Progettare un buon sito significa pensarlo per gli utenti

come creare un sito webCreare un sito web o un e-commerce che funzionino non è semplice. Non lo è per diversi motivi. Per esempio, per realizzare un progetto online che funzioni occorre fare un’attenta ottimizzazione SEO di ogni sua pagina. Bisogna anche scrivere i suoi testi seguendo quelle che sono le regole del web writing. Insomma: il web è un mezzo che ha una grammatica di comunicazione tutta sua. Per ottenere il massimo risultato occorre conoscerla e praticarla.

Eppure, troppo spesso, ci si dimentica che la Rete è uno strumento che ha proprie regole. E ci si dimentica anche di una cosa più importante: che al centro di tutto c’è l’utente e non l’azienda. Mi spiego meglio.

Sono tante le aziende che mettono online un sito che è stato praticamente deciso dall’amministratore delegato. In altre parole: il sito è stato fatto così perché l’amministratore delegato ha seguito i propri gusti. Per dirla in modo ancor più chiaro: il sito è online in quella versione perché l’a.d. lo ha trovato “bello”.

Ma quand’è che possiamo definire un sito “bello”? Quando funziona. Cioè quando fa trovare nuovi clienti all’azienda, quando le fa aumentare le vendite. Al contrario, un sito dalla grafica accattivante ma che non vende può essere sicuramente etichettato come “brutto”. Perché ha fallito il proprio scopo, che non era tanto quello di dare visibilità online all’azienda, bensì quello di aiutarla nella lead generation. Se un sito o un e-commerce non ti porta clienti e vendite, allora a che cosa serve? A ben poco, se non rientra almeno dell’investimento fatto per crearlo.

Quale sarebbe il modo giusto di procedere? Né l’a.d. né il top management di un’azienda hanno le conoscenze tecniche per dire se un sito è fatto bene o male. Devono perciò fidarsi dei progettisti, che hanno invece gli strumenti per creare un progetto online che sia effettivamente performante e che porti l’azienda a fatturare di più.

Tutto parte dal mettere i potenziali clienti al centro del progetto. I siti non hanno lo scopo di piacere all’amministratore delegato, ma ai clienti. Sono questi ultimi che vanno presi a riferimento. Dopo tutto, l’intera strategia aziendale (e non solo la digital strategy) va incentrata sui bisogni dei clienti. Perché questo è l’unico modo di intercettare il proprio target e dare una risposta alle sue necessità.

In altre parole: si parte sempre con lo stilare l’identikit dei potenziali clienti. Sono i clienti che navigheranno il sito web, il corporate blog o l’e-commerce aziendale. Deve piacere a loro. E per far sì che un progetto online gli piaccia (e tornino magari a visitarlo o a comprare nuovamente), il progetto deve avere caratteristiche precise. Per esempio, deve essere usabile, cioè deve consentire una navigazione fluida tra le sue pagine. E poi deve essere scritto con un linguaggio semplice e chiaro: i potenziali clienti devono capire bene ciò che leggono, altrimenti non faranno alcuno sforzo per comprendere.

L’utente web è davvero parecchio pigro: non vuole spendere fatica a capire ciò che non è chiaro. Allo stesso modo, non investe tempo a imparare a navigare un sito che ha un menu di navigazione fatto male. Se l’utente web non capisce il tuo linguaggio o si inceppa nella navigazione del tuo sito, fa una cosa molto semplice: esce dal sito e va a cercare una risposta da un’altra parte sul web. Il che, quasi sempre, significa che andrà a cercare su uno dei siti dei tuoi concorrenti.

Questo è il motivo perché i potenziali clienti non possono essere ignorati nella definizione delle proprie strategie, anche online. Sono i potenziali clienti che aprono il portafogli e che pagano, diventando clienti a tutti gli effetti. E possono diventare anche clienti fidelizzati. Se però i tuoi siti non sono creati sulle loro esigenze, tutto il meccanismo si inceppa. Ripeto: un sito è bello se funziona. E un sito che funziona è sempre progettato in funzione dei clienti e non seguendo i gusti del top management (che è specializzato nel gestire l’azienda, ma che non ha competenze nella progettazione di siti web o e-commerce che vendono).

E tu, che cosa ne pensi? Hai un sito web aziendale o un business blog oppure un e-commerce? Funzionano? Quali sono state le tue difficoltà nel progettarli e nel far sì che diventassero effettivamente degli strumenti per generare contatti commerciali e vendite? Lascia un commento qui sotto per dire la tua!

 

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sito webQuesto post che pone l’accento sul fatto che progettare un buon sito significa avere in mente chi lo userà è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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