti? Puoi farlo da questa pagina!

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*