CTR dei risultati organici: novità!

Novità negli studi su come si distribuiscono i clic (CTR) degli utenti nei risultati organici dei motori di ricerca.

Slingshot SEO ha condotto uno studio su Google e su Bing. Il risultato è che solo il 52% degli utenti di Google clicca su uno dei risultati organici della prima SERP, mentre solo il 26% degli utenti clicca su uno dei risultati organici della prima SERP di Bing. Tutto ciò è una vera novità. Se i risultati di Slingshot SEO fossero confermati, ci sarebbe di che ragionarci su.

Ma c’è di più. La ricerca in questione indica anche che il primo posto sulla prima SERP di Google vale solo il 18,2% dei clic. La seconda posizione ha un CTR del 10,05%. Invece, il primo posto sulla prima SERP di Bing vale solo il 9,66% dei clic. La seconda posizione ha un CTR del 5,51%. Qui sotto, i valori per le prime dieci posizioni evidenziati dall’indagine, sia per Google per per Bing.

CTR di Google e Bing

In generale, si tratta di un netto ridimensionamento dei valori rispetto alle ricerche di altre società fatte negli scorsi anni. Come spiegarlo?

Innanzitutto, per quanto riguarda Google, bisogna dire che i risultati organici stanno finendo sempre più in basso. Vuoi perché la Universal Search ha aggiunto alle SERP notizie, immagini, video, mappe ecc. Vuoi perché prima dei risultati organici ci sono quelli a pagamento di AdWords. Vuoi perché Google ha introdotto la Instant Search, una funzione che cambia la SERP man mano che l’utente scrive la query. Inoltre, Google ha attivato anche la web page preview, che consente agli utenti di vedere l’anteprima di una pagina prima di cliccarne il link.

Se i risultati della ricerca fossero confermati – e fosse quindi confermato che i clic si sono praticamente dimezzati –, si aprirebbero diversi scenari di commento.

Si potrebbe in primis pensare che gli utenti cliccano di più sui risultati a pagamento. Ma perché lo farebbero? Forse perché i risultati organici sono così in basso che è meno agevole scendere fino a essi?  🙂

Oppure gli utenti non trovano ciò che cercano e riformulano la query? In questo caso, viene da chiedersi: perché non trovano ciò che cercano? Forse perché le SERP dei motori stanno diventando sempre meno leggibili, a causa delle varie funzioni introdotte dai motori? Se fosse così, la situazione sarebbe pericolosa soprattutto per i motori: se gli utenti non riescono più a trovare ciò che cercano, a che serve un motore di ricerca?  🙂

Altra ipotesi. Non è che la prima SERP si sta popolando sempre più di grandi siti generalisti? Ciò potrebbe voler dire che chi cerca informazioni più specifiche va oltre, alla ricerca di siti più piccoli ma più specializzati. Questo implicherebbe che una buona fetta degli utenti del web sono diventati così esperti da usare i motori di ricerca con una certa malizia.

In questo quadro, prende piede un’ultima domanda: se i risultati della ricerca saranno confermati, gli investimenti nella SEO saranno ridimensionati?

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