Quale stipendio per un web writer? Un caso francese

web writer stipendioQuanto guadagna un web writer in Francia? Anzi, per meglio dire: quanto poco guadagna un professionista del web writing francese?

Già, perché anche in Francia ci sono gli stessi problemi che esistono qui da noi. In effetti, anche là pare che, molte volte, il lavoro di web writer non sia adeguatamente compreso e apprezzato – ho usato un eufemismo. Di conseguenza, i compensi sono spesso non adeguati – altro eufemismo – alla professionalità dei redattori online.

Vado a tradurre alcuni brani di un eccellente articolo di Murielle Germain. La testimonianza di questa web writer francese ci fa capire che, come dice un vecchio proverbio, tutto il mondo è paese.

 

Per scrivere serve tempo, parecchio tempo! E il web writing non consiste certo nel buttar giù qualche parola su un progetto online che ci appassiona. Il web writing è invece questo:

• Attirare l’attenzione degli utenti web proponendo un valore aggiunto rispetto a ciò che potrebbero leggere altrove.
• Non stancare l’utente web, che è notoriamente una persona che clicca in modo compulsivo.
• Scrivere frasi corte – 120 caratteri al massimo – per non stancare il lettore online.
• Strutturare il testo cercando di prevedere e assecondare il comportamento dei visitatori.
• Ottimizzare correttamente il tag title, il tag H1, il tag description e i tag H2-H6.
• Inserire nei contenuti web qualche parola chiave per ottenere un miglior posizionamento su Google.
Rileggere il testo più volte e correggere gli eventuali errori.

Senza calcolare che, prima ancora di mettersi a scrivere, c’è il tempo impiegato per la ricerca delle informazioni e per la verifica dei dati e delle fonti.

 

Tutto ciò significa creare contenuti di qualità. Una cosa certamente non facile e che richiede una professionalità ben specifica. Ma continuiamo a leggere l’articolo, perché adesso arrivano le cose più interessanti.

 

È per questi motivi che mi è sempre difficile quantificare il tempo che mi serve per scrivere un articolo. In effetti, tale tempo dipende sia dalla complessità del soggetto, sia dal mio stato di forma di quel giorno. Come tutti i web writer professionisti, ho fatto un piccolo conteggio delle parole che posso scrivere in un lasso di tempo: io riesco a creare una media di 1.500 caratteri all’ora, cioè circa 250 parole ogni ora.

Ho letto su un forum di un committente che, spudoratamente, dichiara di pagare per contenuti web di qualità di circa 300-500 parole tra i 50 centesime e i 2 euro.

Ma il bello arriva con le piattaforme per la redazione di contenuti web. È per esempio il caso di ******** o di *******, che delegano la creazione di contenuti di qualità a web writer che pagano così: 0,03 centesimi a parola! Una cifra che, se mi riferisco al mio caso, dà al web writer questo guadagno:

1500 x 0,03 = 7,5 euro lordi l’ora

E se tutto va bene! Cioè se il soggetto non è troppo complesso e se il testo piace per intero al committente e non ha quindi bisogno di correzioni…

 

Dunque, anche in Francia ci sono purtroppo situazioni simili a quelle che vediamo noi in Italia. La cosa non è consolante per niente. In effetti, mal comune mezzo gaudio in casi come questi non mi fa rallegrare.

Tra l’altro, per carattere, non sono tipo da trovare consolazione nella denuncia di una situazione che non va. Cioè: trovo che denunciare sia giusto, ma poi a me piace agire, cambiare le cose. Perciò, se posso dare un consiglio a tutti i giovani web writer che iniziano ora la professione, dico questo: non lavorate per quattro spiccioli o addirittura gratis!

Mi spiego meglio. Il vostro lavoro, giovani web writer, ha un valore molto elevato. Non tutti sanno scrivere e pochi lo sanno fare per il web. Fatevi perciò pagare il giusto. Nessuno vi conosce, perché avete iniziato da poco, e quindi nessuno vi offre lavoro? Niente paura. Create un blog – la cosa migliore sarebbe che l’aveste già aperto quando studiavate – e parlate della vostra professionalità.

Se ci sapete fare davvero, otterrete due risultati col blog. Il primo è che avrete un certo numero di visitatori. Se mettete la pubblicità nel blog, i due spiccioli che guadagnereste lavorando per conto terzi li guadagnerete da soli, lavorando alla costruzione della vostra reputazione online – una cosa che ha molto più valore di una manciata di euro al giorno. La seconda cosa che otterrete è che vi metterete in mostra, creando il vostro brand personale. Se avrete lavorato sodo e bene, potrà addirittura succedere che saranno le aziende stesse a contattarvi!

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*