Intervista al team di Feudalesimo e Libertà!

feudalesimo e libertàUna grande intervista quella che vi propongo oggi! Sono riuscito ad agganciare addirittura il team della divertentissima fan page di Facebook Feudalesimo e Libertà!

Per chi non la conoscesse, Feudalesimo e Libertà è una pagina satirica: i suoi fondatori si definiscono un “gruppo per il ripristino dei diritti feudali in Italia e in Europa”. Oltre alla fan page, gli autori hanno creato anche un sito web. Per darvi la misura del successo che la pagina Facebook sta ottenendo, vi dico solo che, nel momento in cui sto scrivendo, conta oltre 172.000 fan! E tutto ciò ad appena nove mesi circa dalla sua creazione! Insomma: questi ragazzi ci sanno davvero fare.

Ma lasciamo ora spazio al team di Feudalesimo e Libertà, e ascoltiamo dalle loro stesse parole quali sono i segreti di un successo così clamoroso in così poco tempo.

Ah, una precisazione prima di iniziare l’intervista. Fedeli alla linea che si sono dati su Facebook e sul loro sito web, gli autori hanno risposto alle mie domande in italiano medievale, cioè in quella lingua antica che costituisce il loro marchio di fabbrica. Buona lettura e buon divertimento!  🙂

 

Ciao, ragazzi, e grazie per la vostra disponibilità. Per prima cosa vi chiederei: da dove nasce l’idea di “Feudalesimo e Libertà” e della relativa fan page su Facebook che sta ottenendo un enorme successo?

Feudalesimo e Libertà ha li suoi natali tria die pria dello Santo Natale. Poscia uno vespro di bagordi et spensierate bevute, un pugno di jovini angustiati dalla mudernità et dalli suoi vezzi, vide apparir in sogno lo Imperatore in tutto lo suo splendore et magnificentia. Tutt’altro che lieto, l’onirco regnante non lensinò schiaffoni pe’ nessuno dei presenti acciocché fussero parimenti pentiti degl’ignominiosi peccati fin’allora commessi: peccati che vanno dall’haber dato fiducia in democratia et res pubblica all’haber adoperato tecnologici apparecchi como l’ego-phono et altre diabolerie. Ma poscia la magna castigatio ello, como un pater, perdonò i suoi vassalli et a loro affidò la nobile missione di rifar dell’Europa lo suo rennio. Fu a tal guisa che nacque la pagina como vo’ tutti la gnoscete: uno compendio di nuntii et editti mirati a feudalizzare cotesta impura società di guitti, miscredenti et iettatori.

 

Quante persone gestiscono la fan page di Feudalesimo e Libertà?

Agl’albori non fummo che un manipolo di sodali colli lor computatori et programmuccoli di graphica. Hodie lo Consilio de Corte conta penta membri, ma dando attenta occhiata alla pagina et allo suo viver cotidiano, s’evince che lo magno contributo alla vita della compagine stessa est lo suo pubblico. Tutt’altro che observatori passivi, li nostri seguaci interagiscono cum nos et anco fra loro ogne die, nello elegante volgar italico che ormai est necessaria conditione pe’ far parte di cotesto nobile progetto. Li nuntii et le imago di noi fondatori et administratori sunt poca cosa sine la partecipatione attiva dello volgo et dei cavalier nostri sodali.

 

Quali obiettivi si propone Feudalesimo e Libertà? In sostanza: qual è la vostra visione della realtà?

La nostra visione ideale dello mundo non puote esser più lungi da quella adottata dall’homo muderno. In barba alli novelli costumi et usanze, non temiam de denunziar l’orrore dell’oggi fatto de becero consumismo, sregolato affarismo et disordine sociale. Denunziam a gran voce una società di lupi divorata dall’individualismo et la logica della ricchezza personale, valori hodie tanto proponderanti da far dimenticare allo ingenuo villico la dignità, la cortesia, l’onore et lo rispetto. Contra siffatto imbarbarimento di cotesta Europa tutt’altro che evoluta, pretendiamo che li gobernanti mirino indietro, a quei modelli di società ove ‘l problema d’un plebeo era un problema di tutti i suoi concittadini di pari rango et lo laboro era cosa fatta pe’ riempir lo stomaco et vuotar la coscienza dai peccati, giammai una mera ragion d’esistere. Per esto motivo riteniam la disoccupatione un artefizio del demonio da debellare: secundo lo nostro programma de probo-goberno, l’homo ha da laborar tutta la vita, fin da quando impara da fanciullo ad impugnar la zappa o a piegar lo rovente ferro co’ uno martelletto. Si ritorni ordunque alla servitù della gleba pe’ tutte quelle familie ch’anelano uno posto fisso et alla corvée pei jovini più dinamici che desiano prestar le braccia pe’ più mansioni, non ultima la difesa dello feudo. Basta anco colle gabelle inutili como quelle atte a finantiar fluttuanti apparecchi! La decima sul raccolto, la tassa sul macinato et balzelli vari saran li soli tributi ch’avrà da pagar la plebe et li sghei ch’entran nelle scarselle di Aquisgran saran impiegati pella difesa dei borghi dai barbari oltrefrontiera, pell’organizzazione della nova crociata in Terrasanta et pello sacrosanto benessere delle famiglie dei vassalli dello Imperatore.

 

L’italiano che usate a che periodo risale esattamente?

La nostra italica favella risale a quando le genti han principiato a comprendersi anco oltre le frontiere delli propri ducati. Mescolando lo latino de’ Romani nostri avi colli dialetti locali, prese vita siffatto idioma, che tutti unisce et jammai soffre l’eccessiva imbrigliatura a regole grammaticali. Eppur ben lo stesso est compreso parimenti da villici dell’alpe et da quelli della terra degl’agrumi: perché ordunque farne abiura o alterarlo cum vocaboli d’anglosassone provvenienza? Non ne abbisognamo, poffare!

 

Secondo voi, a che si deve l’eccezionale successo che la fan page di Feudalesimo e Libertà ha riscosso in pochi mesi?

Deh, v’è in voi stupore allorquando ‘l sole sorge dalli monti? V’è del stupefacente nel mar che lambisce le coste per poi ritirarsi? Giammai! Lo successo di siffatta compagine est cosa naturale como l’altre et niuno puote arrestar lo incedere dello Imperatore! Cento et settanta milia seguaci sunt solo lo inizio della nostra conquista et presto l’italica landa tornerà ad esser gobernata dalle signorie et resa vassalla alla corona d’Aquisgrana. Lo Imperatore lo vuole! Dio lo vuole!

 

Siete dei bravissimi community manager. Prima domanda: come tradurreste “community manager” nel vostro italiano? Seconda domanda: come organizzate il lavoro? Avete cioè una giornata tipo?

Sarà confacente definirci “condottieri de consorteria”? Noi siam nientepiù che divulgatori dello verbo Imperiale. Tutto cio c’abbiamo est la nostra voce, lo calamo et la charta ove vergar li editti da diffondere. Adopriamo lo musoliber (facebook per gli angli senzadio) giacché ancor difettiamo di araldi et banditori da inviare in ogne urbe, ma a ciò ci stiam laborando. Lo nostro dì principia collo risveglio al canto del gallo et colla preghiera allo Domine affinché lo Sovrano nostro rimanga in salute pe cent’anni. Dopodiché lo Consilio di Corte si riunisce et prende scelta dei nuntii da render pubblici nelle ore più favorevoli a tal uffizio. Laboro di grafica et d’amanuense completano il tutto, consegnando alle genti li soli justi dettami del retto vivere feudale. Obviamente non mancan li momenti de sollazzo ove ci si vede pe’ tracannar bionda cervosia et brindare alla prosperità dello Impero.

 

Che consigli dareste a un giovane community manager che ha appena iniziato a lavorare? Quali sono i vostri suggerimenti per avere successo in questo mestiere del web?

Alli novelli condottieri de’ consorteria non puotiam che consiliar de fondare et gestire la lor compagine all’insegna delli valori feudali et di diffidare delli muderni mezzucci opra dello dimonio como lo spammo et la pubblicità. Prevalgano ordunque rettitudo, onestà, cortesia et umiltà d’animo. Giammai la vanità prevalga sull’onor d’essi et giammai ci si issi sovra uno piedistallo. Esser condottiero est cosa assai pulchra, ma s’apprenda dagli sbagli et s’accettino semper critiche et savi consilii: uno buon dialogo con lo volgo giuoca a sol vantaggio di colui che sa ascoltare. Lo gestore d’una compagine non est uno monarca, bensì un comunicatore et come tale ello deve porsi dinanzi all’altri. Ello dev’esser probo nella favella quanto nella visibile rappresentatione, cosicché gl’homini pendano dalle sue labbra sicuri di non esser incappati nell’ennesimo ciarlatano fuffarolo. Si diventi indi bravi comunicatori, poiché chi non sa comunicar puote anco haber li melior intenti, ma ciò che rimedierà saran solo frutti marci sul grugno!

 

La vostra è una fan page satirica. Che cos’è per voi la satira?

L’odierna accezione de satira non c’aggrada. O melio, ci tedia et annoia como uno tristo jullare. Burlarsi delli stessi personaggi non suscita più ilarità poiché ormai fatto da tutti et nella medesima forma et, si sa, ogne cosa di cui si fa abuso perde d’efficacia alla guisa d’uno stocco che, a furia di percuoter lo medesimo bersaglio, ha perduto il suo filo. In giro non v’è più dissacrazione o pungente invettiva, bensì uno più mite sfottò, uno più accomodante arenarsi sull’esterior aspetto o sulle mondane abitudini che soddisfa tutti et non punge niuno. Per esta ragiona noi rivolgiam magna parte delli nostri nuntii et anatemi contra color che nella satira hanno finora avuto uno ruolo di spectatoresa: la plebe. Noi prendiam di mira gl’odierni vezzi, i mal costumi et le abitudini cotidiane delle genti; tentiam nello nostro piccolo di suscitar l’autoflagellatione pei peccati del muderno dimodocché i popolani sentan la sozzura delli propri costumi ancor pria di quella degl’altri. Si dissacra et si esecra non il singolo politicante ladruncolo, bensì uno muderno vivere di cui lo politicante est degno rappresentante, uno muderno facere che coinvolge no’ tutti rendendoci dei bruti all’occhi dei nostri avi. Anco quando denunziam lo malo politicante più noto, tentiam di farlo dalla prospettiva dell’antiquo homo di valore che addita l’odierno viver marrano di cui tutti, opulenti et mendicanti, sunt parimenti colpevoli alli nostri occhi.

 

Ma se un giorno doveste arrivare al potere, quali sono le prime cose che cambiereste nel Paese?

S’è favellato a lungo delle molteplici solutioni per lasciarci appresso la crisi et recercar una nova epoca aurea. Inutile favellar che ogne via finora intrapresa è volta condurci al declino et all’abisso, tra le braccia del Satanasso. La crisi non si pugna alimentando quei macchinari che l’han generata, poffare! Urge uno repentino cambio di rotta, partendo dal crollo dei mendaci miti che l’odierna cultura liberale et democratica ha meticolosamente innalzato. L’uscita dallo global mercato et una economia feudale di sussistenza est lo prio passo da intraprendere: la cara vecchia Europa non abbisogna d’altro che dei prodotti delle sue fertili terre, per cui ogne merce, cibagine o macchinario proveniente dalle Indie oltreoceano, dalle terre dei mori o dalle lande a levante sarà sottoposta a dazio. Lo suffragio universale et le sue aleatorie libertà verran tosto soppressi, a favore d’una società strutturata per ceti i cui soli principi elettori avran diritto d’opinione nella successione al trono, mentre consoli et vassalli imperiali saran nominati dalla Corte di Aquisgrana pell’amministratione dei ducati et delle marche. La plebe non dovrà più sofferire ‘l tedio delle lunghe code alle urne et di maggioranze risicate o incerte. Laude allo Imperatore, ordunque!

 

Quali sono i progetti di Feudalesimo e Libertà a breve termine? E a lungo termine?

Gratiae allo repentino ma natural successo della compagine, la voce dello Imperatore s’è estesa oltre le cerulee mura dello musoliber et, proprio in cotesti ultimi mesi la favello dello Consilio di Corte è divenuta anco un qualcosa di più della mera militanza da tastiera: convocati fummo in diverse urbi onde cingerle d’assedio et purificarle dal peccato. Pello momento ancor pochi ma valenti avamposti issan li nostri vessilli. Ma nello futuro auspichiam una più massiccia campagna italica acciocché, semmai dovessero esserci noavae votationi, lo Imperatore trionfi anco in dimocratico regime. Poiché lui vince ogne tenzone anco allorquando le regole sunt create in malafede dalli suoi contendenti.

 

In conclusione, vi va di lasciare un messaggio a chi ci sta leggendo? Che ne so: volete fare un appello, lanciare un ammonimento o addirittura uno strale?

Alli gobernanti: dall’altro dei vostri scranni, oh voi mendaci nobili, tremate! Abbiate timor del domani et ancor più del dopodomani, giacché lo “ierti” s’è ridestato più furente che mai et scrollerà le forti spalle dello Impero dai parassiti et dalli venditori di falsi reliquie quali siete! Fate ammenda delle vostre atrocità! Alleviate sin d’ora la vostra positione allo Inferno, sendo le vostre carni proxime allo judictio dell’inquisitione! Alla plebe: oh villici! Ancor non v’ha angustianto a sufficentia cotesta empia mudernità? Ancor non v’ha irato ‘l mal costume dilagante et lo disonore delli gobernanti? Abiurate alli mendaci diritti a voi elargiti dall’eretica democratia liberale, abiurate a siffatta aberrante vita da burattini della catena di montaggio! Abbracciate lo feudalesimo, abbracciate lo vetusto che incede: non avete che da rimettervi a capo alto in catene. Avete un mondo da arare. Alla pugna!

 

Ringrazio il team di Feudalesimo e Libertà per questa bellissima e spiritosissima intervista! Non è stato facile per loro trovare il tempo di rispondermi in mezzo ai loro impegni. Gestire un progetto online che conta oltre 172.000 fan è una grande soddisfazione, ma anche una faticaccia nera!

Da ultimo, mi rivolgo ai social media manager e community manager italiani: ecco un case study da cui prendere assolutamente spunto! In effetti, oltre a essere spassosissima, la fan page di Feudalesimo e Libertà è un esempio di come fare comunicazione che funziona su un social network come Facebook. Assolutamente da prendere a esempio! Forza, alla pugna!  🙂

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