3 parametri per capire come va il tuo sito o blog

monitoraggio sito web blogHai un sito web o un corporate blog e vuoi sapere come sta andando? Più precisamente: vuoi capire se la tua content strategy sta dando i frutti sperati, cioè se il tuo content marketing ti farà centrare gli obiettivi aziendali che hai stabilito? Bene, apri Google Analytics e leggi le statistiche: le risposte che cerchi sono anche – e in certi casi soprattutto – nei numeri che ti troverai davanti.

Parliamoci chiaro: il parametro più importante di tutti è quanto ti fa guadagnare il tuo progetto online. In pratica, devi applicare questa vecchia – ma sempre valida – formuletta: GUADAGNO = RICAVI – COSTI. Se non sei in attivo, il tuo sito o il tuo blog aziendale hanno probabilmente bisogno di una revisione in termini di contenuti, call to action, usabilità ecc. Oppure devi addirittura rivedere la tua digital strategy per intero, dal momento che il ROI legato alla tua presenza online è deficitario.

In questo senso, se la tua azienda non sta monitorando le conversioni e le vendite provenienti dall’e-commerce, le iscrizioni alla newsletter, allora non sta valutando correttamente l’efficacia delle proprie attività di digital marketing.

Questo discorso è valido per tutte le aziende, non importa se sono grandi brand o minuscole PMI. La misurazione dei risultati è infatti imprescindibile, perché è da essa che si comprende se la strada intrapresa è quella corretta oppure se c’è bisogno di interventi di revisione delle tattiche – o addirittura della strategia.

Ma esistono dei parametri capaci di darci il polso della situazione e che, al tempo stesso, siano immediati da valutare? Esistono cioè dei parametri che, soprattutto per le imprese che hanno creato un sito web istituzionale o hanno aperto un blog aziendale da pochi mesi, non costringano a esprimere valutazioni affrettate sul ROI, che in quel momento è per forza lontano dall’essere soddisfacente? Sì, questi parametri esistono. Nello specifico, te ne indico tre.

Se il tuo progetto online è giovane, puoi innanzitutto fissarti su questi parametri, perché ti diranno grosso modo se stai facendo bene o no. Questi parametri sono importanti anche per chi ha un sito o un blog oramai a regime, anche se – come ho già detto – in quei casi il parametro principale con cui valutare le proprie azioni di content marketing diventa il ROI.

Vediamo dunque quali sono questi i parametri che possono darci un’indicazione piuttosto chiara di quanto bene stiamo facendo sul web.

 

  1. La frequenza di rimbalzo

    La frequenza di rimbalzo, per come la definisce Google Analytics, “è la percentuale di visite di una sola pagina, ossia di visite in cui l’utente esce dal sito dalla stessa pagina in cui è entrato senza interagire con essa”.
    In linea di massima, giusto per dare dei punti di riferimento, se la tua frequenza di rimbalzo del tuo sito aziendale supera il 55-60%, hai motivo di preoccuparti. Se hai un blog, a mio giudizio, puoi elevare questo limite al 70-75%, giusto perché spesso alcuni utenti web arriveranno sul blog solo per vedere se hai pubblicato un nuovo post e, non trovandolo, se ne andranno subito.
    Tieni comunque presente che la frequenza di rimbalzo è sì importante, ma è un parametro che va letto insieme ad altri dati, quindi va contestualizzato. Per esempio, su questo mio blog spesso creo post cosiddetti sempreverdi, cioè contenuti lunghi che cercano di sviscerare con un buon grado di completezza un argomento – per esempio, i post su come guadagnare con un blog, sulle regole del web writing, sulla content strategy. È evidente che, in casi simili, la persona che ha letto il post – magari impiegando cinque-sei minuti – non ha in genere motivo di proseguire la visita: ha infatti avuto tutte le notizie di cui aveva bisogno. Pertanto, in questi casi, la visita di una sola pagina web non può essere considerata un rimbalzo, proprio perché il visitatore ha letto a lungo – magari fino in fondo – il contenuto, trovandolo evidentemente pertinente e di un certo valore.
    Di conseguenza, presta la massima attenzione nel valutare la frequenza di rimbalzo del tuo sito istituzionale e del tuo blog aziendale. Se il valore del parametro è elevato e, in concomitanza, il tempo di permanenza dei visitatori sulle pagine è basso, devi certamente intervenire, migliorando per esempio la qualità dei contenuti. Negli altri casi, fa’ una valutazione più approfondita.

  2. La percentuale di nuovi visitatori

    Raggiungere sempre più nuovi visitatori è il sogno di ogni a.d. e di ogni direttore marketing, e la percentuale dei nuovi visitatori ci dà il riscontro diretto di quanti utenti arrivano per la prima volta sulle pagine del nostro sito o del nostro blog.
    Quale dev’essere questa percentuale? È davvero difficile indicare un valore preciso, perché esso dipende dagli obiettivi del progetto web. Tutto dipende insomma da quanto ti interessa avere un pubblico di passaggio oppure costruire una community intorno al tuo sito o al tuo blog aziendale.
    Per esempio, in questo mio business blog la percentuale di nuove visite è dall’inizio dell’anno l’85,9%. Essere vicino al 90% è una cosa che non mi preoccupa molto, proprio perché uno degli obiettivi del blog è darmi più visibilità possibile all’interno del target che ho scelto. Certo che, se avessi un percentuale di nuove visite abbondantemente sopra il 90%, comincerei a preoccuparmi. Significherebbe che gli utenti non tornano mai sul mio blog, cioè che non sono riuscito a fidelizzare quasi nessuno dei miei visitatori.

  3. Il tempo di permanenza sulla singola pagina

    Questo che leggi è il post numero mille e sessantaquattro del mio blog. Alcuni post sono letti per dieci minuti e più, altri per circa trenta secondi. È evidente che i primi sono post che hanno centrato il bersaglio, mentre i secondi no. Ovviamente, il tempo di lettura è influenzato anche dalla lunghezza del singolo post: più parole ci sono nel contenuto e più è verosimile che gli utenti ci passino più tempo – se il contenuto è pertinente e di valore ai loro occhi.
    Però, in linea di massima, se si guardano le statistiche con una certa obiettività, è facile capire se un contenuto ha inchiodato i lettori nella sua lettura oppure li ha respinti.
    Ecco, se il tempo di visita del tuo sito o del tuo blog è basso – basso in relazione alla lunghezza dei contenuti – sta suonando il campanello d’allarme. Ciò significa che stai sbagliando qualcosa nel tuo content marketing. Ti rivolgi forse al target sbagliato? Oppure scrivi contenuti di scarso valore? O anche: dici cose poco originali, perché le hanno già dette tantissimi altri prima di te, e sei quindi fuori tempo massimo? Oppure si verifica più di uno di questi fatti contemporaneamente?

 

Ecco, questi sono tre parametri che, in maniera grossolana ma intuitiva, ti possono dare l’idea di come sta andando i progetti online della tua azienda. Soprattutto se la tua avventura sul web è appena iniziata, ti suggerisco di tener sott’occhio costantemente i parametri indicati. E ricordati che, dopo un po’, avrai un solo giudice dell’efficacia della tua presenza in Rete: il ROI.

E tu, come monitori l’andamento dei tuoi siti web o dei tuoi blog? Quali altri parametri si posso citare perché, secondo la tua esperienza, indicano come un progetto online sta andando?

 

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digital marketingQuesto post sui tre parametri che ti indicano come sta andando il tuo sito web istituzionale o il tuo corporate blog è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione e marketing per le aziende, come business writer e come content creator. Il mio obiettivo è far riuscire a vendere più prodotti e servizi alle aziende, sia quelle B2C che quelle B2B.
Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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