Intervista a Valentina Vandilli, LinkedIn trainer ed esperta di strategie social

Valentina Vandilli LinkedIn TrainerLinkedIn è oramai una piattaforma usata in ogni angolo del nostro pianeta. In Italia conta circa 11 milioni di utenti. Oltre 550 sono quelli attivi a livello globale. Si tratta di numeri davvero straordinari, che fanno di LinkedIn il social network professionale numero uno al mondo.

Dal momento che LinkedIn rappresenta “il posto in cui stare per le aziende e per i professionisti, è bene imparare a usarlo in modo proficuo. Già, ma come si può imparare a sfruttare al massimo questa piattaforma? La risposta ci può venire per esempio dall’esperienza di Valentina Vandilli, esperta di strategie social e LinkedIn trainer.

Valentina è una professionista della comunicazione specializzata nell’uso di LinkedIn. Nello specifico, la sua attività è focalizzata sull’aiutare i freelance a individuare strategie che gli portino più visibilità e clienti. Valentina è quindi la persona giusta a cui fare qualche domanda sull’uso di LinkedIn e su come trarre vantaggi dalla nostra presenza sul social.

 

Ciao Valentina, e grazie della tua disponibilità. Inizierei la nostra chiacchierata chiedendoti di raccontarci qualcosa di te. Per esempio, qual è la tua formazione? E qual è il tuo percorso professionale?
Grazie Alessandro, io ho una formazione di tipo artistico, sono diplomata grafica pubblicitaria e ho conseguito successivamente l’attestato da Web Project Manager, quando ancora non era così diffusa questa professione in Italia, grazie a un corso regionale europeo che vedeva come insegnanti professionisti di calibro come consulenti per la Swatch Italia e Project Manger nel settore aerospaziale.
Appena finito il liceo chiesi di ricevere in regalo il mio primo computer, dopo pochi mesi già sapevo compilare l’HTML per creare dei semplici siti web, cominciai quindi a sviluppare una rete clienti. Vista la difficoltà di quegli anni, optai per un più sicuro lavoro da dipendente nel settore IT, occupandomi sempre della realizzazione di siti web, successivamente con lo sviluppo dei social media, aggiunsi anche la gestione dei profili aziendali social.
Riuscii a realizzare il mio sogno lavorando anche per HTML.it, anche se solo per poco tempo, nel settore tecnico legato all’advertising web.
Ho studiato da autodidatta come molti della mia generazione e ho fatto molta esperienza sul campo, per questo mi sono dedicata dal 2014 alla realizzazione di strategie social per i freelance, nell’ottica di supportarli in un percorso che gli faccia riscoprire il loro Valore Unico, differenziandosi dai competitor e trovando i clienti che realmente desiderano.

 

Più in generale, da dove nasce la tua passione per il web?
Il computer per me è stato un modo per entrare in contatto con le persone quando gli ostacoli della mia vita mi impedivano di farlo offline.
Sono molto curiosa quindi ho accolto questo nuovo strumento con entusiasmo da subito, vedendone le potenzialità.

 

Dal momento che sei tra i più validi esperti nazionali di LinkedIn, ne approfitto per farti un po’ di domande sulla piattaforma e sul suo uso. Cominciamo da qui: sono ancora tanti i professionisti italiani che ignorano o sottovalutano le potenzialità di LinkedIn?
Si molti, questo perché LinkedIn non è una piattaforma intuitiva, d’altro canto è potentissima per il business, mi riferisco a tutte quelle attività legate al mondo del lavoro, quindi reclutamento personale e acquisizione di nuovi clienti.
Ma il vero valore di LinkedIn risiede nella qualità delle relazioni umane, questa è la grande rivoluzione secondo me, per questo motivo bisogna sganciarsi dall’utilizzo spesso becero dei social media, che porta molti a considerarli come un volantino digitale, dove pubblicizzare massivamente i propri prodotti e servizi.
Quando scegliamo un bar dove prendere un caffè, come facciamo a sceglierlo? Quasi mai sarà per la qualità della miscela, al 99% decideremo un luogo particolare perché ci farà sentire accolti e serviti nel modo che noi desideriamo. La stessa cosa succederà quando un consulente ci contatterà su LinkedIn, sceglieremo la persona prima e il servizio/prodotto dopo.

 

Perché dovremmo avere un profilo su LinkedIn, creare contenuti e magari partecipare attivamente alle discussioni delle community del nostro settore?
Perché ci permette gratuitamente di creare la nostra reputazione online, mettendoci in contatto con persone che difficilmente incontreremo nella nostra vita professionale, sia per problemi legati alla distanza (come fanno altri social) sia legati alla mancanza di un luogo dedicato esclusivamente al business.

 

LinkedIn è uno strumento utilissimo anche per le aziende. Ammettiamo che io sia il direttore marketing di una società, mi daresti qualche consiglio per sfruttare al meglio le potenzialità di questo social?
Nel caso specifico, un direttore del marketing può fare due cose: lavorare sui contenuti per aumentare la propria autorevolezza e contribuire a fare la stessa cosa per l’azienda dove lavora grazie alle Pagine aziendali.
Tessendo rapporti umani con altri contatti, colleghi o fornitori di settore potrà potenziare la rete attorno a lui.

 

Quali sono gli errori che vedi fare più spesso ai professionisti su LinkedIn?
Pubblicare contenuti autoreferenziali e che non presuppongono alcuna interazione da parte della persona che li fruisce.

 

E quali sono invece gli errori che fanno le aziende?
Non far partecipare i propri dipendenti alla creazione e/o diffusione di contenuti legati all’azienda (foto, video o interviste).

 

Parliamo di LinkedIn Pulse, il blog di LinkedIn. È un valido strumento per ottenere visibilità? Qualche consiglio per usarlo al meglio?
Pulse o meglio LinkedIn Publishing, visto che ha cambiato il suo nome ma non la sua funzione, è utilissimo per accrescere la propria autorevolezza in quanto possiamo creare articoli lunghi e tecnici visibili anche dal nostro profilo.
Esiste anche la possibilità di aggiungere video, foto e link esterni, un piccolo blog interno alla piattaforma che viene ad oggi indicizzato sui motori di ricerca come anche i post della home page.

 

Ho notato che scrivere aggiornamenti di stato “solo testuali” fa ottenere grande visibilità, anche al di fuori dei propri contatti. È davvero così?
Esatto, ho studiato un metodo per aumentare la viralità dei contenuti attenendomi alle linee guida di LinkedIn, infatti postando brevi messaggi di testo su temi caldi legati al nostro obiettivo di business divisi per area di interesse, argomento o parola chiave, riusciremo a ottenere risultati molti interessanti.

 

Negli ultimi anni, sta circolando sempre più spesso un’espressione: personal branding. Puoi spiegarci di che si tratta e perché dovrebbe interessarci?
Possiamo riassumere questo termine nelle operazioni che ci portano a far conoscere la nostra attività attraverso varie azioni offline e online. In parole povere, un grafico che deve emergere dovrà cominciare a raccontarsi attraverso i canali social per dimostrare la sua bravura e i suoi valori, questi elementi faranno in modo da attrarre il suo pubblico di riferimento.

 

Qualche consiglio al volo per cominciare già da subito a curare la nostra web reputation?Chiederci qual è il nostro Valore Unico, come ci differenziamo dagli altri? Che cosa ci fa sentire bene nel nostro lavoro (quale azione, che tipo di clienti ecc.), chi sono le persone che vorremmo come collaboratori/clienti/fornitori. L’elenco è lungo…

 

Siamo in chiusura. Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli sul lungo periodo?
A breve termine verrà lanciato un corso online con un taglio totalmente diverso da quelli che potresti trovare sul tema LinkedIn, il mio obiettivo infatti è quello di non far focalizzare le persone sui tecnicismi della piattaforma ma sul lato strategico, per poter creare progetti scalabili sul medio-lungo periodo, perché la crescita costante è il vero obiettivo di ogni strategia digitale.
Sul lungo periodo vorrei visitare in America la sede di LinkedIn, per riuscire a comprendere meglio come far diventare questa piattaforma il punto di riferimento per la ricerca del personale in Italia. La motivazione risiede nel desiderio di colmare quel gap generato dalla mancata comunicazione tra datore di lavoro e potenziale dipendente, come anche tra freelance e potenziale cliente.

 

Ringrazio Valentina Vandilli per il tempo che mi ha dedicato e per aver aiutato noi tutti a comprendere meglio le dinamiche di LinkedIn. Chi tra voi voglia rimanere in contatto con lei può farlo seguendo il suo profilo LinkedIn o anche il suo gruppo Telegram, attraverso il quale Valentina condivide riflessioni sulle strategie più efficaci per ottenere risultati su LinkedIn.

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