Email marketing: quando è troppo aggressivo…

email marketingL’email marketing è uno strumento che può aiutare il business di praticamente qualsiasi azienda. Deve però esser fatto in modo professionale. Perché dico così? Da qualche tempo, ricevo su una delle mie caselle di posta elettronica delle email il cui oggetto è per esempio:

 

URGENTE: pacco in giacenza per ALESSANDRO
Urgente: polizza auto per ALESSANDRO
Verifica conto pratica Alessandro
Giacenza a nome Alessandro
Risposta programma guadagno per ALESSANDRO
Urgente: passaggio bolletta luce e gas per ALESSANDRO
Pratica ALESSANDRO: comunicazione polizza online

 

Ovviamente, si tratta di email pubblicitarie. E un po’ troppo aggressive, direi. In effetti, non ho pacchi in giacenza in alcun posto né polizze auto in scadenza o utenze della luce o del gas da trasferire. Queste email sfruttano quindi degli stratagemmi per spingere il lettore all’apertura dei messaggi. In alcuni casi, le email mi arrivano anche da società che hanno un nome conosciuto.

Il vero problema di queste pubblicità è il loro oggetto aggressivo. In effetti, una volta che le apro, mi trovo davanti a comunicazioni dai toni più tranquilli e dall’aspetto abbastanza professionale. In esse non si parla più di misteriosi pacchi in giacenza o di polizze che stanno inesorabilmente per scadere. Si parla di offerte commerciali come tante altre ce ne sono. Spesso, quelle offerte commerciali c’entrano poco o niente con l’oggetto ansiogeno delle email che le contengono.

email marketingPertanto, mi chiedo: al giorno d’oggi, l’email marketing ha davvero la necessità di ricorrere a queste pratiche poco trasparenti? Non è davvero possibile stimolare i lettori con messaggi più professionali?

E poi mi chiedo anche: una volta che sei riuscito a mettermi ansia e a farmi aprire l’email, credi davvero che a quel punto avrai la mia attenzione? Non pensi invece che, una volta che ho capito che ci hai provato, otterrai l’effetto opposto? Non credi che potresti addirittura riceverne un danno d’immagine?

E ancora: non è inutile gonfiare artificiosamente il CTR delle aperture se poi queste aperture non si trasformano in lead e in vendite?

Tra l’altro, uso molto poco l’indirizzo email in questione. Lo uso giusto per scambiare quattro chiacchiere con qualche amico. Di certo, non ho mai autorizzato tutte queste società a mandarmi le loro email commerciali…  🙂

Detto ciò, chiudo questo sfogo poco polemico e molto ironico con il riferimento a un mio vecchio post. Esattamente a quello che spiega come scrivere email efficaci. Lì potete leggere come si scrive un oggetto che funziona. O almeno: un oggetto molto migliore di quelli che vi ho riportato sopra.  🙂

Anzi, sapete che vi dico? A questo punto, mi è proprio venuta un’idea. Quasi quasi rispondo a queste email semplicemente indicando il link a quel mio post. Sempre che gli indirizzi di posta da cui mi scrivono non siano no reply!  🙂

Scherzi a parte, per chi volesse leggere qualcosa di davvero utile e interessante, ancora una volta consiglio il libro Offerte irresistibili di Alan Rosenspan. È un manuale dedicato più che altro al mail marketing, ma è talmente ben fatto e così pieno di idee brillanti che la sua lettura ti darà un sacco di spunti anche per le tue campagne di email marketing.

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