Inbound marketing: che cos’è, perché funziona?

inbound marketingL’inbound marketing è uno degli strumenti più efficaci – per molti il più efficace di tutti – per far decollare un business sul web nel 2013. Esso si basa sull’analisi dei bisogni e dei comportamenti degli utenti online.

Una precisazione prima di proseguire nel post. Ogni tanto, qualche professionista del web si inventa un nuovo temine o una nuova espressione, giusto per fare un po’ di marketing. A volte, alcuni di questi termini e alcune di queste espressioni incontrano il favore di altri professionisti e cominciano a diffondersi a macchia d’olio.

Mi spiace dirlo, ma a me sembra che anche inbound marketing rientri nella tra questi. Il dato di fatto è che però l’espressione è stata velocemente adottata da molti addetti ai lavori del web e dai loro clienti. Quindi, è giusto dedicarle un po’ di spazio, per spiegare che cos’è e per fare alcune considerazioni su ciò che gira intorno al mondo dell’inbound marketing.

 

Inbound marketing: che cos’è?

L’inbound marketing è una strategia di marketing che ha lo scopo di attirare visitatori su un sito web – o su altri spazi online gestiti da un brand –, fornendo loro dei contenuti di qualità.

Questi contenuti web di qualità costituiscono il valore aggiunto che il sito aziendale è in grado di fornire a chi lo visita. L’obiettivo dell’inbound marketing è quello di interessare così tanto i visitatori da ottenere in cambio conversioni nel breve termine e clienti fidelizzati nel lungo termine. Tutto ciò, l’inbound marketing lo ottiene attraverso uno studio approfondito dei bisogni e dei comportamenti degli utenti web che rientrano nel target della strategia di marketing.

inbound marketingSe volete una definizione in più dell’inbound marketing, posso citarvi quella di Wikipedia: “Il termine inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti in contrasto con la modalità tradizionale (detta invece di outbound marketing) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente”. Insomma: è chiaro il fatto che chi fa inbound marketing si fa trovare anziché andare direttamente a caccia dei clienti!

A proposito: cliccando sull’immagine a fianco, si aprirà una infografica in cui sono riassunte le differenze tra inblound e outbound marketing, i motivi per cui quest’ultimo sta perdendo terreno rispetto al primo e una serie di interessanti dati proprio sull’inbound marketing. Scelgo un dato su tutti: l’inbound marketing è più economico del 62% rispetto all’outbound marketing nel generare lead.

 

Quali sono gli elementi chiave dell’inbound marketing?

O meglio: su che cosa poggia una campagna di inbound marketing? Per implementare azioni personalizzate sulle esigenze e sui comportamenti degli utenti web in ogni fase del loro engagement nei confronti del brand, l’inbound marketing sfrutta diverse tattiche. Come detto, l’obiettivo dichiarato è quello di attirare l’attenzione di un utente fino a trasformarlo, per gradi, in un cliente fidelizzato. Questo percorso a tappe fa uso di diversi mezzi e tecniche di comunicazione online, che costituiscono il campo su cui si gioca la partita. Alcuni dei più importanti sono, per esempio:

 

Quali sono i vantaggi dell’inbound marketing?

Se fatto come si deve, l’inbound marketing porta ai brand tre grandi vantaggi:

  • un incremento del ROI
  • una più efficace brand awareness
  • una maggior diffusione nel web dei contenuti di qualità prodotti dal brand

Forse il vantaggio principale è proprio quello di ottenere l’insediamento di un meccanismo virtuoso che, a un certo punto, inizia a diffondere l’immagine aziendale nel web, raggiungendo un ampio numero di altri potenziali clienti. Insomma: l’inbound marketing crea lo stesso effetto prodotto dai cerchi di un sasso che cade nell’acqua. E il bello è che la scintilla di questo effetto è sì generata dal brand, ma la sua propagazione è portata avanti dagli utenti web!

In sintesi, ecco i fattori su cui l’inbound marketing fa leva affinché si instauri il meccanismo virtuoso di cui ho parlato sopra:

  • Il rispetto per le scelte degli utenti: la logica push è abbinata a quella pull.
  • L’alta soddisfazione dell’utente web data dal fatto che egli ha la possibilità di fruire di un vero e proprio valore aggiunto, che è dato dai contenuti di qualità che il brand gli fa leggere.
  • La spontanea condivisione delle informazioni da parte degli utenti web che ne sono soddisfatti dopo la lettura.
  • La durata nel tempo della fedeltà dei visitatori, a patto che si soddisfino le loro aspettative attraverso contenuti di reale utilità.
  • L’apporto di traffico web qualificato (cioè altamente in target) verso il sito web o il blog aziendale.
  • La costruzione di una relazione a lungo termine con il singolo utente, che torna periodicamente a visitare la specifica piattaforma web del brand su cui ha trovato contenuti di qualità.
  • L’impatto positivo dell’inbound marketing sulla web reputation del brand.
  • I minori investimenti finanziari in web marketing che l’inbound marketing rende necessari.

 

Inbound marketing: quali gli svantaggi?

L’inbound marketing va fatto seriamente, altrimenti è meglio lasciar perdere, perché il rischio è quello di sprecare tempo e denaro. In linea di massima, questi sono i punti più delicati a cui prestare attenzione nel preparare una campagna di inbound marketing:

  • La fase di analisi iniziale: c’è bisogno di una vera e propria metodologia multicanale capace di identificare i bisogni del target e il suo comportamento online (il che implica lo studio della giusta architettura dell’informazione e il ricorso alla web usability).
  • La progettazione di contenuti da parte di web writer capaci di creare valore aggiunto. Il lavoro di costruzione dei contenuti web non può essere delegato in alcuna sua fase a chi non sia un professionista del web writing. In particolare, per fare inbound marketing realmente efficace, il brand, l’azienda o la PMI dovranno contattare un web copywriter esperto di persuasive copywriting, cioè di quel tipo di scrittura per il web che fa vendere online.
  • La necessità di investire tempo per la produzione di contenuti web a valore aggiunto. Non ci sono trucchi: per produrre grandi contenuti di qualità occorre tempo!
  • La lenta risposta del pubblico. L’inbound marketing non funziona all’istante, ma sul medio e lungo periodo. In effetti, come già ricordato, non è l’inbound marketing ad andare a caccia di nuovi clienti, ma sono i potenziali clienti che trovano i contenuti aziendali. E se questi ultimi sono davvero in grado di convertire, fidelizzano il visitatore con il trascorrere del tempo. Insomma: nell’inbound marketing i risultati arrivano solo per chi sa essere perseverante!

 

Ecco, questo è in breve quello che c’è da sapere sulla disciplina dell’inbound marketing. Ripeto: a mio giudizio, l’espressione inbound marketing è stata inventata da un marketer molto furbo, che poi ha avuto la fortuna di vederla accettata e rilanciata dagli operatori del mercato.  🙂  Siccome oggi è piuttosto diffusa, valeva la pena dedicarle un post per spiegare che cos’è e per mostrare come funzionano i suoi meccanismi.

E tu come la vedi? Parli anche tu di inbound marketing? Nello specifico, lo ritieni davvero uno strumento di marketing così potente per il business di un brand o di una azienda? Lascia un tuo commento e condividi con noi le tue osservazioni e i tuoi consigli su come fare inbound marketing in maniera efficace nel 2013!

Ah, ancora una cosa prima di chiudere. Qui sotto, trovi un video che riassume in poco più di quattro minuti gli argomenti di questo post, e cioè che cos’è l’inbound marketing, perché è efficace e quali sono le sue differenze con l’outbound marketing.

 

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