SEO: i miti da sfatare della search engine optimization

seo search engine optimizationSegnalo un e-book molto interessante che parla dei miti sulla SEO da sfatare al giorno d’oggi. Scritto da Rebecca Churt di HubSpot, l’e-book elenca ben diciassette miti SEO che continuano a circolare sul web, ma che possono (e devono) definitivamente essere dichiarati falsi.

In effetti, i recenti aggiornamenti all’algoritmo di Google (tra cui i più famosi sono senza dubbio Panda e Penguin) hanno cambiato molte cose nella search engine optimization. Certe vecchie pratiche non funzionano davvero più. Anzi: alcune di esse sono addirittura a rischio di penalizzazione da parte di questo motore di ricerca.

L’e-book di HubSpot ha proprio lo scopo di fare un minimo di chiarezza, stabilendo una volta per tutte quali sono i miti più ricorrenti nella SEO all’alba dei nostri giorni. Vediamoli tutti e diciassette, uno a uno.

 

I miti SEO che ancora resistono nel 2013 secondo HubSpot

 

  1. Per indicizzarmi devo iscrivere il mio sito web a Google

    Iscrivere il sito a Google non serve più. GoogleBot troverà comunque il sito, e lo farà in tempi relativamente brevi. A quel punto, farà l’indicizzazione delle sue pagine web. Pare proprio che, per affrettare l’indicizzazione, basti semplicemente digitare l’URL del sito nella stringa della ricerca di Google e poi premere “Cerca con Google”.

  2. La SEO consiste soprattutto nel raggiungere un buon posizionamento nei motori di ricerca

    C’è una forte correlazione tra il posizionamento nelle SERP di Google e la percentuali di clic ottenuti. Ma sono i contenuti di qualità a fare la differenza. Si può infatti ottenere un posizionamento eccellente ma, senza contenuti pertinenti e interessanti per il pubblico della propria nicchia, non si ricava un centesimo. Insomma: un elevato traffico web non è per forza sinonimo di successo online. Lo ripeto: la search engine optimization è molto di più che ottenere un buon posizionamento nelle SERP di Google.

  3. Devo raggiungere la prima posizione su Google

    Non è tanto la prima posizione a decretare il successo di un sito web, ma la pertinenza dei suoi link nelle SERP con gli obiettivi di ricerca degli utenti di Google.

  4. La SEO è qualcosa che posso delegare all’IT

    Spesso, si ha la percezione che la SEO sia qualcosa di tecnico – è vero – e che perciò debba essere totalmente delegata alla divisione IT. Sbagliato! La SEO è una disciplina complessa, che richiede il contributo di diversi attori con diverse competenze. Delegare la SEO completamente all’IT è un errore.

  5. Più link è meglio di più contenuti

    Lavorare a creare contenuti di qualità è più importante che lavorare per ottenere link in ingresso. In effetti, i contenuti di qualità possono generare link in ingresso spontanei. Insomma: i contenuti web di qualità possono addirittura rendere superfluo il lavoro per ottenere link da altri siti web!

  6. I contenuti web rendono inutile la SEO

    I contenuti web sono importantissimi, ma la SEO non si può comunque mai trascurare. Altrimenti, ci si metterà nella condizione di rinunciare a un’arma molto potente, che dà visibilità e fa intercettare i potenziali clienti.

  7. I social media e la SEO sono scollegati

    In realtà, i social media e la search engine optimization sono collegati, e pare che lo saranno sempre di più in futuro. Basti pensare a quello che sta facendo Google con l’authorship.

  8. La SEO on page è tutto ciò che serve per il posizionamento

    La search engine optimization on page è importante e utile, ma è solo una parte della SEO.

  9. Le keyword di una pagina web devono essere a corrispondenza esatta

    Bisogna ricordarsi che non si sta scrivendo solo per i motori di ricerca, ma anche (e soprattutto!) per gli esseri umani. Perciò, continuare a ripetere la keyword primaria nei titoli e nei contenuti web può creare delle forzature. Quindi, solo per fare un esempio, largo ovunque ai sinonimi delle keyword.

  10. C’è una keyword density ideale per le pagine web

    Non esiste alcuna keyword density ideale per le pagine web di un sito.

  11. Il tag H1 è l’elemento SEO on page più importante

    Il tag H1 è molto importante, certo. Ma oggi Google è più intelligente che nel passato: infarcire questo tag di keyword ti servirà davvero a poco.

  12. La home page necessita di molti contenuti web

    La home page è la pagina d’accoglienza, il biglietto da visita del tuo sito web. La sua funzione è di presentare chi sei e che cosa fai in poche parole.

  13. Più pagine web indicizzate ho, meglio è

    Prima di tutto, non è detto che tutte le pagine web saranno indicizzate. Poi, purtroppo, chi si sforza di avere un sacco di pagine web sul sito tende a trascurare la qualità dei contenuti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di pubblicare solo ciò che è più rilevante.

  14. Per fare local SEO ho solo bisogno di indicare nelle pagine web la città, la provincia e la nazione

    I motori di ricerca capiscono da dove gli utenti web si connettono. Cercano pertanto di mostrar loro quei risultati che ritengono specifici e pertinenti per la loro posizione geografica. Detto ciò, una buona tattica SEO tiene conto che il tag title, i link, le recensioni, i riferimenti inseriti nel testo dei contenuti, i social media (in particolare Google Plus Local) dovrebbero indicare chiaramente la posizione geografica dell’autore.

  15. I micrositi e gli altri domini che possiedo e che puntano o reindirizzano al mio sito aiutano la SEO

    Non è una tattica che funziona. I motori di ricerca sono abbastanza intelligenti per sapere chi è il proprietario di un dominio. E quindi capiscono che stai barando.

  16. Google non potrà mai sapere se mi linkano siti spam

    E invece lo sa scoprire! E le penalizzazioni sono appena dietro l’angolo…

  17. La SEO non c’entra con l’usabilità

    La SEO si è molto evoluta nel tempo. Oggi la search engine optimization è molto più dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. La SEO, in effetti, ha l’obiettivo di ottimizzare i contenuti web principalmente per dare un servizio agli utenti. E in questo senso c’entra con l’usabilità, perché spinge i webmaster a migliorare i contenuti affinché la loro fruibilità da parte degli utenti sia massima.

 

Questi sono per HubSpot i miti della search engine optimization ancora da sfatare ai nostri giorni. Condividi questi diciassette punti? Secondo te, ce ne sono altri da aggiungere? Lascia un commento per spiegare, a tuo giudizio, quali sono i miti della SEO che ancora resistono quest’anno!

 

Vuoi vendere più prodotti e servizi?
La SEO intercetta i tuoi clienti.
>>> Contattami e parliamone! <<<

 


SEO on-siteQuesto post che parla di quelli che sono i miti in fatto di search engine optimization è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore del libro Scrivere per il web 2.0.
Vuoi contattarmi per saperne di più su come fare content marketing in modo efficace sul tuo blog aziendale? Vuoi scoprire come intercettare i bisogni del tuo target di consumatori e generare lead in target in modo continuativo? Contattami e ti dirò come fare acquisizione clienti!

Loading Facebook Comments ...

2 pensieri su “SEO: i miti da sfatare della search engine optimization

  1. web marketing

    Sì, rispetto al punto 2, sostanzialmente la Search Engine Optimization serve a portare traffico organico di prima visita (solitamente attraverso motore di ricerca o siti di riferimento).
    Se poi il visitatore diventa “di ritorno”, non dipende dal SEO che ci lavora ma da chi lavora insieme a lui ricoprendo altri ruoli (web designer, graphic designer, copy ecc.), altrimenti dobbiamo concludere che un SEO possa fare tutto da solo, cosa possibile ma non auspicabile.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*