Intervista a Ginevra Fidora di “Professioni del Web”

intervista a Ginevra FidoraQuali sono gli errori più comuni che le aziende commettono sui social media? Questa è solo una delle curiosità a cui darà risposta Ginevra Fidora di Professioni del Web nell’intervista che oggi vi propongo.

Ginevra ha un profilo professionale davvero molto completo, poiché è sia una community manager che una all-line advertiser e una digital PR. Vanta anche una prestigiosa esperienza nel campo dell’insegnamento. Dunque, chi meglio di lei può dirci a che punto è il social media marketing nel nostro Paese? Se poi tu che leggi sei uno studente universitario che ambisce a lavorare in Rete, fa’ molta attenzione: nel corso dell’intervista, Ginevra ti indicherà quali sono le professioni del web che saranno maggiormente richieste in futuro da brand e PMI!

Lasciamo dunque la parola a Ginevra e sentiamo quello che ha da raccontarci sulla sua esperienza professionale nel mondo del web e su come si possono sfruttare i social media per fare business online in maniera efficace.

 

Ciao Ginevra e grazie della tua disponibilità. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te: qual è la tua formazione? E da dove nasce questa tua passione per il marketing e, in particolare, per il web marketing?
Laureata in giurisprudenza, ho capito quasi subito che il mondo dei tribunali non faceva per me. Mi sarebbe piaciuto lavorare in un ambiente più giovane e dinamico. Ram Consulting, un’azienda di Benevento che si occupa di marketing e comunicazione, mi ha dato la prima vera opportunità. A Ram devo tanto: è lì che è nata la mia passione per il web marketing.
Ad un evento di settore poi ho conosciuto Giulio Xhaet, che all’epoca stava scrivendo Le nuove professioni del web; ho capito che avrei potuto imparare molto da lui e ho scelto di seguirlo. Oggi posso dire che ne è valsa la pena.

 

Sei partner di Professioni del Web. Puoi parlarci di questo progetto e del ruolo che hai in esso?
Professioni del Web è un progetto di orientamento, formazione e consulenza in tema di digitale. La nostra mission è rendere 2.0 università ed aziende ancora “analogiche”. Non si tratta solo di saper usare gli strumenti e acquisire delle competenze; cerchiamo di trasmettere le attitudini necessarie a muoversi in questo nuovo contesto.
In particolare io mi occupo di community management e di advertising, sia sotto il profilo della formazione che a livello operativo.

 

Domanda a bruciapelo: quali sono le professioni del web che saranno più richieste nei prossimi anni?
Di solito si dice che la professione più richiesta sarà quella del SEO (search engine optimizer) visto che ormai esisti (come azienda e come persona) solo se lo dice Google; io invece scommetto sul content curator. Ancora poco nota in Italia, è una figura che si rivelerà a breve indispensabile: basti pensare a quanti contenuti nuovi vengono pubblicati ogni giorno sul web. Sentiremo il bisogno impellente di qualcuno che dia loro un senso, che sappia trasformare il rumore di fondo in segnale.

 

Spesso si fa una gran confusione tra le differenti professioni del web. Tanto per fare un esempio, un errore frequente è identificare i community manager con i social media manager, e viceversa. Siccome tu sei proprio una community manager, ma anche una all-line advertiser e una digital PR, potresti spiegarci che differenze ci sono tra queste tre professioni?
Distinguere ed identificare le varie professioni in maniera netta è complicato: sono tutte connesse e convergenti. Soprattutto in aziende di piccole o medie dimensioni, un community manager deve ovviamente fare anche networking e digital PR, occuparsi della gestione della e-reputation, della creazione e della cura dei contenuti… e sarebbe bene che avesse almeno delle basi di web analytics, advertising e SEO.
Se proprio volessimo cercare di dare delle definizioni potremmo dire che:

a) Il community manager si occupa di attrarre, fidelizzare e coinvolgere gli utenti nei vari luoghi della Rete in cui questi si trovano: blog, forum, social & professional network. (Per rispondere alla tua domanda nella domanda, i social media sono “solo” gli avamposti sociali delle communty, non costituiscono essi stessi le community. Così parlare di social media manager invece che di community manager è piuttosto riduttivo).

b) L’all-line advertiser è una figura professionale in grado di creare campagne promozionali basate sull’integrazione di differenti canali, sia on-line che off-line. Identificare il mondo “virtuale” e quello “reale” con dinamiche di advertising distinte e separate, equivale oggi ad un suicidio strategico.

c) Il digital PR ha il delicato compito di costruire vaste reti di relazioni sul web, entrando in contatto con blogger, influencer ed attivisti della Rete. Un bravo digital PR, però, non si nasconde dietro uno schermo, è abituato a surfare tra l’online e l’offline, per cercare di ritrovare dal vivo le relazioni instaurate in Rete, partecipando ad eventi di settore, congressi ecc.

 

Potresti indicarci quali sono i tre errori più grossi che un brand può fare nel gestire la propria presenza online sui social media?
I peggiori errori che i brand commettono sul web sono tutti conseguenza inevitabile di una percezione errata della potenza della Rete e dei social. I più ricorrenti?

1) Considerare i social una perdita di tempo: aziende ed università in cui è bloccato l’accesso a Facebook sono all’ordine del giorno.

2) Sottovalutare l’importanza di una strategia: “Il profilo Twitter della mia azienda lo lascio gestire a mio figlio che fa la quarta elementare, non sarà poi così difficile”. Fatemi sapere come va.

3) Ignorare le voci intorno al brand, le proposte e le lamentele dei consumatori. Il web 2.0 ha dato potere alle persone (il che, come è facile intuire, è al tempo stesso un bene per alcuni aspetti ed un male per altri); se hanno qualcosa da dire, ascoltatele.

 

Ammettiamo invece che io sia il titolare di una PMI con un budget molto risicato. Hai qualche consiglio da darmi perché la mia presenza sui social media possa comunque avere efficacia?
I social media sono una incredibile opportunità per le PMI proprio perché offrono soluzioni per qualsiasi tipo di budget.
Una buona idea può diventare virale con un investimento molto limitato. Come ho appena detto, però, sono strumenti che non vanno sottovalutati.

 

Oggi come oggi, si fa un gran parlare di personal branding. Tu come la vedi?
Come dicevo prima, siamo quello che dice Google. I recruiter che devono valutare un CV prima ancora di leggerlo cercano il nome del candidato su Internet.
Credo che sia determinante per i ragazzi (e non solo) saper gestire la propria presenza online. Ciò significa innanzitutto diventare confidenti con le impostazioni sulla privacy dei vari social network, ma soprattutto capire l’importanza di portare avanti un progetto personale e sapere come renderlo Google friendly.

 

Adesso ti faccio una domanda un po’ scomoda, ma d’altro canto chi meglio di una professionista del settore come te può darci una risposta. La domanda è: abbiamo finalmente trovato un modello affidabile di web marketing? Oppure tutto dipende ancora dal particolare contesto in cui si opera?
No, non è così facile. Il web, grazie ai bassi budget d’accesso, grazie alla possibilità di misurare i risultati in tempo reale (ed eventualmente modificare il tiro), e grazie alla facilità con cui si raggiungono nicchie specifiche, è spesso un ottimo investimento, sia per le PMI che per le grandi aziende. Ma ovviamente non si può generalizzare: dipende sempre tutto dal contesto in cui si opera, dal target a cui ci si rivolge, dal territorio, dal mercato in generale.

 

Ci hai parlato della tua docenza al Master in Marketing, Comunicazione & Nuove Professioni Digitali de Il Sole 24 Ore Formazione|Eventi. Quale disciplina insegni? Più in generale, ti va di parlarci della tua esperienza di insegnante?
Anche lì mi sono occupata di community management e di digital advertising. Insegnare è sempre un’esperienza gratificante, ma il master a cui ti riferisci è stato anche divertente, perché si trattava di un corso con un taglio particolarmente pratico, con molte case history ed esercitazioni “sul campo”.

 

Ammettiamo che io sia un giovane studente universitario e che, leggendo la tua intervista, abbia pensato: “Fico! Dopo la laurea voglio lavorare anch’io nel mondo della comunicazione sul web!”. Ecco, potresti darmi qualche indicazione su come approcciarmi al meglio a questo mondo, evitando gli errori classici dei principianti? Che devo aspettarmi?
Nelle aziende italiane è ben noto il paradosso della ricerca di “stagisti con esperienza”.
Ebbene, per fare esperienza nelle professioni del web non c’è bisogno di aspettare che qualcuno ti assuma, ti dia un input, un incarico di qualche tipo. Hai un’idea? Mettila in pratica. Puoi farlo, e puoi farlo da solo. Puoi creare un sito web, aprire un blog, un e-commerce, una community, una pagina Facebook. Puoi promuovere il tuo progetto e analizzare i risultati.
Il mio consiglio quindi è: just do it!.

 

Siamo in conclusione. Quali sono i tuoi progetti nel breve termine? E nel lungo?
Per il momento sono concentratissima su Professioni del Web, che sta crescendo in fretta. Sulla lunga distanza è più difficile fare programmi dettagliati: mi piacerebbe continuare a lavorare in questo settore… ma chi può dire in che direzione evolverà il mondo del web?

 

Ringrazio Ginevra per il tempo che è riuscita a dedicarmi, strappandolo ai suoi numerosi impegni professionali. A voi lettori non posso che rinnovare il mio consiglio di seguirla, attraverso il suo profilo Twitter e su Professioni del Web. Sia che voi siate marketer di un brand o titolari di una PMI o studenti universitari, avrete l’opportunità di rimanere aggiornati su ciò che funziona davvero sul web e su ciò che permette di fare business online nel modo giusto!

2 pensieri su “Intervista a Ginevra Fidora di “Professioni del Web”

  1. Elena

    Grazie Alessandro per aver pubblicato questa intervista!

    Ringrazio anche Ginevra, sempre capace di dare spunti utili e stimolanti… ricordo le sue lezioni al master! 🙂

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