La coda lunga in ambito SEO

La coda lunga e le sue implicazioni in ambito SEO sono ben evidenziate in una delle infografiche di Elliance:

coda lunga

L’infografica mostra molto chiaramente che le keyword composte da una sola parola sono caratterizzate da un’elevata competizione e da una bassa probabilità di conversione. Per chi fa ecommerce questa non è di certo una situazione ideale. Le cose vanno meglio per le keyword costituite da due o tre termini: siccome tali keyword sono più specifiche, la competizione a esse associata è minore, e i tassi di conversione sono più elevati.

La situazione più proficua si ha però con le keyword che fanno parte della coda lunga, cioè con quelle keyword che sono composte da quattro o più termini. Le keyword della coda lunga non debbono fronteggiare una competizione esasperata e hanno un tasso di conversione decisamente più alto.

Facciamo un esempio molto pratico. La keyword “come funziona il meccanismo della coda lunga” ha un livello di competizione molto più basso della keyword “coda lunga”. Questo perché la prima keyword è molto più specifica della seconda. In effetti, chi cerca su Google la prima keyword è verosimilmente interessato a capire nei dettagli che cos’è la coda lunga e quali sono le sue implicazioni pratiche nel web marketing.

Al contrario, chi cerca la keyword “coda lunga” potrebbe addirittura cercare qualcosa che non è collegato al mondo del web marketing, dell’ecommerce o della SEO! Non ci credete? Nel momento in cui scrivo, quattro dei dieci risultati nella prima SERP di Google per la keyword “coda lunga” non hanno alcun legame con il web marketing, con l’ecommerce o con la SEO!

coda lungaVale la pena ricordare che l’espressione coda lunga (in inglese long tail) è stata introdotta da Chris Anderson, in un articolo del 2004, per descrivere alcuni modelli economici e commerciali. In estrema sintesi, se facciamo riferimento all’ecommerce, la teoria della coda lunga dice questo: i prodotti di nicchia generano tutti assieme un fatturato che non è assolutamente trascurabile se raffrontato al fatturato dei prodotti più famosi. Tornando nel campo della SEO, si può fare questa analogia: in un sito web o in un blog, le keyword della coda lunga sono molto importanti: se considerate nella loro totalità, possono veicolare una parte non indifferente del traffico web del sito o del blog.

Faccio un altro esempio, stavolta legato a questo mio blog. Ho considerato le visite del mese di novembre 2012 su Comunicare sul web. Le prime dieci keyword fanno circa il 34% del traffico web. Ciò significa che la coda lunga fa il 66% circa del traffico. Un dato parecchio impressionante, vero?

Questo è uno dei motivi per cui un blogger dovrebbe pubblicare spesso (a patto di produrre ogni volta contenuti di qualità!). Postando frequentemente, finirebbe per trattare parecchi argomenti della sua nicchia. Quindi, genererebbe una coda lunga di keyword che gli frutterebbe molte visite!

coda lungaPer lo stesso motivo, un bravo SEO specialist dovrebbe in linea di massima puntare all’ottimizzazione delle keyword della coda lunga. Perché sono quelle che hanno un volume di ricerca basso e un tasso di conversione alto. Dovrebbe perciò preferirle alle poche keyword della testa, che hanno un alto volume di ricerca ma bassi tassi di conversione.

E tu che cosa pensi della coda lunga in ambito SEO? Hai delle osservazioni da fare o dei consigli da proporre? Hai mai monitorato la coda lunga del tuo blog o del tuo sito web? Lascia un commento per condividere le tue osservazioni!

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3 pensieri su “La coda lunga in ambito SEO

  1. dgprint

    Sicuramente la long tail ha avuto una grande importanza in questi anni, ma con l’avvento dei vari aggiornamenti Panda il suo potere è decisamente calato! La situazione è abbastanza evidenziata dal grafico delle query di ricerca di WebMaster Tools, in cui ad un certo punto, almeno per quanto mi riguarda, le query sono diventate meno della metà!

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Grazie per aver condiviso questa osservazione così interessante sulla coda lunga!

      In realtà, in questo mio blog osservo un fenomeno inverso a quello che tu descrivi.

      Se hai voglia e tempo, riusciresti per favore a indagare se il trend che segnali è certo e perciò i casi contrari sono una minoranza?

      Grazie ancora!

      Replica
  2. Ylenia

    Dal mio punto di vista il fenomeno esposto da dg print si è verificato per quei siti che contavano unicamente sulle pagine ottimizzate per la coda lunga ma con bassa autorevolezza.

    Replica

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