Professional Branding su LinkedIn: 5 consigli per migliorarlo

professional branding linkedinHai presente LinkedIn, il famoso social network che fa incontrare i professionisti dei cinque continenti? Il 2017 non si è ancora concluso, ma già ad aprile la piattaforma di Reid Hoffman, Allen Blue, Eric Ly, Konstantin Guericke e Jean-Luc Vaillant festeggiava i suoi 500 milioni di utenti iscritti nel mondo, di cui oltre 10 milioni sono italiani fieri di sfruttare il social network per avere nuove connessioni lavorative.

Tenendo conto di questi numeri, sono certa che già conosci molto bene LinkedIn. Ma se stai leggendo questo articolo è perché, probabilmente, hai intenzione di migliorare la tua visibilità sulla piattaforma. Aprire un canale personale su un social importante come LinkedIn e poi abbandonarlo a se stesso non è di certo una mossa vincente, soprattutto se hai intenzione di sfruttare il tuo profilo per farti conoscere e dimostrare quanto sei abile nel tuo settore di competenza.

Hai quindi deciso di dare una bella ripulita e rinfrescata al tuo profilo LinkedIn, e sei partito alla ricerca di consigli da persone preparate in materia: cercando su Google – come ho fatto io –, non puoi non imbatterti in uno dei più autorevoli esperti del campo. Sto parlando di Leonardo Bellini, uno degli esperti italiani più forti in fatto di Professional Branding.

 

Professional Branding: questo oscuro sconosciuto

La prima cosa che colpisce seguendo – e leggendo – Bellini è che parla di Professional Branding. In realtà, nel digital siamo abituati a sentir parlare di Personal Branding, cioè dell’attenzione maniacale all’immagine che diamo di noi stessi sul web attraverso i diversi canali social. Ma quando si parla di lavoro? Vale la pena di parlare dunque di un Professional Branding?

Sì, è proprio così. Trattandosi della sfera lavorativa, è necessario focalizzare l’attenzione sul Professional Branding, vale a dire su tutte quelle attività che delineano la nostra posizione lavorativa esprimendo, le nostre reali competenze, e le singole passioni in un dato settore professionale.

Dunque, qual è il migliore social network che può esprimere e curare la tua immagine professionale? LinkedIn is the answer!

Come accade spesso, però, questo speciale social network non è adatto a tutti: è necessario conoscere le dinamiche interne di LinkedIn per capire a fondo che si tratta di un prezioso quanto potente strumento. Prima di tutto per il proprio Professional Branding, e poi anche per trovare contatti che potrebbero portare a importanti collaborazioni lavorative.

Ecco perché si rivela davvero necessario avere un profilo impeccabile, capace di comunicare chi sei, che cosa fai e di che cosa ti occupi in modo chiaro e incontrovertibile. Ma non solo…

 

5 fattori per emergere su LinkedIn

Nel tentativo di dare nuova vita proficua al mio canale su LinkedIn, ho scoperto per l’appunto un post di Leonardo Bellini davvero eccezionale: un articolo dove sono raccolte delle “regole” da seguire per creare un profilo ineccepibile, perfetto per raggiungere gli obiettivi classici del social network, vale a dire:

  1. Dare un’immagine professionale di sé a tutto tondo, facendo in modo che sia chiaro sin da subito la propria qualifica;
  2. Costruire una rete di contatti professionali e interagire con la community della propria nicchia specifica per discutere, informarsi e trovare collaborazioni lavorative.

I punti su cui far leva per curare il Professional Branding su LinkedIn sono:

  1. La foto di profilo
  2. L’immagine di sfondo (cioè la cover)
  3. La qualifica professionale
  4. La rete di contatti
  5. Chi seguire

 

#1 La temibile foto del profilo

Come per ogni social network che si rispetti, la foto è un elemento essenziale per chi visita il tuo profilo: è la prima impressione che dai di te, e deve quindi comunicare sensazioni positive per consentire di far capire se è il caso di restare in contatto oppure no a chi sta sbirciando nel tuo profilo.

Per questo motivo, la foto deve trasmettere professionalità, ma non dovrebbe essere troppo seriosa. E soprattutto deve ispirare fiducia – aspetto fondamentale quando parliamo di collaborazioni lavorative!

Per colpire in modo positivo chi visita il tuo profilo, usa una foto dove accenni un sorriso, e poi focalizzati sul viso, e prova a tenere la testa a tre quarti: non frontale né di profilo. Una via di mezzo, insomma.

La foto non dovrebbe essere più vecchia di un anno, con una grandezza compresa tra i 200 x 200 pixel e i 500 x 500 pixel e non essere più pesante di 4 MB: tutti consigli utili per evitare disastri come le 8 foto da evitare su LinkedIn.

 

#2 Uno sfondo (cover) coerente

Insieme a una foto a regola d’arte, però, devi valutare uno sfondo adatto al tuo profilo professionale, ovvero un’immagine che sia complementare alla foto di profilo, non troppo eccentrica da distrarre il visitatore di turno da ciò che conta, e che aiuti a fornire informazioni utili.

Ad esempio, potresti inserire il logo tuo o della tua azienda per creare brand awareness, oltre ai classici e intramontabili contatti: numero di telefono, sito web aziendale e indirizzo e-mail, che sono il top.

 

#3 Chi sei e di che cosa ti occupi

Dopo il primo contatto visivo, è tempo di soddisfare la curiosità di chi è approdato sul tuo profilo LinkedIn, rispondendo a quesiti che riguardano la tua posizione lavorativa, ma anche le tue competenze ed esperienze passate. Quando si fa riferimento alla propria qualifica, è necessario essere chiari e sinceri: riporta le tue mansioni, l’occupazione e l’esperienza, senza esagerare e non dichiarando il falso. Non c’è nulla di peggio che ritrovarsi di fronte a sedicenti professionisti che in realtà non ne capiscono nulla. Anzi, forse sì: i famosissimi “imprenditore di me stesso”.  🙂

Evita paroloni incomprensibili ai più o diciture prettamente inglesi o magari, se proprio non puoi farne a meno, preoccupati di specificare nei dettagli quali sono le tue competenze e i servizi che puoi offrire.

Se sei un copywriter, ad esempio, e il CEO di un’azienda ha bisogno di qualcuno che scriva testi per il proprio sito web, ma non conosce il nome della tua qualifica perché sono i primi passi nel digital marketing, non scoraggiarlo: aiutalo a capire che potresti essere la figura professionale di cui ha bisogno.

 

#4 I contatti

Non bisogna mai dimenticare che LinkedIn è un social network, e in quanto tale ha bisogno della costruzione di reti che tengano in contatto i vari utenti per funzionare alla grande.

Per non snaturare l’animo di LinkedIn, è bene che crei la tua rete tramite il collegamento a contatti che svolgono lavori come il tuo, o quantomeno lavori attinenti alla stessa sfera lavorativa. Tutto questo per un semplice motivo: per avere il newsfeed di cui hai bisogno. Cioè una timeline che possa fornirti informazioni interessanti per te e per il tuo lavoro.

 

#5 Aziende e magazine

Per lo stesso motivo, potresti essere interessato a seguire i brand più rinomati o i magazine più autorevoli del tuo settore, per restare aggiornato e trarre spunto per nuove discussioni produttive.

Scommettiamo che le aziende più importanti del tuo campo hanno già una notevole presenza su LinkedIn – e tu non ne sei nemmeno a conoscenza?

 

In conclusione, per il tuo Professional Branding non c’è niente di meglio che avere una buona cura del profilo LinkedIn: una volta seguiti tutti i consigli dati qui non resta che riempire il profilo con le proprie esperienze lavorative. E se è vero che al giorno d’oggi conta più il portfolio con le esperienze vissute che il curriculum vitae con le competenze acquisite, quale migliore occasione del profilo di LinkedIn per renderti visibile e trovare interessanti contatti di lavoro o professionisti come te?

 


LinkedInQuesto articolo sui consigli per sistemare il proprio profilo su LinkedIn e renderlo così un efficace strumento di lead generation è stato scritto da Maria Grazia Tecchia, content creator professionista e grande appassionata di smartphone, tablet, computer e, più in generale, di qualsiasi device tecnologico.
Oltre che un’esperta di comunicazione sul web e marketing online, Maria Grazia è anche l’autrice di Tecnologia 360, blog in cui ha coniugato l’arte della scrittura per il web alla sua passione per tutto quello che è accessorio tecnologico.

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*