Personal branding: 5 errori da evitare sui social network

personal branding social networkIl personal branding è una disciplina di cui si parla sempre più spesso. In estrema sintesi, fare personal branding vuol dire estendere alle persone i concetti e le tattiche di reputation fino a poco tempo fa applicati solo ai brand.

Oggi vi voglio parlare di quelli che, a mio modo di vedere, sono i cinque errori che ciascuno di noi dovrebbe assolutamente evitare sui social network mentre cerca di fare un personal branding efficace. Altrimenti, i nostri sforzi saranno vanificati e, in qualche disgraziato caso, otterremo addirittura l’effetto opposto, penalizzando la nostra immagine professionale e personale!

In questo 2013 più che mai, nel campo della comunicazione online, lavorare sulla propria identità web è come scrivere un curriculum vitae con tanto di lettera di presentazione! Tuttavia, proprio perché parliamo di web e non di scrittura tradizionale, occorre seguire alcune regole specifiche, affinché l’effetto sulla propria reputazione online delle azioni di personal branding sia il massimo possibile.

In questo senso, sarà meglio per te evitare di fare uno dei cinque errori di cui parlerò più sotto. Si tratta di sbagli grossolani, che davvero possono danneggiare le tue attività di personal branding sui social network in cui sei presente, creando un’immagine di te che può andare addirittura nella direzione opposta a quella da te desiderata!

Pertanto, evita come la peste di fare una delle cinque cose qui sotto elencate:

 

1. Autoproclamarti guru

Anche nel Vangelo sta scritto: “Dai frutti si riconosce l’albero”. Pertanto, la cosa che conta di più non è tanto quel che dici, ma ciò che fai in concreto. Alla luce di ciò, evita di fare marketing di te stesso a parole, ma dimostra coi fatti di valere e di poter creare un valore per le persone che credono in te e che ti seguono.
Quindi, il modo migliore per far vedere alla tua nicchia che sei un esperto della tua materia è condividere la tua conoscenza con il tuo pubblico. Magari proprio attraverso i tuoi profili sui social network, come per esempio il profilo Facebook, il profilo Twitter o quello di Google Plus. Oppure potresti pensare di aprire un blog.
Sarebbe insomma sbagliato se per te il personal branding si riducesse a una campagna di marketing di te stesso in cui tu incensassi le tue – magari anche reali – capacità.
Condividere le tue conoscenze e competenze ti farà acquisire la fiducia degli utenti della tua nicchia. E ti farà anche apparire come una persona generosa, perché così viene percepito chi risolve i problemi degli altri senza chiedere alcunché in cambio.

 

2. Non dire mai la tua

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio boom della content curation. Ciò è positivo perché, oggi come oggi, pochissimi di noi hanno il tempo di produrre contenuti di qualità e, quindi, c’è bisogno di scovare, organizzare e catalogare quelli di chi riesce a produrli.
Però, se la tua ambizione è massimizzare gli effetti di personal branding collegati alla tua strategia, devi sforzarti di produrre contenuti di qualità tu stesso. Certo, se diventi un ottimo content curator non è male, ma la cosa migliore è comunque creare da te contenuti web pertinenti e utili per gli utenti della tua nicchia.

 

3. Essere autoreferenziale

Sul web così come nella vita quotidiana, una persona o un professionista conta per gli altri nella misura in cui riesce a interagire con loro con reciproco vantaggio. Insomma: la gente ti dà valore se la consideri e se fai qualcosa per farla stare meglio di come sta. Non si tratta tanto di personal branding, ma di convivenza con gli altri esseri umani.
Alla luce di ciò, le persone detestano chi è troppo autoreferenziale. Se sui tuoi social network o sul tuo blog parlerai solo dei tuoi successi, ergendoti su un piedistallo, chi ti legge si stancherà presto di te. E forse ti troverà anche antipatico.
Pertanto, quando esprimi le tue idee e condividi le tue conoscenze, fallo pensando che stai scrivendo per il pubblico della tua nicchia. Mettiti nei panni di chi ti legge. Pensa di dovergli ogni volta dare un premio per averti letto, e che questo premio può essere uno spunto di riflessione, un consiglio o una informazione importante. Insomma: ti è vietato salire su una sedia e parlare con un megafono dicendo “io, io, io…”.

 

4. Voler usare tutti i canali disponibili e voler parlar di tutto

Lavorare sulla propria immagine per fare personal branding in maniera efficace non significa passare le giornate a pubblicare contenuti in ogni angolo del web. Al contrario, vuol dire fare un’attenta selezione delle cose da dire e un’altrettanto attenta selezione dei canali web su cui dirle.
Per capirci, è inutile avere un profilo personale su venti differenti social network, quando il proprio pubblico si concentra sull’uso di due o tre di questi. In questo caso, sarà più saggio creare un profilo solo sui social network usati dai propri utenti e pubblicare solo lì i propri contenuti di qualità.
D’altro canto, questa selezione deve essere fatta anche sui contenuti web. Invece di voler affrontare qualsiasi tema della tua nicchia, limitati a scrivere sui tre-quattro argomenti che conosci meglio. Così facendo, le tue possibilità di creare valore per gli altri aumenteranno notevolmente. Di conseguenza, aumenteranno le tue possibilità che i tuoi lettori ti considerino un esperto di quei temi.

 

5. Non essere onesto verso di te e verso il pubblico

Essere onesto verso te stesso significa farti un esame sincero e valutare se davvero puoi creare contenuti web pertinenti, originali e utili per la tua nicchia. Se la tua risposta è sì, il tuo personal branding avrà molte chance di successo. Se la tua riposta è invece no, anche la miglior tattica di personal branding non potrà mascherare le tue lacune nel creare valore per il tuo pubblico. Ben presto i tuoi lettori capiranno che non sei un esperto di ciò che scrivi, ma solo uno dei tanti webmaster che stanno provando senza successo a farsi passare per un guru.
Essere onesto verso il tuo pubblico significa proprio quello che ho scritto poc’anzi. E cioè vuol dire avere l’umiltà di riconoscere i tuoi limiti, sapendo che, se li oltrepassi, stai mancando di rispetto a chi ti segue. E questa è una cosa che può distruggere la tua reputazione sui social network, la tua attività di blogger o danneggiare la tua immagine online e offline in generale.

 

Questi erano dunque i cinque errori più grossolani e gravi che, a mio modo di vedere, si possono commettere quando si fa personal branding sul web. E tu come la vedi? Sei d’accordo con me? Oppure avresti integrato al lista che ho proposto in questo mio post? Il personal branding online può essere reso inefficace anche da altre cattive pratiche sui social media e, in particolare, sui social network?

Lascia un messaggio e condividi con tutti noi quali sono, a tuo modo di vedere, gli errori più penalizzanti che una persona può commettere nel fare personal branding sui social network!

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