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Intervista a Carlotta Silvestrini, art director e graphic/web designer

web designer carlotta silvestriniOggi ho il piacere di fare quattro chiacchiere con una professionista del web come poche ce ne sono in giro. Sto parlando di Carlotta Silvestrini di Impronte Digitali. Gli aggettivi “multitasking” e “polivalente” sono quelli che meglio la descriverebbero, dato che Carlotta è al tempo stesso un’imprenditrice, una art director, una graphic/web designer e una web writer. E forse ho dimenticato qualcosa. Ma non vi anticipo altro: voglio che sia lei a parlarci di sé e delle sue esperienze lavorative. Continua a leggere…

Web design: gli errori di progettazione ancora attuali

web designCreare un sito web è solo il punto di partenza per una presenza online efficace. In effetti, è praticamente inutile costruire un sito web se poi quest’ultimo non è usabile.

Il punto è che, benché siamo nel 2013, alcuni web designer dimenticano che un sito web non è il luogo dove dimostrare la loro bravura o la loro creatività, ma uno strumento per dare una risposta alle esigenze dei visitatori. La creatività fine a se stessa va messa da parte quando si parla di web design. Ciò che serve è invece l’umiltà di essere pratici, semplici, concreti. Occorre cioè  l’umiltà di mettere davanti a tutto la web usability. Per il bene del sito o del blog. Continua a leggere…

Professione web designer: intervista a Maria Paola Tintis

web designerHo sempre visto i web designer come dei partner lavorativi molto stretti dei web writer. Mi spiego meglio. Se mi è concessa l’approssimazione, un sito web è assimilabile a un contenitore pieno di parole. Il web writer crea le parole – cioè i contenuti web –, mentre il web designer crea il contenitore. Insomma: le due figure professionali sono assolutamente complementari per realizzare qualsiasi tipo di progetto web.

Mi è così venuta la curiosità di intervistare un web designer, per spiegare meglio in che consiste questa professione. La mia scelta è caduta su Maria Paola Tintis, giovane web designer freelance cagliaritana (il suo sito personale è MP Creative Lab).

Più in generale, oltre che una brava web designer, Maria Paola è anche una art director e una graphic designer. Per me è un piacere ospitarla nel mio blog e poterle rivolgere qualche domanda. Conosciamola meglio e sentiamo che cosa ci racconta sul web design e sul mondo dei freelance.

 

Ciao Maria Paola e grazie della tua disponibilità. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te: come è nata la tua passione per il web design? Qual è la tua formazione e dove hai acquisito le tue competenze da web designer?
Tutto è nato dalla mia curiosità verso quella macchina chiamata computer. A sedici anni sono incappata in Photoshop e in Dreamweaver, ho imparato l’HTML e – ahimè – anche le tabelle.  😀
Dopo il liceo e due anni di biologia, ho seguito un corso di graphic design a Milano, e alcuni corsi Adobe. Come web designer, la mia formazione è prevalentemente da autodidatta: CSS, XHTML, accessibilità, usabilità ecc. Temi affrontati un anno prima del corso: ho fatto un percorso al contrario.
Una piccola precisazione: considero il web design come una branca del graphic design o, meglio ancora, del visual design.

 

Di norma, quali software usi per creare i tuoi progetti web?
Uso Photoshop e Dreamweaver su piattaforma Mac. Ma raramente mi occupo dello sviluppo (HTML e CSS), nonostante sia tra le mie competenze. Come CMS uso abitualmente WordPress, e per i test cross-browser Adobe BrowserLab e un vecchio pc Windows.

 

Quali sono le tue priorità quando progetti il sito web di un cliente?
Innanzitutto curo che sia accessibile, usabile, cross-browser, che rispetti i web standards, che abbia dei buoni contenuti (compito che categoricamente incarico a un web writer). Dopo di che, per quanto riguarda la grafica, la mia priorità è che abbia un’identità visiva ben definita, che rappresenti l’azienda.
Nel limite del possibile, cerco di creare qualcosa di unico e di originale, ma non tutti i progetti vengono bene, un po’ come non tutte le ciambelle vengono col buco.

 

Appartieni al variegato mondo dei freelance. Quali sono i pro e i contro di questa tua scelta?
In realtà, non ho avuto scelta: sono diventata freelance perché era l’unico modo per lavorare. Prima, mi dedicavo a collaborazioni occasionali e, da gennaio 2010, con partita IVA. Quest’ultima ha tantissimi contro: il primo anno se ne via in tasse il 70% del guadagno, nonostante io abbia scelto il regime dei minimi. Attualmente, si paga il 5% di imposta sostitutiva e il 27,7% di gestione separata INPS. Il problema sono i saldi e gli acconti. In compenso, si ha molta libertà, non solo di gestione della propria vita e degli orari, ma anche della propria creatività e del proprio stile.

 

Facciamo finta che io sia un aspirante web designer freelance. Ti senti di darmi un paio di consigli al volo per evitare gli errori classici dei freelance esordienti?
Non fare questo lavoro! Scherzo, ovviamente: io amo il mio lavoro, non potrei fare nient’altro. Detto questo, sicuramente aiuta avere un proprio sito web –  con portfolio annesso –  e una buona presenza sui social network. Per i primi lavori, io ho cercato i riferimenti di molte web agency italiane su Ipse.com, e ho mandato milioni di mail con curriculum vitae e portfolio.
Un altro buon modo per avere qualche primo lavoro è costituito dalle piattaforme di crowdsourcing come 12designer. Anche se non vinci le gare, non preoccuparti: è comunque un lavoro da poter mettere nel portfolio.
Infine, seleziona i clienti: anche se hai poca esperienza non svenderti, o il tuo lavoro diventerà un bagno di sangue, con il cliente che ti chiama a orari assurdi – come mezzanotte! – per modificare il logo del suo sito!
Ultimo consiglio, ma non per questo meno importante: cerca di lavorare sempre con contratti e acconti. Soprattutto con questi ultimi!

 

Ti faccio una domanda un po’ cattiva, ma so che sei una ragazza ironica, perciò mi perdonerai. Ammettiamo che io sia il direttore marketing di un’azienda che deve creare o rifare il proprio sito web. Come faccio a capire se il web designer che mi sta davanti è bravo oppure no?
Sai che è una cosa che tento sempre di scoprire anch’io con i miei collaboratori?!  😀
Beh, innanzitutto farei una bella ricerca in Rete e sui social media: non guasta mai. Poi, esaminerei bene il suo cv e passerei al setaccio il suo portfolio. Mi accorgo se sa lavorare o meno dai suoi lavori: quelli non possono mentire. Un punto molto importante è il sito del web designer: deve racchiudere tutte le sue competenze, deve mostrare ciò che sa creare.

 

Che cosa vedi nel futuro del web design nei prossimi due-tre anni? È possibile fare previsioni? Ci sono direzioni già chiare?
Sinceramente, a questa domanda non saprei rispondere. Sicuramente il futuro è responsive, con sempre più interazione. Ma il web si evolve alla velocità della luce e potrebbe cambiare dall’oggi al domani. L’importante è restare costantemente aggiornati.

 

Puoi consigliarci un libro, un sito sul web design o una risorsa online che hai trovato davvero utili?
Ne citerò più di una. Come libri, Don’t make me think di Steve Krug e Gli elementi dello stile tipografico di Robert Bringhurst. Quest’ultimo è un libro sulla tipografia, utilissimo sia su carta che sul web.
Direttamente dal mio Google Reader, ecco i siti web che mi sento di consigliare: From up North, DeMilked, Dribbble, Awwwards e Smashing Magazine.

 

Oltre a essere una web designer sei, più in generale, una art director e una graphic designer. Vuoi spiegarci di che cosa ti occupi in quelle vesti?
L’art director si occupa di progettare il concept, l’idea, sia essa per un progetto web o cartaceo, e dirige tutto il settore “design”. Il graphic designer si occupa più di creazioni cartacee e d’identità visive: logotipi, carte intestate, brochures, flyers e simili. Le mie competenze comprendono entrambe queste professionalità, come hai detto tu.

 

Per finire: quali sono i tuoi progetti professionali nel breve periodo? E nel lungo?
Attualmente, sto lavorando a un progetto personale in collaborazione con GT, che prevede la vendita online di temi per WordPress. Il primo tema è già online: si tratta del Victoria Mag, un premium theme responsive.
Posso aggiungere che sono aperta a varie collaborazioni, ma ti dico la verità: se mi offrissero un bel posto all’estero, penso che partirei senza indugi!

 

Ringrazio Maria Paola per il tempo che è riuscita a dedicarmi, strappandolo ai suoi impegni. Allo stesso modo, la ringrazio per la sua voglia di raccontarsi, che ci ha permesso di comprendere meglio gli aspetti di una professione sicuramente complessa come quella del web designer.