E-commerce B2C in Italia nel 2015: la situazione [RICERCA]

ecommerce b2c italia 2015Come sta andando l’e-commerce B2C in Italia nel 2015? A questa domanda risponde un’indagine degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. I punti salienti della ricerca sono stati riassunti in un’infografica (qui a destra, cliccaci sopra per ingrandirla).

Se pensi che l’e-commerce non se lo fili nessuno nel nostro Paese, dovrai ricrederti. Se sei un’azienda e pensi che l’e-commerce a te non serva, perché Internet è inutile o giù di lì, dovrai non solo ricrederti, ma correre in fretta ai ripari! È infatti probabile che i tuoi concorrenti abbiano nel frattempo aperto un e-commerce e che ti stiano buttando fuori dal mercato…

Ma andiamo a vedere che cosa dicono i risultati di questa interessante ricerca. Partiamo innanzitutto da qui: il giro d’affari del mercato dell’e-commerce B2C italiano raggiunge nel 2015 i 16,6 miliardi di euro, con un incremento di oltre 2,2 miliardi (+16%) rispetto al 2014. Non male, vero? Il trend degli ultimi anni dell’e-commerce B2C italiano è facilmente intuibile dal grafico sottostante.

ecommerce b2c 2015 italia

Un’altra statistica da annotare: l’acquisto online di prodotti cresce a un tasso più elevato (+21%) rispetto all’acquisto di servizi (+12%). In questo modo, la crescita del mercato spinge la penetrazione degli acquisti fatti sul web al 4% delle vendite retail complessive. Per le vendite di prodotti si registra un visibile incremento: la penetrazione media passa dal 2% del 2014 al 2,5% del 2015. E lo stesso si può dire per i servizi: la penetrazione media arriva all’8,5% contro il 7,5% dello scorso anno.

Nel 2015, gli Italiani che fanno acquisti online sono aumentati dell’11%, raggiungendo i 17,7 milioni! In pratica: circa la metà degli utenti di Internet nel nostro Paese compera online. La spesa media di ciascun web shopper italiano è di quasi 950 euro all’anno. Gli acquirenti abituali – cioè quelli che fanno almeno un acquisto al mese – sono 11,4 milioni e generano l’88% del numero di transazioni nell’e-commerce B2C (pari a quasi il 90% della spesa), spendendo mediamente in un anno 1.280 euro ciascuno. Gli acquirenti sporadici sono invece 6,3 milioni, e generano il restante 12% delle transazioni. In questo caso, chi fa acquisti online spende in media 320 euro l’anno.

Trovo davvero importante il dato che emerge dalle statistiche appena citate: oltre il 64% degli Italiani che comperano online sono acquirenti abituali. In altre parole: gli utenti web che iniziano a usare l’e-commerce, in quasi 2 casi su 3 continueranno a farne un uso abituale!

Gli acquisti all’estero crescono del 20%, superando il valore di 4,7 miliardi di euro. Si tratta più che altro di acquisti di biglietti per i trasporti e di prodotti di abbigliamento, informatica ed elettronica di consumo. L’export dell’e-commerce B2C italiano – che riguarda soprattutto i settori del turismo e dell’abbigliamento, in Europa e negli USA – cresce del 22% e passa il valore di 3 miliardi di euro. Si fanno largo anche alcuni nuovi settori, che in futuro potrebbero crescere ulteriormente: arredamento, home living e food & grocery.

Nel 2015, le aziende dot com continuano a crescere più delle imprese tradizionali (+18% contro +13%), accaparrandosi il 54% delle vendite online. Il restante 46%, messo insieme dalle imprese tradizionali, è però in larga parte costituito dal contributo di imprese che vendono servizi, che da sole arrivano a fare il 30% delle vendite chiuse su siti web italiani. Il contributo dei produttori di prodotti e dei retailer tradizionali è pertanto limitato, poiché parliamo di una quota pari al 16% delle vendite totali sul web.

E ora qualche dato sugli acquisti da mobile. Nel 2015, le vendite online fatte da smartphone valgono l’11% dell’e-commerce B2C. Contando anche i tablet, si arriva al 22% delle vendite totali sul web.

Il quadro è quindi molto chiaro. Se pensi che il web e, in particolare, i dispositivi mobili non si siano ritagliati un ruolo importante e sempre crescente nelle vendite online, è ora che cambi idea. L’e-commerce è oramai una realtà importante nel nostro Paese, soprattutto nel B2C.

Il discorso vale a maggior ragione se sei un imprenditore o un dirigente: vendere i tuoi prodotti o servizi anche sul web è per te un obbligo. Anche in virtù del fatto che, come dicevo all’inizio di questo articolo, la concorrenza si è probabilmente mossa in anticipo: sta già intercettando le richieste online dei clienti della tua nicchia. Un ulteriore ritardo da parte tua potrebbe essere fatale al tuo business.

In conclusione, ti chiedo: negli ultimi tempi, hai avuto modo di leggere altre statistiche aggiornate sull’e-commerce B2C in Italia? Se sì, ti chiedo di linkarle in un commento qui sotto per condividerle con tutti noi!

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