I 5 pilastri del digital marketing e il relativo flusso di lavoro

digital marketingFare digital marketing può davvero essere un duro lavoro: bisogna sapersi organizzare tra mille compiti, attendere svariate approvazioni dai clienti, essere sempre pronti a eventuali cambi di priorità, effettuare attente revisioni del lavoro, per non parlare poi dell’attività vera e propria di monitoraggio, controllo e comunicazione dei risultati delle diverse campagne attuate.

Può essere davvero un’attività estenuante, ma se sappiamo organizzarci al meglio possiamo ottimizzare i tempi e facilitare il lavoro di squadra per raggiungere i risultati prefissati.

Per riuscire in questo, è necessario saper distinguere i diversi flussi di lavoro, e permettere ai singoli gruppi di collaboratori di concentrarsi esclusivamente sul proprio ambito, per collaborare in perfetta sincronia con tutti gli altri e creare davvero un buon risultato finale.

Ma come organizzare tutto il lavoro che ruota intorno al digital marketing? Con flussi di lavoro ben precisi, in cui ogni team si occupa di un’attività in particolare e riesce a trarne di conseguenza il meglio, applicando le proprie specifiche conoscenze e tecniche di marketing. Ce lo spiega per esempio l’infografica di Digital Information World (clicca sulla figura in alto a destra per ingrandirla).

Andiamo allora a considerare quelli che sono i cinque pilastri del digital marketing, e vediamo che consigli si possono dare a un team per massimizzare i propri risultati in ciascuno di questi ambiti.

 

1. Il content marketing

Per quanto riguarda il content marketing, per esempio nel caso di un corporate blog, è necessario distinguere le diverse fasi di lavoro per prepararsi e organizzarsi al meglio possibile.

  1. Identificare gli obiettivi e il target: prima di cominciare è assolutamente fondamentale stabilire gli obiettivi e individuare il giusto pubblico. Bisogna quindi chiedersi “A che cosa serve in questo caso l’attività di content marketing?” e “A chi si rivolgono gli articoli che devo scrivere?”.
  2. Stabilire un calendario editoriale, che è necessario per avere sempre ben organizzata l’uscita di tutti gli articoli, e per non avere problemi nel caso si presentasse il cosiddetto blocco dello scrittore.
  3. Assegnare i diversi contenuti ai membri del team, per dividere equamente il lavoro tra tutti, e assegnare compiti ben precisi a ogni professionista.
  4. Scrivere gli articoli, e beh, ve l’aspettavate? Scriverli cercando di creare un valore molto alto agli occhi dei lettori, e tenendo anche presenti le regole di ottimizzazione SEO.
  5. Correggere le bozze per effettuare un’accurata revisione dei propri contenuti.
  6. Creare o scegliere le immagini giuste, ricordandone l’importanza visiva.
  7. Scrivere e programmare i post per i social network, dando vita a post che creino engagement con gli utenti.
  8. Pubblicare finalmente i contenuti.
  9. Distribuire i contenuti il più possibile.
  10. Rispondere ai commenti dei lettori, sempre e comunque.
  11. Riutilizzare i contenuti in altri formati, riproponendo ad esempio gli articoli pubblicati all’interno del blog in una praticissima versione e-book.

 

2. E-mail marketing

Stesso discorso per l’e-mail marketing: l’organizzazione e messa in chiaro dei diversi step da seguire è fondamentale per una buona riuscita del lavoro e per la corretta diffusione del messaggio pubblicitario di un’azienda. Bisogna quindi:

  1. Pianificare e stabilire gli obiettivi, perché questo è il primo passo per la creazione di qualsiasi strategia di marketing (e non solo).
  2. Elaborare il layout della e-mail commerciale, ovvero come vogliamo siano distribuiti visivamente i contenuti all’interno dell’e-mail stessa.
  3. Scrivere i testi dell’e-mail, adattando il messaggio in base al tipo di target destinatario.
  4. Gestire il flusso di lavoro grazie a strumenti automatici, come ad esempio MailChimp, che permette di organizzare le newsletter in pochi minuti e con una corretta configurazione. Con questo tool è possibile creare facilmente le liste di distribuzione e il vero e proprio corpo della newsletter secondo le diverse esigenze.
  5. Testare le e-mail e, in caso di riscontro di problemi, correggere i messaggi e riprovare.
  6. Programmare le e-mail per rendere tutto il lavoro più facile e scorrevole.
  7. Analizzare i risultati per migliorare l’azione di marketing futura.

 

3. Social media marketing

Anche per quanto riguarda la sfera social è necessario avere ben chiara una precisa tabella di marcia, in modo tale da stabilire la giusta strategia di social media marketing, per ottenere quanta più visibilità è possibile. A tal proposito è necessario:

  1. Attingere ai contenuti propri (ad esempio agli articoli del corporate blog) e a quelli di grande qualità scritti da altri blogger e autori, per dar vita a un profilo social curato e interattivo.
  2. Postare testi, video e foto specifici del settore per gli aggiornamenti di stato, senza dimenticare di canalizzare l’attenzione degli utenti mediante l’impiego di call to action.
  3. Utilizzare i dati raccolti dalle statistiche per migliorare la strategia di marketing sui social.

 

4. Fare digital PR online

Come fare in modo che il vasto pubblico degli internauti venga a conoscenza dei servizi di un’azienda, del funzionamento interno della stessa e permettergli di fidarsi del brand? Con una buona attività di digital PR, naturalmente, che consiste in diverse fasi:

  1. Controllare l’attuale copertura mediatica dell’azienda.
  2. Prefissare obiettivi specifici per la strategia di marketing chiedendosi quali risultati si vogliono ottenere.
  3. Individuare il pubblico a cui ci si riferisce, indagando sul settore e sulla tipologia di clienti potenzialmente interessati ai prodotti e servizi aziendali.
  4. Individuare giornalisti del settore che possano aumentare la visibilità dell’azienda riprendendone i contenuti.
  5. Definire un preciso messaggio comunicativo.
  6. Valutare i risultati raggiunti e quindi stabilire eventuali correttivi o nuovi obiettivi.

 

5. Search engine marketing

Infine, non si può prescindere dal search engine marketing, che l’infografica identifica per intero nel pay per click, e che è necessario per generare traffico verso un sito web, in maniera alternativa a quanto fa la SEO, cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Tutto ciò si traduce nell’esecuzione di vari task, tra cui:

  1. Decidere il pubblico e gli obiettivi delle campagne pay per click, per poter trarre il meglio da questo tipo di advertising ed evitare di pagare costi troppo elevati per campagne settate in modo maldestro.
  2. Definire il budget massimo della campagna pubblicitaria.
  3. Determinare le parole chiave specifiche per il target, al fine di centrare perfettamente il pubblico realmente interessato a specifici servizi o prodotti.
  4. Occuparsi della stesura dei testi delle campagne.
  5. Creare la pagina per l’annuncio.
  6. Ottenere un feedback coinvolgendo tutto il team.
  7. Ottimizzare le campagne ed eseguire split test per stabilire quali sono gli elementi più efficaci che attirano gli utenti.
  8. Pianificare la pubblicazione degli annunci che si sono dimostrati funzionare meglio.
  9. Misurare e analizzare i risultati per valutare se la strategia in uso è quella vincente oppure se è possibile migliorare ancora.

 

Questa era un’idea su come distinguere i diversi flussi di lavoro nelle attività di digital marketing, in base alle specifiche competenze di ogni singolo professionista.

Siete d’accordo con quanto appena elencato? Che consigliereste di aggiungere per mettere ordine nell’attività di digital marketing di una società?

 

digital marketingQuesto articolo sui pilastri del digital marketing e sul flusso di lavoro di un team di professionisti del marketing online è un guest post di Maria Grazia Tecchia, web writer professionista e appassionata di smartphone, tablet, computer e di qualsiasi accessorio tecnologico in genere.
Oltre che un’esperta di comunicazione online, Maria Grazia è anche l’autrice di Tecnologia 360, blog in cui coniuga l’arte della scrittura per il web alla sua passione per tutto ciò che è device tecnologico.

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