SEO on-site checklist: 15 punti su cui focalizzarti

SEO on-siteEsiste una checklist per la SEO on-site? Esiste cioè una lista che ci ricordi le cose che necessariamente dobbiamo fare se vogliamo ottimizzare in chiave SEO ogni nostro contenuto web? E ciò indipendentemente da fatto che il contenuto sia da noi pubblicato sul sito della nostra azienda piuttosto che postato sul nostro corporate blog? Ho una buona notizia per te che stai leggendo: questa lista di controllo per la SEO c’è, e sto per presentartela!

Prima però voglio fare un paio di precisazioni. Quella che condividerò con te (e che è stata scritta dal team di Social Seo) è una checklist che riguarda la search engine optimization on-site, cioè tutte le tecniche che puoi fare sulla singola pagina web. Esiste infatti anche una SEO off-site, che è sostanzialmente molto diversa e che, per dirla in modo grossolano, ti richiede di fare principalmente link earning.

Per farla breve: SEO on-site significa mettere le mani sulla pagina del contenuto, SEO off-site significa sfruttare tecniche che vanno ad agire al di fuori del tuo progetto web.

La seconda precisazione che voglio fare è questa. La miglior strategia, tattica e tecnica per la SEO, sia on-site che off-site, è e rimane quella di creare contenuti di qualità. Se crei valore per la tua nicchia, automaticamente crei valore anche per Google e per gli altri motori di ricerca. E ne ricaverai un premio generoso, sotto forma di un migliore posizionamento nelle loro SERP.

Ma adesso… sotto con la checklist per la SEO on-site! Il mio consiglio è di stamparla e tenerla a portata di mano: questo dev’essere da qui in avanti il tuo mantra per la SEO!  🙂

 

  1. Tag title

    Il tag title è l’elemento più importante in chiave SEO on-site. Il suo testo non deve oltrepassare i 57-58 caratteri e deve contenere la keyword principale per cui stai ottimizzando la pagina. Meglio mettere la keyword il prima possibile, per una questione di keyword prominence.

  2. Link interni

    Se nel tuo sito o blog crei link interni tra contenuti, crei una struttura molto ben leggibile dai motori di ricerca. I tuoi contenuti verranno indicizzati con molta più probabilità, perché gli spider dei motori li troveranno più facilmente.

  3. Link esterni

    Occhio ai siti web che linki! Evita di linkare siti spam oppure rischierai di essere penalizzato da Google!

  4. Link rotti

    Abbiamo detto al secondo punto della checklist che una buona struttura di link interni facilita il compito agli spider dei motori. Perciò, ogni tanto guarda se hai dei link interni rotti.

  5. Il peso delle immagini

    Ogni immagine che pubblichi sul tuo progetto online deve essere ridimensionata. Per meglio dire: deve avere un peso contenuto. Altrimenti, le tue pagine web saranno lente a caricarsi, e Google non ama i siti che non si caricano velocemente, perché non danno una buona user experience agli utenti.

  6. L’alt text delle immagini

    Spesso dimenticato nell’ottimizzazione SEO on-site, l’alt text può dare un contributo al posizionamento. Ho fatto dei test tempo fa a proposito: a parità di ottimizzazione, le immagini per le quali avevo ottimizzato questo attributo davano una spinta in più ai post.

  7. Semantica dei testi online

    Non c’è solo la parola chiave per cui stai ottimizzando il post. Sarai più efficace tanto più che riuscirai nello sforzo di far capire a Google di che parla la tua pagina. Devi cioè sforzarti per far capire al motore di ricerca il tema della tua pagina web. In questo senso, è bene che tu usi anche sinonimi della parola chiave, ma anche plurali, maschili, femminili, forme verbali ecc. Per farla breve: non ti fissare solo sulla keyword, ma cura la “tematicità” di ogni tuo contenuto. Che Google capisca bene di che cosa stai parlando.

  8. Numero di parole

    A parità di altri parametri di ottimizzazione, un contenuto lungo si posiziona su Google meglio di uno corto. A mio giudizio, in linea di massima, nel web italiano non si possono scrivere contenuti più corti di mille parole, se si hanno ambizioni di un buon posizionamento. Ma se le keyword sono molto competitive, occorre scrivere duemila-duemilacinquecento parole o anche di più!

  9. Pulsanti social

    Le interazioni social non concorrono a determinare il posizionamento di un contenuto su Google, almeno per il momento. Quindi, avere pulsanti social sui post non serve a fare SEO on-site. O almeno: non direttamente! I pulsanti social sono però utilissimi a diffondere i nostri contenuti, se sono obiettivamente di valore. Potrà succedere a quel punto che qualcuno li apprezzi così tanto da linkarli nel suo sito web o nel suo blog, regalandoci un link follow, magari da un progetto online in tema e autorevole. Ed ecco allora che il cerchio si chiude, perché la link earning ci dà invece un grande vantaggio in chiave SEO!

  10. Contenuti duplicati

    Attenzione a evitare di fare contenuti duplicati sul proprio sito o blog. Potreste non ottenere i risultati di posizionamento che invece il valore dei vostri contenuti meriterebbero.

  11. Struttura degli URL

    Ogni URL deve essere fatto di parole. Perciò, non scrivere www.tuosito.it/123 oppure altre espressioni che sono anonime. Scrivi invece qualcosa come www.tuosito.it/SEO-on-site. Insomma: anche l’URL è un’ottimo posto in cui andare a inserire la keyword principale per la quale stai ottimizzando il tuo contenuto.

  12. Velocità di caricamento della pagina

    Ne abbiamo già parlato in precedenza: se una pagina web è lenta a caricarsi, Google non la prenderà bene e non le darà una buona posizione nelle SERP, anche se il valore del contenuto in essa la meriterebbe. Quindi, cerca di creare pagine web veloci a caricarsi, ne va dell’efficacia della tua SEO.

  13. Mobile friendly

    Se il tuo progetto web non è mobile friendly, sta’ certo che nelle SERP di Google per le ricerche da mobile avrà un pessimo posizionamento, fossi stato anche capace di creare i migliori contenuti nella tua nicchia! Perciò, se vuoi avere un sito SEO friendly, devi curare che sia anche mobile friendly.

  14. Frequenza di rimbalzo

    Non è un problema in sé, ma la frequenza di rimbalzo può diventare un problema indirettamente. Ti faccio un esempio, così ci capiamo meglio. Immagina che un tuo contenuto si posizioni nelle SERP di Google. Immagina che gli utenti web lo trovino ma che poi, dopo averlo cliccato, premano subito il pulsante “indietro” del loro browser, per tornare alla SERP e scegliere un altro contenuto, Google registra anche queste interazioni. E il fatto che parecchi utenti tornino subito alla SERP, potrebbe essere interpretato dal motore di ricerca come un attestato di demerito del tuo contenuto. Il che potrebbe costargli una retrocessione nel ranking. Perciò, anche in questo caso: occhio al valore e alla pertinenza dei contenuti che metti online!

  15. Contenuti malevoli

    Nei tuoi contenuti web c’è qualcosa da scaricare? Se sì, che cos’è? Si tratta di porcheria che può mettere a repentaglio la sicurezza informatica di chi la scarica? Ecco, se è così, vedi di correre subito ai ripari: eliminala!

 

Ecco, questa è la checklist per la SEO on-site (detta anche SEO on-site) che ti consiglio di seguire per ottenere buoni posizionamenti nelle SERP di Google, almeno fino a quando il motore di ricerca non cambierà sostanzialmente il proprio algoritmo!  🙂  A quel punto, la checklist dovrà essere aggiornata, ma ne riparleremo!  🙂

 


SEO on-siteQuesto post sulla checklist per fare la SEO on-site con successo è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da 19 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio business blog, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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