4 modi sbagliati di fare digital marketing

digital marketingCome fare digital marketing in modo efficace? In altre parole: come fare web marketing (che è il modo alternativo di chiamare il marketing online) e dare visibilità sul web alla propria azienda, così da riuscire a vendere più prodotti e servizi su Internet? Come ricavare un ROI positivo dalle proprie strategie digitali? Sono tutte domande fondamentali per un imprenditore o per un marketer. E meritano una risposta precisa e concreta.

Il web è uno strumento di business capace di dare grandi ritorni. Se sei un imprenditore o un amministratore delegato non ti puoi permettere di ignorarlo. Anche perché, forse, i tuoi concorrenti non hanno commesso l’errore di trascurare l’online: lo stanno quindi già sfruttando. D’altro canto, una ricerca del 2015 di Unioncamere parla chiaro: l’83% delle aziende italiane fallite nel 2013 non era presente sul web. E il restante 17% non sapeva come adoperarlo con efficacia.

Insomma: Internet è un mezzo di comunicazione che, se usato a dovere, porta ai business un aumento del fatturato. Perché aiuta di fatto le aziende a creare valore e a vendere di più. A volte, fare digital marketing o meno rappresenta addirittura la differenza tra il prosperare e il fallire.

Attenzione, però: il web non è mezzo di comunicazione miracoloso. In effetti, essere presenti su Internet non è una condizione di per sé sufficiente per vedere il fatturato aziendale cambiare segno, impennandosi all’improvviso.

Ci sono infatti due modi di essere presenti in Rete. Il primo, quello corretto, dà una mano all’azienda a incrementare il proprio giro d’affari. Poi, invece, c’è un modo tutto sbagliato di fare digital marketing, che danneggia seriamente l’azienda, e che vanifica tutti i suoi sforzi e ogni suo investimento.

Insomma: avere una presenza sul web è oggi indispensabile per qualsiasi impresa, indipendentemente dalle sue dimensioni, dal settore in cui opera e dalle condizioni di mercato. Ma il modo in cui l’azienda è presente online è altrettanto fondamentale. In questo senso, sbagliare approccio al web marketing si rivela spesso uno spreco di tempo, di risorse, di denaro. In certi casi, può addirittura compromettere non solo le azioni di digital marketing e l’online reputation dell’azienda, ma anche le sue attività di marketing e la sua immagine nel mondo offline. Massima attenzione, quindi.

In questo post, ho individuato quattro errori che le aziende spesso commettono in Rete. Sono sbagli grossolani e gravi, che possono addirittura pregiudicare il futuro stesso di un business. Se sei un imprenditore o un direttore marketing, leggi con attenzione questo mio articolo. E poi valuta se la tua azienda sta seguendo la direzione giusta oppure necessita di un immediato intervento correttivo.

Ecco dunque i quattro gravi errori che puoi commettere nel fare digital marketing e che possono dare seri problemi alla tua azienda, proprio perché la sola presenza sul web non ti dà alcuna garanzia automatica di successo.

 

  1. La presenza online della tua azienda non è gestita da professionisti

    Noi professionisti che operiamo nel digital marketing abbiamo un’espressione tipica per riferirci a questo problema: “Ti sei rivolto al cuGGGino di turno”. Sta a significare che l’imprenditore o il manager hanno fatto una scelta al risparmio, affidando la vetrina online del business a qualcuno che si è improvvisato webmaster, web designer, web marketer o altro.
    È così che, per esempio, vedono la luce i siti da 200 euro o gli e-commerce da 300. Queste cifre sono ovviamente ridicole, e quello che otterrai è quello per cui hai pagato. Cioè niente.
    Fa’ tesoro dell’esperienza di tanti imprenditori che ti hanno preceduto: se ti rivolgi a chi è poco competente, le tue azioni di web marketing si riveleranno inutili. Anzi: potranno addirittura essere deleterie. Tutto questo mentre i tuoi concorrenti che si sono affidati a professionisti vendono a secchiate, aumentano il fatturato, ti rubano quote di mercato. Bello, eh?

  2. Ti sei affidato a qualcuno che ti ha semplicemente dato lo “scatolone”

    Se la tua web agency ti ha creato un bellissimo sito web o uno strepitoso e-commerce, sappi che quello è solo il punto di partenza. Che cosa voglio dire? È semplice: avere un sito web o un e-commerce è la base da cui partire, ma questa base non garantisce assolutamente un risultato di visibilità, marketing e conversioni. Cioè non garantisce che tu realizzi effettivamente più vendite online.
    Per farti capire meglio, ti faccio questa domanda: una volta che ti sei fatto fare il sito o l’e-commerce, come fai a portarci sopra clienti in target? E poi come fai a convertire quel traffico di visitatori in clienti paganti? Eh, come dici? L’agenzia di questo non ti ha parlato?  🙂  Non è un caso… Creare lo “scatolone” è relativamente semplice. Il difficile viene dopo. Il difficile è fare digital marketing, cioè portare sopra lo scatolone potenziali clienti interessati sul serio a ciò che vendi e fargli aprire il portafogli! Ma questo lo sanno fare in pochi…

  3. Hai puntato tutto sul traffico, ma… le conversioni?

    Convogliare traffico sul tuo sito web o sul tuo e-commerce è indispensabile. In effetti, senza generare un flusso di visitatori è impossibile che qualcuno si accorga del tuo business e ti contatti. Senza traffico è impossibile fare lead generation.
    Voglio però farti riflettere su due aspetti altrettanto importanti. Il primo: il traffico che porti sui tuoi progetti online è qualificato? Vale a dire: i tuoi visitatori sono davvero potenziali clienti in target per la tua attività? Oppure si tratta di traffico generico, molto “sporco”? Sappi che è soltanto il traffico in target a convertire, mentre quello generico è praticamente inutile: fa solo volume. In questo senso, meglio avere 10 visitatori al giorno, ma molto qualificati, che 1.000 internauti raccattati qua e là nei meandri del web.
    Il secondo spunto di riflessione che ti do è questo: le pagine del tuo sito o del tuo e-commerce sono state progettate per convertire? Mi spiego meglio: sono state scritte secondo le regole del copywriting persuasivo? E rispettano le norme dell’usabilità dei siti, affinché gli utenti le possano navigare in modo fluido e intuitivo? E ancora: le tue pagine contengono degli inviti all’azione (call to action) affinché i tuoi potenziali clienti compiano le operazioni (di contatto o di vendita) che tu desideri? Guarda che c’è una bella differenza tra un sito che si limita a raccogliere traffico e uno che quel traffico lo converte. C’è insomma la differenza che passa tra il fare brand awareness e il fare digital marketing per vendere.
    Certo, meglio avere un sito “trafficato” che lo “scatolone” vuoto di cui parlavamo prima. Ma se tutto quel traffico non si trasforma in contatti “caldi” e in successive vendite, a che ti serve averlo intercettato?
    Attento: l’abilità di un’agenzia nel fare web marketing e, nello specifico, acquisizione clienti si misura proprio dalla sua capacità di convertire i visitatori in clienti paganti. In estrema sintesi, si può affermare questo: il traffico è indispensabile, ma ti dà alcuna garanzia di ROI se non è convertito in contatti “caldi”.

  4. Non misuri i risultati delle tue azioni di digital marketing

    Ecco il quarto e ultimo errore che annulla qualsiasi tuo sforzo di marketing online. Mi riferisco al non misurare i risultati che ottieni dalla tua presenza su Internet. Il web è infatti uno strumento potente al servizio del tuo business, ma ciò non ti dispensa dal misurare i risultati delle tue azioni in Rete.
    Purtroppo, ho visto fin troppe aziende partire bene, studiando una strategia di marketing e scegliendo una tattica per la presenza online, ma poi non monitoravano i risultati delle loro attività di digital marketing. E questo è gravissimo. Perché se non misuri ciò che ricavi, non sai se quello che stai facendo ti porta a un ROI oppure stai buttando i tuoi soldi.
    Avere un preciso riscontro dei soldi investiti nel digitale è importante anche per un altro motivo. Oltre a farti comprendere se ti stai muovendo lungo la direzione giusta, misurare ti aiuta anche a capire dove eventualmente intervenire per migliorare la situazione.
    Insomma: se non misuri le tue performance online, non saprai mai come sta andando il tuo web marketing. E se anche fossi così bravo da intuirlo a spanne, difficilmente sapresti indicare i motivi per cui le cose vanno bene oppure vanno male. Questo è inammissibile per un business che voglia operare sul mercato in modo davvero moderno e profittevole.

 

Ecco, questi erano i quattro gravi errori che possono annullare tutti i benefici della presenza online di un business. Lo ripeto perché è importante: il web è uno strumento potentissimo, ma solo se lo adoperi per fare digital marketing in maniera intelligente. Altrimenti, il semplice fatto di “essere su Internet” non ti darà alcun beneficio. Anzi: ti porterà via tempo, risorse, soldi.

 

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digital marketingQuesto post che parla di quattro modi errati di fare digital marketing è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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2 pensieri su “4 modi sbagliati di fare digital marketing

  1. Andrea Torti

    Di solito il primo errore è quello più comune: molte aziende “sentono” di dover avere una presenza digitale, ma non vogliono spenderci troppi soldi… ed ecco i “cuggini” reclutati per due ore (con i relativi risultati).

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