Search engine optimization: la piramide SEO

SEO search engine optimization

Ogni tanto, torno a dare un’occhiata alla piramide SEO (qui a destra). Si tratta di un concetto che è proposto dall’autorevole SEOmoz un bel po’ di tempo fa, ma che è ancora attualissimo.

Osservando la piramide SEO, si intuisce chiaramente che la search engine optimization non consiste solo nell’ottimizzazione del codice di una pagina web. In effetti, la SEO è molto di più e richiede che la nostra attenzione sia rivolta a diversi fattori. Se riusciamo a fare tutto quello che ci indica la piramide, il nostro posizionamento su Google e sugli altri motori di ricerca ne trarrà benefici enormi.

Vediamo meglio in che cosa consiste questa importante piramide SEO.

 

La base della piramide SEO

Per qualsiasi edificio o costruzione, le fondamenta rappresentano la parte più importante della sua architettura. Questo perché tutto il peso della struttura si scarica su di esse, che devono quindi essere abbastanza robuste da reggerlo. Un discorso identico vale per la piramide SEO. La sua base è ciò che deve sostenere tutto l’impianto di interventi sul sito da posizionare sui motori di ricerca.

SEOmoz ci dice che alla base della piramide ci sono i contenuti web e la web usability. In particolare, dovremo concentrarci su queste cose:

  • Creare contenuti di qualità.
  • Creare una struttura di link interni usabile, che dia ai visitatori la possibilità di navigare facilmente il sito e di trovare agevolmente tutte le informazioni di cui hanno bisogno. La struttura di link interni deve anche permettere agli spider dei motori di ricerca di accedere e scansionare facilmente le pagine web del sito (spiderability).
  • Creare URL che siano SEO friendly.
  • Gestire correttamente i server response codes (per esempio, l’errore 404).
  • Creare una sitemap e inviarla ai motori di ricerca.

 

Il primo piano della piramide SEO

In questo caso, si tratta di identificare le keyword su cui va fatto il lavoro di ottimizzazione. I consigli sono i seguenti:

  • Fare un’attenta selezione delle keyword per cui ottimizzare le pagine web del sito.
  • Nelle pagine web, ottimizzare con cura il tag title, il tag H1, il tag description, il tag H2, i tag H3-H6, gli URL, gli anchor text dei link.

 

Il secondo piano della piramide SEO

Arrivati al secondo piano, è il momento di spostarsi la nostra attenzione all’esterno del sito, dedicandoci in particolare alle attività di link building. Occorre cioè ottenere più link possibile da altri siti web, per accrescere la nostra popolarità online. Ma come si ottengono i link in ingresso? Non certo comprandoli! La risposta giusta è questa: per ottenere link in ingresso bisogna creare contenuti di qualità che vengano spontaneamente linkati dai visitatori. Già, si torna al punto di partenza: la qualità dei contenuti web creati. Parallelamente a questo, ci si può per esempio iscrivere alle web directory o ai siti per l’article marketing (occhio però a non creare contenuti duplicati!).

 

Il terzo piano della piramide SEO

In cima alla struttura della piramide troviamo i social media. Qui i consigli principali in chiave SEO si possono così riassumere:

  • Esserci! Bisogna cioè creare una pagina sui social dedicata alla propria attività.
  • Interagire con i fan, ascoltarli attivamente, rispondere alle loro domande e obiezioni, fornir loro contenuti di qualità, partecipare alle conversazioni che si sviluppano ecc.

 

Ecco, la piramide SEO consiste in questo. Tu ne avevi mai sentito parlare prima d’ora? Più in generale, ottimizzi i contenuti dei tuoi progetti online applicando la search engine optimization?

 

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SEO on-siteQuesto post che descrive la piramide SEO è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono l’autore del libro Scrivere per il web 2.0.
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