I 5 più gravi errori nel marketing

errori digital marketingQuali sono gli errori che un’azienda può commettere facendo marketing? Wellington Group ha risposto a questo interrogativo con un’interessante infografica – a destra, clicca sullo spezzone per ingrandirla e vederla interamente.

Il marketing è in effetti una disciplina la cui teoria è piuttosto semplice, ma la cui applicazione pratica è complessa. In effetti, il marketing non è una scienza esatta e – anche facendo riferimento a quel che succede sul web – la ricetta valida per tutti non esiste. Anzi: spesso, ciò che funziona oppure no lo si scopre solo attraverso tentativi.

Consideriamo per esempio una landing page di una campagna di e-mail marketing. Sono i test prima del lancio della campagna a dire quale versione della landing page convertirà di più. Se non si fanno test, si risparmieranno sicuramente tempo e soldi, ma si rischierà di usare una pagina di atterraggio che potrebbe non essere quella più efficace. Ecco perché nel digital marketing è così importante basarsi sui feedback che provengono dalle misurazioni dei risultati, aggiustando successivamente le proprie tattiche.

Ma torniamo all’infografica di cui parlavo a inizio post. Ecco dunque quali sono, secondo Wellington Group, i cinque errori che un’azienda deve aver cura di evitare quando fa marketing.

 

Errore no. 1: non ascoltare il proprio target

Il che significa che l’azienda non sa mettersi nei panni dei propri clienti o – se volete – rinuncia completamente all’ascolto dei bisogni della propria nicchia di consumatori. Oggi come oggi, stare su un piedistallo e parlare a chi acquista i nostri prodotti come se quest’ultimo non avesse altro scopo nella vita che quello è un errore che si paga a caro prezzo.
Gli amministratori delegati che pensano che i propri clienti siano tutti innamoratissimi delle loro aziende dovrebbero dare un’occhiata ai tassi di apertura delle newsletter aziendali oppure delle e-mail delle campagne di e-mail marketing delle proprie società. Capirebbero che là fuori la situazione è ben diversa da quella rosea che immaginano.
Quindi, uno dei più grandi doveri di un’azienda – che si tratti di un grande brand o di una PMI non fa alcuna differenza – è quello di rimanere in ascolto, cioè cercare di avere continuamente il polso del proprio mercato. Vale sia online che offline.
Pensare che non sia necessario sintonizzarsi sugli umori del proprio pubblico fa sì che, quando questi umori cambieranno, l’azienda si troverà spiazzata. Perché continuerà a produrre prodotti o a offrire servizi che non interesseranno più alla gran parte dei clienti – che nel frattempo saranno passati alla concorrenza.

 

Errore no. 2: sottostimare il valore della SEO

La search engine optimization è una disciplina fondamentale per fare digital marketing efficace. Perché permette all’azienda che ne fa uso di farsi trovare dai propri clienti quando questi ultimi stanno cercando prodotti o servizi che risolvano una loro specifica esigenza. Esigenza che potrebbe essere soddisfatta proprio dai prodotti o dai servizi che l’azienda offre.
Rinunciare alla SEO è per un’impresa una scelta molto rischiosa, e perciò sconsigliabile. Anche perché, verosimilmente, la concorrenza avrà invece deciso di investirci una buona parte del budget dedicato alle azioni di marketing online!

 

Errore no. 3: ignorare che dipendenti infelici significano clienti insoddisfatti

Questo è una spetto che c’entra più con il management che con il marketing o, nello specifico, con il web marketing. Eppure è proprio vero: le aziende che hanno un clima sereno al loro interno sono poi quelle in cui si lavora meglio. E tutto ciò si riflette nella qualità del lavoro percepita anche all’esterno.
Se volessimo trovare un equivalente sul web di questo terzo punto della lista, potrebbe tradursi in questo invito: tutte le aziende dovrebbero fidarsi dei propri consulenti di comunicazione per il web, si tratti di web writer, web designer o web marketer. L’esperienza di un professionista che lavora sul web va rispettata e ascoltata. L’a.d. dell’azienda sarà pure un professionista in gamba nel suo lavoro, ma non può dare giudizi definitivi – come spesso accade – in faccende su cui altri sono più preparati. A ognuno il suo.  🙂

 

Errore no. 4: ignorare l’e-mail marketing e la giusta frequenza di pubblicazione sul blog aziendale

Francamente, avrei distinto i due aspetti, perché e-mail marketing e blogging sono due cose molto differenti, ma affrontiamole pure assieme.
L’idea di trovare nuovi clienti lanciando campagne DEM è sempre un’ottima idea. Perché l’e-mail marketing funziona. L’importante è affidare le proprie azioni di ricerca di clienti attraverso questo canale a dei professionisti. Sono infatti tanti gli aspetti da curare in una campagna DEM: il messaggio di valore che si vuol veicolare, l’oggetto e il testo della e-mail, la creazione della landing page secondo le regole della web usability ecc.
La stessa cosa vale per la pubblicazione dei propri post sul blog aziendale – ma direi anche per la condivisione di contenuti sui profili dell’azienda sui social network. Se da un lato è vero che più si posta più si ottengono vantaggi in termini di visibilità e di sfruttamento della coda lunga, è anche vero che un’elevata frequenza di pubblicazione può portare a una diluizione della qualità dei post. Per la serie: se pubblico un post ogni giorno lavorativo, rischio di dover uscire ogni giorno con un contenuto un po’ frettoloso. A questo punto, la scelta migliore è quella di rarefare le uscite, alzando la qualità dei contenuti delle stesse.
In entrambi i casi – cioè sia per l’e-mail marketing che per la creazione di contenuti web – l’optimum lo si trova solo sperimentando. Quindi, mai fissarsi su una formula che si ritiene vincente, ma valutare la realtà dei fatti quotidiana.

 

Errore no. 5: ignorare la potenza delle call to action

Le call to action sono come i centravanti nel gioco del calcio: a loro spetta fare gol, cioè convertire chi legge in un lead o addirittura in un cliente!
Senza le call to action – e senza call to action scritte come si deve – si spreca tutto il lavoro fatto dall’azienda per avere una presenza online efficace e una buona visibilità. Dunque, i soldi investiti per un buon persuasive copywriting non sono mai soldi sprecati.
Se ti va di saperne di più su questo argomento, leggi questo mio post sulla scrittura di call to action efficaci.

 

Ecco, questi sono i cinque peggiori errori che si possono fare nel marketing, a detta dell’infografica pubblicata. E tu, che ne pensi? Secondo te, ci sono anche altri sbagli grossolani – con particolare riferimento al web marketing – che vale la pena ricordare? Lascia un commento qui sotto per dire la tua!

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