5 consigli SEO validi (anche) per il 2019

search engine optimizationNuovo anno, nuova SEO? Direi proprio di no. Se il tuo obiettivo di quest’anno è ancora una volta dare visibilità online alla tua azienda (e questo dovrebbe essere sempre un obiettivo primario), sto per darti alcuni consigli su come creare contenuti per il web che si posizionino bene nelle SERP di Google.

Come vedrai, i miei suggerimenti non sono chissà quanto tecnici. Li può applicare chiunque. In fondo, che cos’è la SEO? Stringendo all’osso, la SEO consiste nell’intercettare uno specifico target mentre è in fase di ricerca su Google. E per riuscirci non occorre padroneggiare le più sofisticate tecniche di search engine optimization. Occorre soprattutto creare contenuti di qualità, pensati su misura per quel particolare pubblico.

Inoltre, come ho accennato all’inizio, noterai che i miei consigli non sono roba nuova. Anche qui c’è un motivo. Da sempre, la SEO ha lo scopo di soddisfare i bisogni degli utenti che sono in fase di ricerca sui motori. Quindi, lo ripeto, la partita si gioca principalmente sui contenuti che si pubblicano. Ti sarà tutto chiaro leggendo i miei suggerimenti.

Dunque, quali sono le indicazioni per fare SEO in modo efficace per il sito web, il business blog o l’e-commerce della tua azienda? Ne ho individuate cinque. Te le elenco qui di seguito.

 

  1. Usa le parole chiave che intercettano il tuo target

    Ogni clientela ha esigenze specifiche. Quindi, ogni clientela fa ricerche specifiche su Google. Pertanto, una gran parte della SEO consiste nello studiare bene il target a cui la tua azienda si rivolge, per capire che cosa cerca sui motori. Fatto ciò, si conosceranno quali sono le chiavi di ricerca che intercettano quel pubblico.
    Io stesso, sul blog che stai leggendo, ho trasgredito a questa regola. E ho dovuto fare marcia indietro. Ti spiego. Quando ho visto che il blog aveva superato i mille visitatori al giorno, mi sono lasciato prendere la mano. Ho iniziato a scrivere post che non erano esattamente in tema con il marketing e la comunicazione per le PMI, che sono i temi del blog. L’ho fatto perché avevo la smania di fare sempre più visite. Così ho creato contenuti per parole chiave che intercettavano parecchio traffico, ma che erano poco pertinenti con gli obiettivi della mia presenza online. Le visite sono ovviamente aumentate, fino a circa settemila al giorno. Quel traffico non mi han però portato granché contatti da parte di aziende (il blog ha lo scopo di darmi visibilità online in ottica di lead generation). Perché erano visite sporche, fuori target.
    La situazione è parecchio migliorata quando ho cambiato content strategy. Ho ripreso a focalizzarmi sulle keyword che erano più utili per me, anche se erano ricercate da meno persone. Di conseguenza, le visite al blog sono diminuite. Però, i contatti da potenziali clienti sono aumentati. Ed è questo che, oggettivamente, mi interessava. Fare tante visite è bello da raccontare in giro, ma avere tante richieste di collaborazione è ancora più bello.  🙂
    Capisci dunque l’importanza di scegliere le giuste keyword per intercettare i tuoi reali potenziali clienti?

  2. Cura la leggibilità dei tuoi contenuti

    L’usabilità è oramai un fattore di cui bisogna tener conto, se si vuole avere un buon posizionamento nelle SERP di Google. In effetti, i siti che non sono usabili danno un cattivo servizio ai loro utenti, che smettono di navigarli senza troppe remore. Google si accorge di questi rimbalzi, e prende provvedimenti, declassando quei siti.
    In tal senso, oltre a preoccuparti che il tuo sito o blog o e-commerce sia usabile, fa’ che i suoi testi online siano leggibili. Perché anche l’utente più motivato si arrende davanti a testi formattati male e scritti peggio.
    Insomma: il modo in cui comunichi influenza il modo in cui il tuo messaggio commerciale è recepito dal target. Pertanto, non puoi permetterti di avere un progetto web i cui testi siano dilettanteschi, sia come impaginazione che come qualità della scrittura.

  3. Rendi il sito più veloce che puoi

    Se vogliamo, questo è un corollario del punto precedente. Infatti, un sito usabile è anche un sito veloce a caricarsi. I suoi utenti non sono perciò costretti a lunghe attese, quando si spostano da una pagina alla successiva.
    In altre parole: se i tuoi clienti arrivano su uno dei tuoi siti e finiscono nelle sabbie mobili… non avranno una corretta percezione del tuo business. Peggio ancora: si stancheranno in fretta, perché gli utenti web hanno notoriamente poca pazienza. A quel punto, che cosa faranno? È semplice: usciranno dal tuo sito e andranno a informarsi (e a comprare) su quelli dei concorrenti.

  4. Scrivi contenuti approfonditi

    (Questo consiglio vale soprattutto se hai un blog aziendale).
    Google ama i contenuti che scavano in profondità, cioè quelli che sviscerano una questione. Quando su un argomento c’è tanto da dire, un contenuto che va in profondità si piazza meglio su Google di uno superficiale. Non è un caso che sia difficile posizionare nella prima SERP di Google un contenuto lungo meno di 500 parole.
    Essere esaustivo ha anche un altro vantaggio, che c’entra solo indirettamente con la SEO. Se scrivi contenuti accurati e completi, guadagni autorevolezza nei confronti dei lettori, che poi sono i tuoi clienti. E da chi compra la gente? Beh, è evidente: da chi ha saputo dimostrarsi autorevole, affidabile, credibile.
    Ma non è finita qui. Abbiamo detto che, se pubblichi contenuti esaustivi, acquisisci autorevolezza. Diventi in pratica un brand. Google si accorge anche di questo, e inizia a considerare il tuo sito o blog come un progetto importante. Questo si traduce in un miglioramento dei posizionamenti nelle SERP del motore di ricerca.

  5. Scrivi per gli umani (e non per i motori di ricerca!)

    Non tentare di fregare Google. Mai. Perché è più intelligente di quanto tu possa credere. Quindi, non cercare di fare una SEO troppo spinta nei tuoi articoli, post, pagine ecc.
    Questo significa che, per quanto riguarda la scrittura dei testi, devi essere il più naturale possibile. Non provare cioè a scrivere per gli spider dei motori, ma scrivi tenendo sempre a mente che il tuo lettore è una persona.
    Insomma: se pensi che infarcire i tuoi contenuti di parole chiave sia una mossa saggia, sbagli. Questa tecnica si chiama keyword stuffing, e a Google non piace nemmeno un po’. Lo ripeto: sii naturale nella tua scrittura.
    Anche qui ti faccio un esempio che riguarda direttamente il mio blog. Per più di due anni, sono stato primo su Google con la keyword aprire un blog. Il post relativo non conteneva nel testo (nemmeno nel tag title o in qualche altra parte del codice) quella parola chiave. Evidentemente, Google aveva ritenuto che quel contenuto fosse il più pertinente per quella keyword, nonostante non la citasse mai. Hai visto? Nessun trucco di SEO. E allora, come si spiega un risultato così grande? La mia unica preoccupazione era stata di scrivere qualcosa di utile per chi fa quella ricerca.
    (Oggi viaggio attorno a una mediocre 40esima posizione per quella parola chiave. I motivi di questo declassamento non sono tanto di natura SEO. Magari questo è un tema di cui parlerò in un prossimo post).

 

Ecco, questi erano i miei consigli di search engine optimization per dare visibilità in Rete alla tua impresa. E tu, che cosa ne pensi? Fai già SEO sul tuo sito istituzionale, sul tuo business blog o sull’e-commerce societario? Se sì, sei soddisfatto dei risultati che stai ottenendo? Gli introiti superano le spese? Lascia un commento qui sotto per condividere la tua opinione!

 

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SEO Google SERP layoutQuesto post che elenca cinque consigli che sono ancora validi nel 2019 (anzi: sono suggerimenti da applicare immediatamente!) è stato scritto da Alessandro Scuratti, content marketing specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog, che raccoglie migliaia di visite ogni giorno. Sono anche l’autore di Scrivere per il web 2.0.
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