Professione webmaster: intervista a Paolo Levati

webmasterQualche giorno fa, ho pubblicato un post in cui descrivevo la professione di webmaster. Per portare un’esperienza diretta che non fosse solo la mia, ho pensato di intervistare uno di questi professionisti. E la mia scelta è caduta su Paolo Levati, dello studio Laboratori Creativi Beretta.

Sentiamo che cosa ha da raccontarci su questo mestiere, che di certo non è facile ma che sa anche regalare molte soddisfazioni.

 

Ciao, Paolo, grazie per la tua disponibilità. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te: qual è la tua formazione?

Ciao, Alessandro. Ho un diploma di Ragioneria, ramo informatico. È da lì che ho iniziato ad appassionarmi al mondo di Internet e dell’HTML ed è per quello che completati gli studi ho seguito un corso di specializzazione come Tecnico Sviluppo Applicazioni Internet.

 

Che ne pensi dei webmaster italiani? Sono a livelli di eccellenza? Anche in questo campo il punto di riferimento sono gli Stati Uniti?

Il livello dei webmaster italiani ha sicuramente fatto passi da gigante nell’ultimo biennio. Credo però che il gap con gli Stati Uniti sia comunque ancora ampio.

 

Che consigli puoi dare a chi vuole diventare webmaster?

Molto semplicemente: non improvvisarsi webmaster, studiare e far molta pratica sui fondamentali di programmazione, grafica e, più in generale, su tutto quello che riguarda il mondo web. E poi: essere molto curiosi, cercare sempre di capire i trend e studiare a fondo le soluzioni che possono essere utili, sforzandosi di capirne il funzionamento.

 

Una cosa che mi impressiona della tua professione è che un webmaster dovrebbe conoscere tantissime cose: linguaggi di programmazione, web design, web analysis, web usability ecc. Come si fa a conciliare tutte queste necessità?

La strategia vincente è impararle in maniera incrementale, ovvero padroneggiarle  giorno dopo giorno, sito dopo sito. Bisogna tenere gli occhi sempre aperti sulle nuove soluzioni e sulle nuove tecniche, senza rimanere ancorati alle proprie conoscenze.

 

Facciamo finta che io sia un imprenditore che debba creare il sito della propria impresa, oppure un direttore marketing incaricato di rifare il sito web aziendale. Come faccio a capire a chi dare il lavoro? Cioè: come riconosco un bravo webmaster?

Per la risposta ti rimando a questo ebook, che spiega come riconoscere un bravo webmaster da uno che non lo è.

 

Adesso ti faccio una domanda che probabilmente farà scappare chi vorrebbe diventare webmaster, ma non ha ancora le idee chiare: quante ore al giorno lavori?

Posso dirti che fare il webmaster porta via molto tempo, non si smette mai di lavorare, 7 giorni su 7, non dico 24 ore su 24 ma quasi, bisogna sempre star dietro alle esigenze del cliente.

 

Ci sono dei libri che un webmaster dovrebbe assolutamente leggere?

Personalmente, tutto quello che ho appreso l’ho imparato su Internet.

 

E quali sono i siti web di riferimento per la tua professione?

Ci sono diversi siti di riferimento. Alcuni di questi sono il Forum di Giorgio Taverniti, html.it, webmasterpoint.org, php.net, aspitalia.com. Ce ne sono comunque molti altri.

 

Flash è morto. Oppure no?

Sta molto, molto male. Con l’avvento dei device mobili, solo Android supporta flash e HTML 5 dovrebbe dare la botta definitiva. Ma non è solo la tecnologia a essere contro Flash: molti webmaster l’hanno lasciato con l’avvento dei framework javascript e viene caldamente sconsigliato anche da chi si occupa di SEO e di SEM. Adobe ha chiuso lo sviluppo del plugin per il mobile e HTML 5, come ti ho detto, farà il resto.

 

La connettività è oramai sempre più mobile. Quanto ha inciso questo fattore sul tuo lavoro?

In questo momento, in maniera marginale. È però destinata a incidere in maniera esponenziale!

 

Parliamo di un argomento che mi sta molto a cuore: la SEO. È parte quotidiana anche del tuo lavoro, immagino.

Ogni giorno è fondamentale dedicare del tempo alla SEO per poter rendere visibile il più possibile i vari siti sui motori di ricerca. Senza l’indicizzazione, infatti, un sito web è un sito “morto”.

 

Te la senti di fare una previsione su quali saranno i linguaggi di programmazione che prenderanno piede in futuro?

Le cose nel mondo Internet cambiano talmente in fretta che è difficile rispondere a questa domanda. Sicuramente l’avvento di HTML 5 assicurerà nuove possibilità di sviluppo e penso che linguaggi come JS, PHP e ASP.NET continueranno a rivestire una grande importanza nel web e nella sua crescita.

 

Grazie, Paolo, per il tempo che sei riuscito a dedicarmi. Non mi resta che salutarti e augurarti buon lavoro.

Grazie a te, Alessandro, per me è stato davvero un piacere.

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