Il content marketing per i brand in 7 step

content marketing brand 2014Content marketing è un’espressione che oramai sta diventando di moda. Scherzi a parte, è oramai evidente che l’advertising di tipo “push” funziona sempre meno sul web, e che perciò sta venendo sostituito dall’advertising di tipo “pull”, che è molto più efficace. E il content marketing rientra appunto in questa seconda categoria di azioni promozionali.

È allora comprensibile che sempre più brand si rivolgano al marketing dei contenuti per promuovere se stessi e i propri prodotti. Il punto è: come fare content marketing che dia concreti risultati? A questo interrogativo risponde un’infografica di Alesia – la trovi a destra, cliccaci sopra per ingrandirla.

L’infografica propone sette consigli per fare marketing dei contenuti come si deve. Si tratta di suggerimenti basilari, che è opportuno considerare e tradurre in azioni. Tutte e sette le indicazioni sono importanti: bisogna che i brand si concentrino su ciascuna di esse, senza pensare di poterne ignorare anche solo una.

Ma andiamo a considerare quali sono queste dritte. Ecco dunque i consigli da seguire affinché i brand possano fare content marketing efficace nel 2014!

 

1. Creare contenuti di qualità

I contenuti di qualità sono l’ingrediente fondamentale della ricetta per cucinare un content marketing davvero efficace. In effetti, se il brand non è in grado di creare valore per il suo target online, non potrà ottenere i risultati che spera nel proprio marketing dei contenuti.
Quali sono le tre indicazioni principali che l’infografica dà per i brand che vogliono pubblicare contenuti di alta qualità? La prima è quella di scegliere argomenti pertinenti con i bisogni della nicchia, e quindi molto interessanti per le persone che leggeranno quei contenuti. Il secondo consiglio è quello di evitare qualsiasi errore ortografico o errore grammaticale. Perché una scrittura trascurata nuoce pesantemente alla web reputation del brand. Infine, il terzo suggerimento è quello di usare visual di ottima qualità. Questo perché è risaputo che le immagini sul web contano tantissimo: sono veri e propri elementi di comunicazione. Perciò, occorre sceglierle nel modo più accurato possibile.

 

2. Creare contenuti che rispondono alle domande della nicchia

Questo punto vuole semplicemente ribadire uno dei concetti espressi al punto precedente. Un brand dovrebbe pubblicare contenuti intelligenti, cioè contenuti che risolvono i problemi del proprio pubblico, che riempiono le lacune informative delle persone in target, che danno una risposta chiara e precisa agli interrogativi dei clienti, non importa se sono potenziali o già acquisiti.
In pratica: i brand devono tastare continuamente il polso della nicchia in cui operano. Questo per captarne i bisogni – e, se possibile, anticiparli! –, dando poi delle risposte esaustive e fidelizzanti.

 

3. Creare una gran varietà di contenuti

Non solo qualità, ma anche quantità. In effetti, non è possibile ottenere buoni risultati nel content marketing se si pubblicano contenuti in maniera pressoché sporadica. Occorre anzi essere costanti, caparbi, perseveranti. I risultati si raccoglieranno sul medio e lungo termine.
D’altro canto, questo punto vuol essere soprattutto un invito a variare i canali e le forme di comunicazione verso il pubblico della nicchia. Mi spiego meglio. Il brand dovrebbe comunicare al target sfruttando quanti più canali possibili: i post del blog aziendale, gli articoli sul sito web istituzionale, i video aziendali, i libri bianchi, gli e-book, i webinar, le newsletter ecc. Ogni singolo canale rappresenta una bocca da fuoco per… fare content marketing!  🙂

 

4. Creare un piano editoriale

Abbiamo capito che un brand che voglia fare content marketing realmente efficace deve sfruttare più canali ed essere costante in questo atteggiamento. Dunque, è indispensabile che il brand – qualsiasi sia il settore e il mercato in cui opera – coordini i propri sforzi nella produzione di contenuti di qualità. Si tratta cioè di decidere – per esempio – quanti post pubblicare sul blog aziendale alla settimana, quanti tweet pubblicare su Twitter in una giornata lavorativa ecc. In breve: si tratta cioè di studiare un vero e proprio piano editoriale. E poi di rispettarlo scrupolosamente!

 

5. Postare regolarmente

Ne abbiamo già parlato al punto precedente, ma vale la pensa di ribadirlo: sul web, occorre essere molto costanti quando si fa content marketing. La costanza nella produzione di contenuti di qualità – nel rispetto di quanto stabilito dal calendario editoriale – è fondamentale. Facciamo un esempio, per capirci bene. Immaginiamo che un brand lanci un blog e che in esso pubblichi tre post alla settimana. Immaginiamo che il brand mantenga questa frequenza di pubblicazione per alcuni mesi. Immaginiamo poi che, a un certo punto, il brand passi improvvisamente a pubblicare un solo post alla settimana. Che cosa saremmo spinti a pensare? Sembrerebbe a tutti gli effetti un disimpegno. Ne saremmo colpiti in maniera senza dubbio negativa, e ciò nuocerebbe all’immagine online del brand!

 

6. Parlare alle persone

Un brand ha sempre la tentazione di salire su una sedia, impugnare un megafono e urlare al pubblico messaggi smaccatamente autoreferenziali e promozionali. Ecco, bisogna saper resistere a questa tentazione, che dà risultati controproducenti sul web.
L’ottica broadcasting oggi non funziona più. Anzi: non funziona più da parecchio tempo! Sul web, bisogna invece personalizzare i propri messaggi, rendendoli a misura d’uomo. Dunque, lo sforzo di comunicazione richiesto ai brand è quello di parlare in modo umano alla persone che compongono la nicchia di riferimento. Attenzione: non solo parlare, ma anche ascoltare! Per dirla in poche parole: non più fredda comunicazione unidirezionale, ma calda comunicazione bidirezionale.

 

7. Sfruttare la SEO

La search engine optimization è una disciplina che aiuta i brand a intercettare i bisogni dei loro clienti quando questi ultimi sono in fase di ricerca sul web. L’effetto probabilmente più noto della SEO è quello di migliorare il posizionamento dei contenuti del brand nelle SERP organiche di Google. (Ma fare SEO significa molto più di questo!). Come mai la SEO è tanto utile ai brand? Per una questione semplicissima: creare contenuti di qualità è indispensabile per fare content marketing che funziona, ma quei contenuti vanno poi ottimizzati affinché il pubblico dei brand li possa trovare. Ecco, la SEO si incarica proprio di questo: far incontrare offerta e domanda.

 

Questi erano dunque i sette consigli fondamentali per fare content marketing, secondo Alesia. Tutti i brand dovrebbero tenerne conto per poter centrare i propri obiettivi in fatto di marketing dei contenuti.

E tu, come la vedi? I suggerimenti sopra ti paiono davvero i migliori? Seguendoli, i brand possano fare marketing efficace attraverso i contenuti web che pubblicano online? Ci sono altri punti che aggiungeresti a questa lista? In poche parole: a tuo modo di vedere e per quella che è la tua esperienza sul campo, come è possibile per i brand fare content marketing che dia risultati certi in questo 2014?

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