Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social [RECENSIONE]

social network lanierDieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social (lo puoi trovare anche su Amazon.it) è il nuovo saggio di Jaron Lanier, informatico e saggista statunitense, pioniere della realtà virtuale. Diciamolo subito: non è un libro di quelli che passeranno inosservati. Il motivo è semplice: è un pamplet che contiene un durissimo attacco ai social network e alle company che li hanno creati.

Questo attacco non viene da una persona super partes: Lanier vive e lavora nella Silicon Valley e ammette di aver avuto tra i propri clienti alcune delle più grandi tech company, come Google, LinkedIn, Microsoft. Siamo quindi di fronte a uno che, in modo totalmente incoerente, sputa nel piatto dove mangia? Oppure, proprio perché vive dentro il sistema, le sue parole hanno un peso maggiore? È difficile dirlo. Ognuno si regoli come crede. Il mio giudizio finale sull’opera è comunque positivo, perché Lanier è onesto: dichiara subito il suo conflitto d’interessi (a dire il vero, sarebbe stata dura tacerlo). Inoltre, il libro contiene degli spunti di riflessione oggettivamente validi.

Come mai dovremmo correre a cancellare tutti i nostri account social? Lanier ci propone un decalogo di ragioni. Ve le propongo tutte d’un fiato: i social network limitano la libertà di scelta, operano un autentico lavaggio del cervello di massa, trasformano uomini e donne in stronzi, sovvertono la verità, tolgono significato al pensiero individuale, distruggono la capacità di provare empatia verso gli altri, rendono infelici, tolgono dignità ai lavoratori, interferiscono con la politica a grave danno della democrazia, odiano le persone. Un bel quadretto edificante, vero?  🙂

Molte delle tesi di Lanier sono condivisibili. In effetti, i social network non sono certamente delle istituzioni misericordiose, che hanno al centro del loro interesse il miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità. Facebook & Co. sono multinazionali che fanno business e, quando usiamo le loro piattaforme, le aiutiamo a fare affari regalandogli i nostri dati. Qualcuno ha detto che il prodotto sui social siamo noi che li usiamo. Ed è vero.

Ma Lanier ci va giù pesante. Per lui, i social network sono strumenti che modificano i comportamenti dei loro utenti. Li modificano ovviamente in peggio: oltre a sgraffignarci i dati personali, i social ci rendendo depressi, stupidi, cattivi. Facebook & Co. sono insomma una grande fregatura, da cui dovremmo scappare a gambe levate. Non vi dico di più: se deciderete di leggere il libro, constaterete da voi la violenza dell’attacco di Lanier.

Come uscire da questo inferno? Cancellandosi dai social, come già detto. Però, Lanier ha anche una ricetta che riguarda il business model dei social: il modello della gratuità deve finire, poiché ha clamorosamente fallito. Gli utenti web dovrebbero iniziare a pagare un canone mensile per i servizi offerti dai social media a cui sono iscritti. Il pagamento del canone farebbe sì che, per le tech company, i profitti venissero non solo dalla pubblicità ma anche dai canoni, per l’appunto. L’introito sarebbe tale da rendere non più così appetitoso l’accaparrarsi dei dati personali degli iscritti. Questo metterebbe insomma fine alla dittatura dei social network, secondo l’autore. Una contromisura fantascientifica perché irrealizzabile? Pare proprio di sì.

Come dicevo, in linea generale, le tesi di Lanier sono condivisibili. Però il pamphlet ha anche dei limiti evidenti. Ho già parlato del fatto che un liberal lavori al soldo delle multinazionali e poi le critichi con violenza. Un’altra cosa su cui dissento è che Lanier nega che la Rete (e i social in particolare) abbiano realizzato la società della trasparenza. In realtà, c’è chi ha ben evidenziato che viviamo in una società della trasparenza a tutti gli effetti.

Un difetto che ho trovato in Lanier (e che è classico di tanti autori americani) è un certo manicheismo. Per lui i social stanno distruggendo l’umanità, né più né meno. Tutta colpa di Facebook & Co. Lanier non è sfiorato mai dal dubbio che i social stiano semplicemente amplificando quello che è già dentro le persone. No, per lui i social sono dei modificatori comportamentali e ci stanno facendo diventare cattivi. Di più: stanno distruggendo la società. Il male è tutto nei social, non nelle persone. A me sembra un tesi sbilanciata. A me sembra che la verità stia più nel mezzo. Per dare un giudizio più veritiero, bisognerebbe considerare gli effetti che la modernità intera ha avuto sull’uomo. Non solo quelli che derivano dai social, che sono una piccola frazione della modernità.

In conclusione, che cosa dire di Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social (lo puoi acquistare anche su Amazon.it)? Siamo di fronte a un saggio sicuramente interessante, scritto da un personaggio che sa come attirare l’attenzione. La lettura del libro è stimolante e mi sento di consigliarla. Però bisogna avere giudizio. Bisogna insomma tener sempre viva l’attenzione, per separare distinguere ciò che è critica costruttiva (e che rappresenta il vero valore del testo) dalle pagine che invece propongono argomentazioni deboli o parziali.

Non so se, dopo la lettura del libro, vi cancellerete dai social oppure no. Io continuerò a usarli, anche perché ci lavoro. Di certo, è possibile farne un uso più consapevole. E questo credo proprio che sia un diritto, ma pure un dovere, di tutti.

 


social media marketingQuesto post è una recensione del libro Dieci ragioni per candellare subito i tuoi account social di Jaron Lanier ed è stata scritta da Alessandro Scuratti, content marketing specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog, che raccoglie migliaia di visite ogni giorno. Sono anche l’autore di Scrivere per il web 2.0.
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