Gestire una Facebook fan page. Case study: Karatemania

gestire Facebook fan pageCome gestire una fan page su Facebook? Quali sono cioè le pratiche più efficaci che consentono a un community manager di creare engagement e di raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla social media strategy per la pagina?

A queste domande proviamo a dare una risposta attraverso un case study: Silvia Sacchetti, community manager della fan page Karatemania, ci spiegherà la sua esperienza di gestione di questa pagina Facebook dedicata al karate e che ha catalizzato l’attenzione di migliaia di appassionati italiani di questa arte marziale.

 

Ciao Alessandro, ciao a tutti e grazie per questa opportunità. Eccomi a parlare di come gestire al meglio una fan page su Facebook e, in particolare, farò riferimento proprio alla mia gestione di Karatemania.

Karatemania, The addicted side of karate nasce alla fine del 2012 da una mia iniziativa. Il motivo per cui ho deciso di crearla? Fare pratica sui social network, gestendo un progetto completamente mio.

Karatemania è infatti una pagina Facebook dedicata a un’arte marziale: il karate. Questa disciplina giapponese mi accompagna da dieci anni ed è per me un’attività vitale. Per dissipare subito ogni curiosità o dubbio: sì, sono cintura nera e no, non ho mai fatto a botte per strada.

La risposta degli utenti all’attività della Pagina è stata subito molto gratificante: il karate è uno sport di nicchia, ma trova anche su Facebook delle persone veramente interessate e quindi disposte a interagire e a seguire i contenuti e a interagire con gli altri fan della community. Se mi è concessa un pochino di libertà espressiva, posso dire che il karateka è fondamentalmente un fanatico della propria arte marziale. Il payoff “The addicted side of karate” è nato appunto da questo concetto di fondo: il karate come passione che crea dipendenza in chi lo pratica e ama.

Attualmente, a distanza di due anni dalla fondazione, la pagina vola verso i cinquemila fan e l’engagement è continuamente in crescita. Il segreto del suo successo? La costanza, un piano strategico e uno editoriale, e un pensiero di marketing.

La costanza è il primo elemento che crea fiducia nell’utente che visita la Pagina. È sinonimo di presenza certa e quindi anche di sicurezza, affidabilità e professionalità. Su una persona che c’è sempre puoi contare, su una persona che non manca un appuntamento puoi investire. L’utente ha bisogno di fidarsi e di investire il proprio tempo – anche quello libero – a ragion veduta.

L’altro elemento del successo è il piano editoriale. Si tratta di un calendario che permette di programmare il lavoro in anticipo, almeno di una settimana – tramite tool quali ad esempio Hootsuite e Buffer. Il lavoro su una pagina Facebook deve essere in primis, come abbiamo detto, costante. È fondamentale per conquistare la fiducia dei fan. Se poi si riesce addirittura a creare un rito, come insegna “Il Piccolo Principe”, allora…

“In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. (…) Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”. Il Piccolo Principe ritornò l’indomani. “Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora” disse la volpe. “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.

Il piano editoriale si fonda su un piano strategico, costituito da rubriche, ovvero i riti. Queste sono splittate nei sette giorni della settimana, a orari fissi, come le 11:00 e le 15:00. Questo dovrebbe, come dice la volpe ne Il Piccolo Principe, creare attesa ed emozione nel fan, il quale sarà certo di trovare lo stesso giorno alla stessa ora la rubrica che non vuole perdersi.

L’ultimo elemento del successo è un pensiero di marketing: un pensare social e 2.0, ovvero in qualche modo, un fare social media marketing. Può essere altrimenti il marketing oggi? Con questo “tip” mi riferisco a una rubrica di Karatemania denominata #ilkaratesecondome, con l’inseparabile hashtag.

Proprio questo hashtag rende questa rubrica diversa dalle altre: è l’unica che lega i post di Facebook direttamente all’account Twitter di Karatemania: @KaratemaniaIT. La rubrica cerca di personalizzare i visual grafici attraverso i pensieri degli utenti della Pagina, facendo dire loro che cosa rappresenta il karate secondo ognuno di essi. Questa idea coinvolge in maniera diretta la community e crea il famoso engagement.

Il coinvolgimento dei fan è molto importante: siccome è tenuto in grande considerazione dall’algoritmo di Facebook, permetterà ai post di qualsiasi pagina di comparire sempre nel News Feed dei propri seguaci. Ma come, direte, non è sempre così? Purtroppo no. Da non molto, Facebook ha cambiato le regole. Adesso, se i fan di una pagina non interagiscono mettendo almeno qualche like, condividendo o commentando, i contenuti di questa non verranno più visualizzati nella Home di Facebook.

Se non vi è chiara la portata di questo fatto, come non lo era per me all’inizio, cerco di spiegarvela ancor più chiaramente: la conseguenza di questo “trabocchetto” di Mark Zuckerberg è che, d’ora in poi, bisognerà pagare le inserzioni persino per ottenere il coinvolgimento dei propri fan.

L’ultimo elemento che, per esperienza diretta, posso dire che funziona davvero è l’essere presenti su tutti i principali canali social. Perché dico questo?

  • Facebook: si sa, ci sono quasi tutti.
  • Twitter: è molto utile per sfruttare gli hashtag, cioè le conversazioni, i temi, gli argomenti di discussione, in cui possiamo inserirci e sfruttarne la scia. In Facebook non esiste questa logica. In Twitter chi la fa da padrone non è tanto chi parla, ma il tema di cui tutti vogliono parlare. Si possono anche creare hashtag nuovi per generare una nuova “onda radio” (come appunto #ilkaratesecondome).
  • LinkedIn: qui le aziende o i brand non possono mancare. È il social per i professionisti, quello che tra tutti usa il tone of voice più istituzionale.
  • Pinterest e Instagram: due social network ideali per le immagini. Se l’argomento o il brand dialogano con il loro pubblico anche attraverso le immagini, allora è necessaria la loro presenza anche su quei canali. La particolarità di questi due social è che possono anche essere integrati in una fan page di Facebook tramite app. L’ho fatto anch’io sulla pagina di Karatemania.
  • YouTube: se si hanno video da condividere, questo social rappresenta un alleato potente per aumentare l’engagement. Karatemania è da pochissimo su questo canale, in previsione di un’attività di video-making ai campionati regionali, nazionali e internazionali di karate. Questo dimostra che l’apertura di nuovi canali può essere anche un work in progress.

Se i vostri obiettivi sono anche commerciali, dovete considerare di installare Facebook Shop. Si tratta di un’app integrabile nella propria pagina Facebook, che permette di avere l’e-commerce direttamente sui social.

Non dimenticate comunque di sponsorizzare la vostra Facebook fan page quando decidete di rilanciarla. Basta poco: anche 30, 50 o 100 euro, a seconda del target. Si otterrà da subito una maggiore visibilità.

Ecco, questi sono i consigli che mi sento di condividere con il pubblico di Comunicare sul Web e che vengono direttamente dalla mia esperienza di community manager sulla pagina di Karatemania. A proposito: nel salutarvi, vi invito a visitare la fan page e, se siete appassionati di karate, non perdete l’occasione di entrare nella nostra community! Ciao a tutti i lettori di questo blog, alla prossima!

 

gestire fan page facebookQuesto articolo sulla gestione di una fan page su Facebook per incrementarne l’engagement è un guest post scritto da Silvia Sacchetti, web writer e appassionata di comunicazione e di digital marketing laureata in Filosofia e in Semiotica.
Silvia può vantare anche un’esperienza in qualità di community manager, per esempio nella gestione proprio della pagina Facebook di Karatemania.

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