8 tipi di advertising online che gli utenti web odiano

web advertising onlineNe hai piene le scatole anche tu di un certo tipo di advertising online? Più precisamente, non sopporti più i pop up che si aprono in maniera selvaggia? Non ce la fai più a tollerare pagine web che sono piene zeppe di banner, in cui si fatica a trovar traccia di contenuto? Se hai risposto di sì alle mie domande, sappi che sei in buona compagnia.

Gli utenti web odiano quello che si chiama l’interruption marketing. Non vogliono cioè essere interrotti da pubblicità non richiesta durante la navigazione. Se sei il proprietario di un sito o di un blog che monetizza con i banner o AdSense, te ne sarai già accorto: questo tipo di guadagno online sta morendo. Proprio perché gli utenti web sono diventati allergici alla pubblicità online intrusiva.

Ma quali sono i tipi di web advertising più detestati dagli internauti? Un’infografica (qui sopra, cliccala per ingrandirla) pubblicata da Marketoonist individua i seguenti otto:

 

  • Pop up a tutto schermo

    Hai mai provato la spiacevole sensazione di arrivare su un sito e vedere che si aprire un pop up che ti invade completamente lo schermo? Scommetto di sì. Magari avrai navigato dei siti che, non paghi dei pop up, hanno pure qualche pop under, cioè un altro tentativo piuttosto subdolo di guadagnare forzatamente la tua attenzione.

  • Annunci che è impossibile chiudere

    Chissà dove avranno messo la x per fermare o chiudere l’annuncio. A volte è davvero un’impresa individuarla all’interno dell’annuncio.

  • Annunci il cui audio parte da solo

    E magari a tutto volume. E magari è impossibile disabilitarlo. Queste advertising sono tra le mie preferite, ovviamente in una classifica delle peggiori pubblicità online.

  • Pubblicità predominanti in numero sui contenuti

    Esistono pagine web in cui il contenuto è letteralmente affogato nella pubblicità. In altri termini: la cosa più visibile, perché in netta predominanza, è l’advertising online, mentre il contenuto è quasi un francobollo. Non si fa promozione così. Non è solo una questione di rispetto per gli utenti web del sito. La faccenda riguarda anche la SEO: Google penalizza i siti costruiti per monetizzare banner e annunci pubblicitari vari. L’interesse di Google è quello che i risultati delle sue SERP portino gli utenti a contenuti di qualità, cioè che danno risposte esaustive alle query che gli utenti hanno digitato. A Google non interessano i siti che sono costruiti per monetizzare la pubblicità, perché quasi mai danno un buon servizio a chi usa il motore di ricerca.

  • Video pubblicitari esageratamente lunghi prima di un contenuto

    Hai presente quando devi sorbirti un interminabile messaggio pubblicitario prima del contenuto che tanto ti interessa? Ecco, questo è un altro modo di fare advertising online sbagliata. Gli utenti web, piuttosto che vedere forzatamente minuti e minuti di pubblicità indesiderata desistono dal vedere il contenuto.

  • Pubblicità di tipo clickbait

    Hai presente le pubblicità online che hanno un titolo acchiappa clic? Sono quelle costruite più o meno così: “Questo/a [PERSONA] pensava che [UNA COSA A CASO] e invece ha scoperto che…”. Tu clicchi per la curiosità e arrivi su un sito che ti mostra una notizia che è una boiata pazzesca. Nel frattempo, il sito ti ha fatto perdere tempo e ci ha guadagnato la tua impression (che gli viene pagata).

  • Pubblicità di retargeting

    Ecco, in questo caso non sarei però così drastico. Il retargeting ha un’utilità indubbia per chi vende, ma ne ha anche per l’utente web, perché gli ricorda l’interesse verso un prodotto verso cui ha un interesse. Sto dando comunque per scontato che il clic verso la pagina web del prodotto (da cui poi è partito il retargeting) non sia arrivato da clickbait o in altri modi che hanno forzato il clic.

  • Annunci che ti chiedono di disabilitare l’ad blocker

    Sarà capitato anche a te di arrivare su un contenuto e di trovarti davanti a una scritta come questa: “Abbiamo rilevato la presenza di un ad blocker nel tuo browser: disabilitalo per poter leggere questo contenuto”. Ma pensa che simpatici: ho installato l’estensione sul browser proprio per evitare la pubblicità molesta!

 

Ecco, questi erano otto tipi di advertising online che gli utenti del web odiano. E li odiano senza mezzi termini. Perché spesso rappresentano tecniche di interruption marketing, che sono tra quelle più antipatiche per chi naviga su Internet.

Se vuoi intercettare il tuo pubblico e trovare realmente dei nuovi clienti, è più efficace che tu faccia lead generation. Magari potresti pensare anche di aprire un corporate blog, che è la scelta ideale per farti percepire come un esperto in ciò che fai. Ti fa vendere di più, dandoti una grande autorevolezza sul mercato.

 

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web advertisingQuesto post che spiega quali sono gli otto formati di advertising online che sono tra i più detestati dagli utenti di Internet è stato scritto da Alessandro Scuratti, e mi occupo di content marketing e di business blogging.
Nello specifico, da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio business blog, che raccoglie migliaia di visite ogni giorno. Sono anche l’autore del manuale Scrivere per il web 2.0, adottato come testo d’esame da due università italiane.
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